La vita in uno sguardo – Il video dei vincitori

Mercoledì scorso, 23 giugno, si è svolta la premiazione della seconda edizione del concorso fotografico organizzato da Fondazione Grossman, in collaborazione con Fondazione Crocevia, dal titolo La vita in uno sguardo (Clicca qui per vedere la Gallery). Un momento di festa che ha visto la partecipazione della maggior parte dei vincitori provenienti da scuole di tutta Italia a cui è stata letta la bellissima lettera scritta per loro dai due presidente della giuria Giovanni Gazzaneo, giornalista e critico d’arte, e Max Mandel, fotografo e ricercatore iconografico.

Vogliamo ringraziare i ragazzi che hanno risposto a questa bella iniziativa giunta alla seconda edizione. Come lo scorso anno, siamo rimasti stupiti dal vostro saper guardare, saper cogliere le cose, ma soprattutto voi stessi e i vostri cari. In tutto, ma proprio tutto, c’è la vita che scorre, nonostante i limiti, nonostante le porte chiuse, nonostante le cose che ci mancano e che ci sono care e che sono il vostro mondo, a partire dalla famiglia, dalla scuola, dagli amici, dallo sport… Anche in questa edizione avete dato una prova tangibile di come la vita possa essere bella, buona, vera nonostante tutti i limiti.

Perché la nostra vita è oltre tutti i limiti, tutte le imperfezioni, tutti gli incidenti e tutti i virus di questo mondo. Ce lo avete mostrato voi con le vostre fotografie. Ringraziamo i vostri professori e coloro che ha ideato questo concorso. Perché vi hanno permesso di esprimervi attraverso le immagini. Il nostro presente, come mai prima nella storia degli uomini, è povero di parole e sovrabbondante di immagini, troppo spesso vuote, inutili, volgari. Le vostre foto sono piccole grandi icone. Non perdete mai questo sguardo pulito e pieno di speranza, questo sguardo che non si lascia “chiudere” ma che va oltre. Uno sguardo che rispecchia i vostri giovani e bellissimi cuori. A cui vale la pena rimanere fedeli. 

Giunga a tutti voi il nostro grazie 

Giovanni Gazzaneo e Max Mandel

Qui di seguito è possibile vedere il video che partendo dal testo di introduzione del tema sul quale è stato chiesto ai ragazzi di sviluppare il proprio elaborato mostra le foto dei ragazzi vincitori accompagnate dalla lettura delle motivazioni.

La vita in uno sguardo. I vincitori del concorso fotografico

Sono 171 gli studenti di terza media che hanno partecipato al concorso fotografico La vita in uno sguardo, seconda edizione dell’iniziativa di Fondazione Grossman. Un’edizione che ha superato i confini lombardi coinvolgendo 12 scuole secondaria di I grado su tutto il territorio nazionale. Attraverso i loro scatti i ragazzi hanno saputo tradurre in immagine la frase di  William CongdonCome per il nomade, così per l’artista il luogo è dovunque egli si trova al centro dell’universo.

Dopo un’attenta valutazione, il 9 giugno la giuria, presieduta da Giovanni Gazzaneo e composta da un selezionato gruppo di docenti ed esperti, ha decretato il seguente podio:

 

1° classificato

Elisabetta Terenzi, Sono qui nell’attesa di un prodigio – Fondazione Sacro Cuore di Cesena

 

2° classificato, ex aequo

Mauro Giuliani, Sguardo di sfuggita – Fondazione Mandelli e Rodari di Milano

Diego Martinez, Un periodo bianco e nero – Fondazione Mandelli e Rodari di Milano

 

 

3° classificato, ex-aequo

Daianara De Vera, DAD – Ist. Comprensivo Statale Alda Merini di Milano

Matteo Figliuzzi, Guardando al futuro – Fondazione Sacro Cuore di Cesena

 

 

 

Menzioni

Federico Cassinari, L’emozione nello sguardo – Cooperativa la Zolla di Milano

Niccolò Pogliaghi, La semplicità di un bicchier d’acqua – Fondazione Sacro Cuore di Milano

Valentina Cabula, Lo sguardo alla speranza – Istituto Europeo Marcello Candia di Seregno

La sfida educativa nello sport

Attività sportiva e studio possono convivere? Come verificare se la passione per uno sport possa diventare un lavoro? Come la famiglia può sostenere questo impegno?

L’incontro La sfida educativa nello sport, organizzato da Fondazione Grossman in collaborazione con Associazione Sportiva Grossman, ha cercato di rispondere a queste domande in un contesto in cui l’attività sportiva è stata tra le più colpite dalla pandemia. L’evento si è rivelato così la preziosa occasione di incontrare due giovani atleti, Martina Capelli (ex calciatrice professionista, laureata in scienze motorie e iscritta al Master Internazionale in Strategia e Pianificazione degli eventi e degli impianti sportivi) e Simone Rossi (campione italiano con il Rugby Petrarca Padova stagione 2017/2018, oggi giocatore del Rugby Milano e studente di fisioterapia), attraverso il racconto della loro esperienza.

Guarda il video dell’incontro:

Origine della vita. Uno scienziato nell’epoca del dubbio

Giovedì 13 maggio si è svolto l’incontro Origine della vita. Uno scienziato nell’epoca del dubbio con il professor Giorgio Dieci, docente di biologia molecolare presso l’Università di Parma. L’evento, organizzato  all’interno del programma di Dimensione Cultura, è frutto del lavoro svolto dai docenti in questo anno scolastico sull’ampio tema delle origini. Una sfida che vede il suo inizio nelle aule della scuola elementare dove i bambini hanno iniziato spontaneamente a porre domande importanti sull’origine dell’universo, dell’uomo e della storia.

In questo percorso ci siamo accorti che mancava un tassello importante su una domanda cruciale com’è quella sull’origine della vita. Così ci siamo fatti aiutare dal professor Giorgio Dieci ad affrontare questo argomento, perché questi quesiti nascono dallo stupore di fronte all’esserci delle cose, un esserci che suscita le domande sulla loro provenienza e sul loro destino.

Riguarda il video dell’incontro

Pensare in altre lingue

Il nostro preside della scuola media, Lorenzo Bergamaschi, è intervenuto all’incontro Pensare in altre lingue, organizzato dalla Cooperativa la Zolla. Convegno realizzato all’interno del percorso formativo Una scuola del suo intervento. 

Il Preside Bergamaschi nel suo intervento ha risposto ad alcune domande raccogliendo la sfida attraverso l’insegnamento della lingua inglese. Su cosa un maestro può contare per spronare la ragione dei ragazzi a cercare ciò che dà valore all’esperienza della scuola? Come nelle discipline si cerca di far conoscere agli alunni la realtà?

La vita in uno sguardo. Concorso fotografico

Al via la seconda edizione del concorso fotografico della Fondazione Grossman, quest’anno dal titolo La vita in uno sguardo, riservato agli studenti del terzo anno della scuola media. Un solo scatto per  raccontare l’istante in cui è avvenuta la presa di coscienza del cambiamento di sguardo sulla realtà.

In seguito al successo della prima edizione dal titolo Straordinario quotidiano, che ha visto la partecipazione di 480 ragazzi appartenenti a 13 scuole lombarde e di cui si è svolta la premiazione pochi mesi fa, la Fondazione Grossman ha deciso di rilanciare l’iniziativa con lo scopo di rafforzare il legame con gli altri istituti e sfidare ancora una volta i nostri studenti a raccontare il cambiamento che stanno vivendo.

Per quest’anno il tema del concorso, dedicato ai ragazzi di terza media, prende ispirazione da questa frase di William Congdon:

“Come per il nomade così per l’artista il luogo è dovunque egli si trova al centro dell’universo”.

La situazione che stiamo vivendo ha cambiato il nostro modo di rapportarci con i luoghi e le persone: abbiamo abitato in maniera nuova spazi che già conoscevamo, guardato con occhi nuovi il volto di chi ci sta accanto.

Il concorso prevede la realizzazione di uno scatto fotografico, che affronti il tema introdotto dalle citazioni dei due autori e racconti l’istante in cui è avvenuto nel partecipante la presa di coscienza di questo cambiamento di sguardo.

scarica il volantino

Locandina_La vita in uno sguardo

Da sé ma non da soli. Online il video

Mercoledì 17 marzo la Fondazione ha organizzato l’incontro Da sé ma non da soli con il pedagogista e psicoterapeuta Luca Luigi Ceriani.

L’evento nasce dal desiderio di alcuni genitori di poter dialogare intorno a questioni educative emerse in questi ultimi tempi e acutizzatesi per il contesto attuale. Un contesto non sempre favorevole a costruire un clima positivo e disteso nei vari ambiti in cui i bambini sono inseriti (famiglia, scuola, società).

Il dialogo si è sviluppato a partire da alcune domande, raccolte nei giorni precedenti all’appuntamento, che riguardavano: fatica, paura, apprendimento e uso dei dispositivi tecnologici.

Luca Luigi Ceriani ha una lunga esperienza di collaborazione con scuole e famiglie su questioni psico-educative e sulla gestione del disagio psicologico in ambito scolastico. Di recente ha pubblicato il volume Figli, rischi & villaggio (globale). Dialoghi sull’educazione, per i tipi di Ares.

Guarda il video dell’incontro:

Conversazioni sulla scuola: La scuola ha futuro?

Il Servizio di Pastorale Scolastica ha organizzato una serie di Conversazioni sulla scuola con l’idea di far dialogare rappresentanti del mondo ecclesiale e delle istituzioni statali su tematiche relative all’educazione e alla scuola.

A inaugurare questa serie di appuntamenti è stato il dialogo tra l’Arcivescovo, mons. Mario Delpini, e il Direttore dell’USR della Lombardia, dott.ssa Augusta Celada dal titolo La scuola ha futuro?

Di seguito il video dell’evento

 

Premiazione concorso Straordinario quotidiano

Martedì 26 gennaio si è svolta la premiazione del concorso fotografico Straordinario quotidiano, a cui hanno partecipato 480 ragazzi appartenenti a 13 scuole lombarde.

Come ha ricordato il rettore Raffaela Paggi nel suo intervento di apertura: “il concorso è stato per noi una compagnia. Una compagnia per chi ha partecipato, perché ha potuto vivere il momento difficile del lockdown con uno sguardo nuovo, aperto e curioso e per chi ha goduto dei frutti, perché ha potuto guardare con gratitudine e stupore ogni foto per livello stilistico e significato espresso”.

La giuria, composta da Giovanni Gazzaneo, responsabile di Luoghi dell’Infinito (mensile di Avvenire) e presidente Fondazione Crocevia, e Max Mandel, fotografo e ricercatore iconografico, ha individuato gli 11 studenti vincitori tra 39 finalisti.

In conclusione, la professoressa Paggi ha voluto ricordare ai presenti il ruolo fondamentale svolto dai loro docenti che li hanno coinvolti in questo concorso. “Avete incontrato uomini e donne che hanno avuto a cuore il vostro percorso di crescita personale anche in un momento di difficoltà. Adulti che hanno il desiderio di scoprire e farvi scoprire la bellezza che c’è nella realtà e nella vita anche quando le circostanze avverse”.

Vai alla Gallery della premiazione

Guarda il video dell’evento:

 

Licei. Rispetto delle regole, rispetto della persona

Giovedì 22 gennaio, nell’ambito dei laboratori PCTO finalizzati all’orientamento post diploma, si è svolto l’incontro Rispetto delle regole, rispetto della persona con Marta Cartabia, docente universitario di Diritto costituzionale e presidente emerita della Corte Costituzionale.

Gli studenti si erano preparati con i loro docenti di filosofia su un suo testo inerente alla tematica del rapporto tra rispetto delle regole e libertà personale. Tutti i ragazzi delle classi quarte e quinte hanno potuto interloquire in collegamento e porre le loro domande alla professoressa.

Siamo profondamente grati alla docente e ad altri validi studiosi che come lei ci stanno dando la disponibilità, gratuitamente e con passione, ad accompagnare i nostri studenti nell’impegnativa scelta dell’indirizzo universitario e nella comprensione dell’attualità. I nostri giovani hanno infatti bisogno di esponenti della cultura, del mondo del lavoro e delle istituzioni che abbiano la sensibilità di mettersi al loro servizio, parlando a e con loro, soprattutto in questo periodo in cui la demotivazione allo studio e la dispersione scolastica stanno raggiungendo livelli drammatici.

Le costituzioni

La Costituzione nasce e vive nell’esperienza di un popolo. I principi costituzionali, che esprimono ideali e valori altissimi – come la libertà, l’eguaglianza, la dignità umana e la solidarietà – non hanno in sé stessi le risorse per attuarsi. Essi devono trarre la loro linfa dal vissuto della comunità, dalla cultura condivisa, dalle risorse umane esistenziali che il diritto da solo non è in grado di generare. Il diritto è come l’argine di un corso d’acqua: imprime una direzione alla corrente, la orienta verso il suo scopo, ne contiene il potenziale distruttivo. Ma la sorgente dell’acqua è collocata a monte, viene prima, precede il mondo giuridico”. Con queste parole Marta Cartabia, ha concluso il suo intervento durante l’incontro con gli studenti di quarta e quinta dei licei della Fondazione Grossman.

Un dialogo, quello tra i ragazzi e la professoressa Cartabia, iniziato da una domanda sulla parola rispetto: rispetto delle leggi, rispetto della persona, rispetto dell’altro. Una parola che risulta tra quelle fondamentali della Costituzione del nostro Stato e che dovrebbe stare alla base della nostra convivenza politica, sociale ed economica.

La parola rispetto

Che cosa c’è bisogno perché una parola così decisiva possa diventare realmente esperienza, dato che neanche il ripeterla o renderla legge sembra garantire la sua attuazione? 

A partire da questa domanda la presidente Cartabia ha accompagnato gli studenti in un percorso alla scoperta del diritto e della legge. Ha così illustrando i diversi significati giuridici della parola rispetto a partire da fatti di cronaca e da momenti decisivi per la storia del mondo giuridico: dalla dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America del 1776 alla nascita della Costituzione repubblicana del 1948, dalla lotta contro l’apartheid, fino alla sconfitta della segregazione razziale. Alcuni brani della letteratura classica e contemporanea, dall’Antigone di Sofocle a Ciaula di Pirandello hanno punteggiato il dialogo, offrendo agli studenti immagini vivide, capaci di rendere comprensibili anche i concetti giuridici più complessi.

In conclusione ha sottolineato come le Costituzioni non siano la descrizione di una realtà acquisita una volta per tutte, ma siano sempre una meta da conquistare e da riconquistare giorno per giorno, come anche la storia delle più consolidate democrazie mostra proprio di questi tempi e come ha espresso Benedetto XVI nella Spe Salvi, 24: “Poiché l’uomo rimane sempre libero e poiché la sua libertà è sempre anche fragile, non esisterà mai in questo mondo il regno del bene definitivamente consolidato. […] Se ci fossero strutture che fissassero in modo irrevocabile una determinata – buona – condizione del mondo, sarebbe negata la libertà dell’uomo, e per questo motivo non sarebbero, in definitiva, per nulla strutture buone”.

Il rispetto nell’esperienza quotidiana

Molti i messaggi pervenuti da parte degli studenti attestanti l’apprezzamento per l’incontro e il desiderio di continuare il dialogo. Proponiamo qui il contributo pervenuto da una studentessa che ripercorre i punti salienti della lezione.

Giovedì 20 gennaio abbiamo partecipato a un incontro sulla tematica del rispetto tenuto dalla professoressa Marta Cartabia, Presidente emerito della Corte Costituzionale.

A seguito di un lavoro svolto in classe con i nostri docenti, che prevedeva la lettura di un documento (scritto dalla stessa relatrice) dedicato ad approfondire alcune tematiche legate alla costituzione e al rispetto, sono sorte alcune questioni. In particolare la domanda di fondo emersa dalle perplessità di noi studenti riguardava la relazione tra il rispetto delle leggi e delle persone e la sua attuazione nell’esperienza quotidiana.

Tre livelli di rispetto

Per rispondere a questa domanda la relatrice ha ritenuto opportuno distinguere tre diversi livelli di rispetto: delle leggi da parte dell’uomo, nei confronti dell’uomo da parte delle leggi e tra le persone, gli uni versi gli altri.

Prima di addentrarsi nelle differenze che caratterizzano questi aspetti, è stato di grande aiuto puntualizzare la differenza tra ragionevolezza e razionalità di una legge. Quando una regola è verificata e confermata dall’esperienza allora la si può considerare ragionevole; se invece ci si limita a considerarla esclusivamente dal punto di vista della sua tenuta logica si applica una razionalità che non necessariamente porta alla giustizia.

Una legge ragionevole ha l’intento di preservare un’autentica esperienza umana e sociale ponendo un limite come un argine fa con il fiume: in questo modo la legge del più forte, teorizzata da Hobbes e riassunta nel celebre motto homo homini lupus, viene meno attraverso un utilizzo più responsabile della libertà umana.

Proprio sul tema della libertà si basa la relazione tra il rispetto delle regole e la sua attuazione nell’esperienza. Come suggerisce il Papa emerito Benedetto XVI nella sua enciclica Spe Salvi, se un uomo proponesse una organizzazione legislativa ritenuta come in sé perfetta, questa non sarebbe tale dal momento che non terrebbe in conto la libertà umana.

Ritengo che questo incontro sia stato molto utile e abbia offerto diversi spunti per la riflessione personale.

(Marta Dipilato 5k)