Black Mirror – Dialogo sulla società digitale

Una serata di dialogo sulla società digitale per iniziare ad affrontare un fenomeno di grande attualità. Questo il fulcro dell’incontro Black Mirror. Identità, memoria, coscienza tra realtà e distopia organizzato dall’Associazione Culturale Grossman e guidato dal nostro professore Davide Navarria a cui hanno partecipato gli autori Selena Pastorino e Fausto Lammoglia.

L’idea di organizzare il ciclo di incontri Impatto Digitale, nasce dopo la presentazione del libro L’agire intimo di Navarria. La comprensione umana di un fenomeno implica, infatti, il rilancio all’azione responsabile dei soggetti che tentano di districarsi tra questioni che urgono, come l’incidenza della tecnologia e delle sue potenzialità nella nostra vita. I temi coinvolgono tutti, adolescenti e adulti: l’identità digitale, la responsabilità personale, l’elaborazione del lutto, il rapporto mente-corpo e molto altro. Argomenti affrontati con la serietà di una filosofia che non teme di sporcarsi le mani con la cultura pop.

Qui di seguito potete rivedere il video dell’incontro.

Liceo Classico – Da Utopia a distopia. Storie di scrittura creativa in lingua inglese

Nella prima parte dell’anno la classe quarta del liceo classico, nell’ambito di letteratura inglese, ha intrapreso lo studio di Tommaso Moro e del suo capolavoro Utopia descrizione di un’isola ideale, perfetta, che permette all’autore un’aspra riflessione sulla società contemporanea.

Questo approfondimento ha poi condotto alla lettura del romanzo distopico The giver di Lois Lowry nel quale, al contrario, la realtà descritta è indesiderabile e spaventosa. Nella distopia leggiamo di luoghi nei quali non vorremmo mai vivere, ma proprio questo aspetto rende la trama avvincente, conferendole un’inquietante tensione.

Il genere distopico, esattamente come quello utopico, permette una visione critica del mondo che descrive. I tratti distintivi delle società raccontate sono portate alle estreme conseguenze, spingendo alla riflessione sul futuro che ci attende. Sfidati dal tema e dalla proposta di scrittura libera, i ragazzi si sono infine cimentati nella redazione di veri e propri romanzi distopici, interamente scritti in inglese e frutto della loro più libera fantasia. Qui sotto trovate alcune delle pagine più belle.

Alexis for Kenya: sosteniamo il progetto dei nostri studenti

Durante la messa di Natale dei Licei della Fondazione Grossman si è ritenuto utile e interessante dare uno spazio ai ragazzi di Alexis for Kenya per raccontare la loro esperienza e far conoscere quanto fatto in questi anni di attività e rilanciare il loro impegno anche per questo anno.

Il Progetto Alexis for Kenya è nato, infatti, nel 2018 dal desiderio di alcuni studenti dei Licei Classico e Scientifico della Fondazione Grossman in collaborazione con l’Associazione AVSI di raccogliere i fondi necessari per pagare la retta scolastica a ragazzi e ragazzi in Kenya.

Un progetto, come pronunciato da Diego Raimondi nel discorso pubblicata qui di seguito, animato da persone straordinarie, contente di ciò che fanno, che trovano soddisfazione per sé aiutando il prossimo.

Scarica la versione integrale del discorso scritto per la messa di Natale del 21 dicembre 2019

Da Piazza Tienanmen ad Hong Kong. L’incontro con un testimone

“Testimoni come Lee Cheuk-yan sono una ricchezza perché ci permettono di conoscere la realtà attraverso un modo di muoversi nel mondo determinato da una ragione aperta e dal desiderio di libertà. Per questo non possiamo non sentirlo amico e fratello”.

Con queste parole il Rettore, Raffaela Paggi, ha introdotto Lee Cheuk-yan, testimone dei fatti Hong Kong e presente in piazza Tienanmen nell’89, che ha incontrato i ragazzi delle classi quarte e quinte dei Licei Classico e Scientifico della Fondazione Grossman.

Libertà e democrazia

Queste parole, pronunciate più volte da Lee Cheuk-yan, descrivono perfettamente le ragioni alla base delle proteste di questi giorni per le vie di Hong Kong e allo stesso modo i moti di 30 anni fa in Cina, sfociati nel grande dramma di piazza Tienanmen il 4 giugno 1989. Movimenti spontanei nei quali gli studenti e i giovani, oggi come allora, svolgono un ruolo decisivo.

Nel suo intervento il relatore partendo dalla sua esperienza nel 1989, che lo portò a essere arrestato, ha raccontato ai nostri studenti la situazione attuale di Hong Kong tra marce pacifiche e scontri violenti, tra battaglia politica contro un regime dittatoriale e la richiesta di aiuto all’Occidente. Sino a raccontare di come molti giovani scendano in piazza portando nello zaino il loro testamento, tale è la coscienza dei rischi che corrono e del valore del loro combattere.

Da dove viene la speranza per combattere ancora

In conclusione alcuni nostri studenti hanno posto domande al relatore. Una studentessa ha chiesto quale fosse l’origine della speranza che lo porta ancora oggi a combattere.  Dalla sua risposta, accolta con un applauso spontaneo dai ragazzi, emerge chiaramente il valore e la portata della sfida attuale per lui a Hong Kong e per noi nel nostro quotidiano:

“Quando ero senza speranze – ha detto Lee Cheuk-yan – ho sempre pensato al 4 giugno perché quel giorno, mentre si svolgevano i fatti di piazza Tienanmen, in Polonia Solidarnoc e Lech Walesa vincevano le elezioni. Un risultato impensabile pochi anni prima. Questo significa che nessuno può prevedere cosa accadrà in futuro, il corso della storia. Io stesso, durante le rivolte a Hong Kong, mi soffermo a guardare tutti i giovani che lottano e penso che forse io non vivrò più a lungo del Partito Comunista, ma i giovani si!”

Guarda il video integrale dell’incontro:

Eduscopio 2019/2020 – ” Per educare servono adulti liberi, ragionevoli e creativi”

Novembre. I giovani studenti di terza media sono chiamati a scegliere la scuola in cui continuare gli studi secondari. E immancabilmente, insieme ai primi freddi, calano i risultati della classifica di Eduscopio, portale della Fondazione Agnelli. Sicuramente un aiuto a orientarsi nel panorama delle scuole superiori per studenti e famiglie.

Ma cosa significano tali risultati per chi la scuola la fa, la costruisce, giorno per giorno?

Ho assunto a settembre l’incarico di Rettore delle scuole della Fondazione Grossman, il cui liceo classico, “Alexis Carrel”, è primo in classifica a Milano e il cui liceo scientifico è salito al settimo posto; ho avuto modo di apprezzare negli anni scorsi i successi dei licei della Fondazione Sacro Cuore, allora in qualità di preside delle medie. Scorrendo le classifiche ho naturalmente provato soddisfazione nel vedere queste scuole presenti nella top ten dei migliori licei milanesi. Ma tale sentimento si è quasi subito tramutato in un vertiginoso senso di responsabilità: il riconoscimento del successo universitario dei nostri ex-studenti si è trasformato da fattore d’orgoglio a indicazione di un compito.

A chi deve rispondere la scuola

Responsabilità è un termine derivato dal verbo latino respondēre: essere responsabili significa avere il compito di rispondere a qualcuno, a qualcosa. I buoni risultati dei licei della Fondazione che dirigo – di cui non posso peraltro vantare alcun merito –  mi hanno stimolato a pensare: a chi la nostra scuola debba rispondere e in che modo.

Riflettendo sul lavoro di questi primi due mesi, posso dire che in primis rispondiamo agli studenti stessi: dall’impostazione oraria alle scelte didattiche, alla gestione degli spazi, qualsiasi aspetto della vita della scuola, che viene sistematicamente affrontato in dialogo con i direttori e i presidi della Fondazione, è finalizzato a mettere ogni studente in condizione di poter apprendere. La conoscenza è infatti un avvenimento, ma affinché diventi sistematica a scuola, occorre porre tutte le condizioni possibili affinché accada. Un pennarello che non scrive bene alla lavagna può costituire un ostacolo dell’apprendimento della matematica tanto quanto un contenuto affrontato nel momento errato del percorso!

Rispondere agli studenti significa contestualmente rispondere alla società nella sua interezza: sono loro le energie vive del presente e le risorse future per la costruzione del nostro Paese. E sappiamo quanto sia difficile educare oggi soggetti costruttivi, dalla mente aperta, disposti a prendere sul serio i loro desideri e a combattere per realizzarli. Proprio ieri uno studente di quinta liceo mi diceva di alcuni suoi amici che non hanno desiderio di vivere e che si lasciano morire, perché vuoti di senso e di scopi. In questi giorni ho visto invece studenti all’opera con i loro docenti per preparare l’Open Day. Suddivisi in gruppi interclasse allestiscono mostre ed eventi per verificare se quanto di ciò che si studia e si impara a lezione aiuta a capire, conoscere e giudicare tematiche scottanti dell’attualità: mi sono stupita nel vedere quanta energia di pensiero, quante domande si aprono nei ragazzi, quanto, se adeguatamente interrogati e responsabilizzati, possono creare in autonomia e collaborando.

Ma qual è la prima condizione per far crescere soggetti liberi, ragionevoli e creativi, tanto che poi siano in grado di continuare a studiare all’università con passione o di immettersi da adulti nel mondo del lavoro?

Occorrono adulti liberi, ragionevoli e creativi. Adulti autorevoli, capaci di testimoniare con la loro ricerca del vero e del senso, con la dedizione al compito, con la passione nello studio e nel lavoro che la vita vale la pena di essere vissuta. La prima responsabilità di chi dirige una scuola è dunque nei confronti di sé stesso: occorre che abbia cura della sua crescita umana, professionale, culturale. E che questa stessa cura l’abbia per la formazione continua dei docenti. Perché genera solo chi è continuamente generato.

Non è un caso che scuole come la Fondazione Grossman, il Sacro Cuore, il don Gnocchi di Carate Brianza e alcune altre paritarie diffuse sul territorio italiano si trovino nella top ten dei licei migliori, nonostante le difficoltà che essere una minoranza spesso poco riconosciuta o addirittura mal vista nel sistema pubblico comporta. Se c’è un segreto, è da ricercarsi nel metodo educativo di Luigi Giussani a cui le suddette scuole si ispirano e da cui tutte sono continuamente generate, in un lavoro costante di riflessione sull’esperienza, studio di testi, confronto tra docenti interno alle scuole e tra le scuole per verificare se, e a quali condizioni, quanto ricevuto dalla tradizione può aiutare ciascuno a trovare la sua strada in questo mondo, tanto contraddittorio e imprendibile quanto stimolante per la libertà e la ragione di ogni singolo uomo.

 

Eduscopio 2019/2020 – Liceo Classico si conferma al primo posto

Il nostro Liceo Classico si conferma al primo posto a Milano della classifica di Eduscopio 2019/2020 mentre il nostro Liceo Scientifico sale al settimo posto in città. Quest’anno i ricercatori della Fondazione Agnelli hanno messo sotto la lente di ingrandimento i dati di circa 1.255.000 diplomati italiani in tre anni scolastici (a.s. 2013/14, 2014/15 e 2015/16) in circa 7.300 indirizzi di studio nei Licei statali e paritari.

Il sistema di analisi di Eduscopio ci porta innanzitutto a rallegrarci della buona riuscita, nel percorso universitario, dei nostri studenti di quegli anni di cui abbiamo bene in mente volti e storie. I risultati raggiunti ci portano così a fare alcune riflessioni sul metodo scolastico e culturale che portiamo avanti nelle scuole della Fondazione Grossman. “I nostri licei – ha sottolineato la Preside del Classico, Giulia Regoliosi – non fanno test d’ingresso né particolari screening di partenza, ma tengono come criterio la fiducia nelle scuole di provenienza e la decisione dei ragazzi, espressa in un colloquio personale con la presidenza, di voler affrontare questi studi. Nel corso dei cinque anni la dispersione è molto limitata e si cerca soprattutto di reindirizzare chi sembra aver sbagliato strada”.

Due sono le caratteristiche del nostro impegno. aiutare gli studenti a formarsi un metodo di studio personale, a far proprio il contenuto degli studi, ad acquisire responsabilità e autonomia; valorizzare il lavoro del consiglio di classe, la collaborazione fra docenti, l’importanza di ogni disciplina. In questo modo la scelta universitaria di ciascuno studente risulta adeguata per la preparazione di base e rispettosa degli interessi già strutturati e certi. Così si comprende come i nostri studenti siano in grado di muoversi nel mondo universitario senza troppa difficoltà e disagio“.

Scheda Liceo Classico

Scheda Liceo Scientifico

 

 

Licei – “Il compito del poeta, il racconto dell’eccezionalità”

“Il poeta non è chi scrive dei propri sentimenti, ma chi ubbidisce all’esigenza e alla responsabilità di riportare a tutti l’eccezionalità di ciò che ha visto”.

Quello con il poeta e scrittore Daniele Mencarelli non è stato un semplice incontro ma un dialogo che ha coinvolto i ragazzi di quinta dei Licei Classico e Scientifico. Un dialogo tra l’autore del romanzo “La casa degli sguardi” e gli studenti costruito sul confronto tra il suo libro e i testi di alcuni autori incontrati nella prima parte dell’anno.

Le numerose domande poste a Mencarelli hanno portato ad approfondire l’esperienza della scrittura: la parola, per lo scrittore, è già dentro la realtà e questa parola trascrive lo sguardo di chi ha visto la profondità. Il poeta non è dunque chi scrive dei propri sentimenti, ma è chi ubbidisce all’esigenza e alla responsabilità di riportare a tutti l’eccezionalità di ciò che ha visto.

(Gabriele Bravi e Filippo Perri)

Qui di seguito il video integrale dell’incontro di martedì 22 ottobre 2019

Liceo Classico – L’inizio di un cammino

Un momento per festeggiare insieme l’inizio di un cammino ma soprattutto l’occasione per accogliere al meglio i nuovi studenti del primo anno. Per fare questo il Liceo Classico della Fondazione Grossman si è recata alla Sacra di San Michele, in Val di Susa. Un luogo unico dove poter ammirare la bellezza dell’opera umana e del paesaggio che la Sacra domina. La visita è stata accompagnata da spiegazioni e si è conclusa con giochi ideati e preparati dai ragazzi stessi.

Vai alla Gallery per rivedere le immagini e guarda qui il video della giornata.

 

Perché «Tav»? La ferrovia: mezzo di trasporto e simbolo.

Perché «Tav»? La ferrovia: mezzo di trasporto e simbolo. Questo il tema dell’incontro del professor Roberto Zucchetti dell’Università Bocconi, esperto di valutazione delle infrastrutture di trasporto, con gli studenti dei licei.

La lezione è stata esemplificativa di un metodo di indagine delle problematiche scottanti e dibattute, in cui la forte componente simbolica può obnubilare i necessari passi di una conoscenza del fenomeno che voglia essere scientifica e improntata alla ragionevolezza.

Gli studenti sono stati, infatti, introdotti alle dimensioni storica, tecnologica, economica del problema, attraverso dati, immagini, filmati. La ricerca sulla Tav continuerà ora durante l’uscita didattica in Val di Susa e nel prosieguo delle lezioni.

Presentazione Scuola Secondaria e Licei

Sabato 5 ottobre, presso l’Aula Magna, si svolgeranno gli incontri di Presentazione della Scuola Secondaria di I Grado e dei Licei Classico e Scientifico della Fondazione Grossman. I Presidi Lorenzo Bergamaschi (Secondaria e Liceo Scientifico) e Giulia Regoliosi (Liceo Classico) presenteranno alle famiglie le peculiarità dei percorsi educativi e le caratteristiche principali dei diversi livelli di scuola con il supporto di alcuni insegnanti.

Vi aspettiamo quindi:
  • sabato 5 ottobre
    • ore 9.30 presentazione della Scuola Secondaria di I Grado
    • ore 11.00 presentazione di Licei Classico e Scientifico