Sostieni la Fondazione Grossman con il tuo 5X1000

Sostieni la Fondazione Grossman con il tuo 5X1000 per fare la differenza nella vita di tanti studenti.

La Fondazione offre un’educazione di qualità a oltre 1100 ragazzi, dall’infanzia ai licei, grazie all’impegno competente ed appassionato di 82 docenti qualificati.

Un impegno speciale è dedicato agli studenti con disabilità cui garantiamo un sostegno personalizzato finanziando oltre 180 ore di supporto settimanale.

Destinare il tuo 5X1000 alla Fondazione Grossman significa:

  • Garantire supporto agli studenti con disabilità e alle loro famiglie.
  • Offrire un’educazione radicata nella tradizione cristiana e aperta al futuro.
  • Sostenere la crescita di persone libere e responsabili.

Il nostro codice fiscale è 97475710154.

Grazie per il tuo sostegno!

Secondaria. Scoprire la bellezza di Gaudí: il nostro viaggio a Barcellona

Nel mese di marzo, le classi terze della Scuola secondaria di I grado della Fondazione Grossman hanno effettuato un viaggio di studio a Barcellona, che segna un’importante tappa del loro percorso triennale.

Fulcro dell’uscita è stato l’incontro con una delle figure più originali e significative del Novecento, Antoni Gaudí, riconosciuto Venerabile Servo di Dio il 14 aprile. Attraverso la visita delle sue opere — la Sagrada Familia, il Parc Güell, Casa Milà e Casa Batlló — i ragazzi hanno potuto cogliere come la sua arte nasca da un dialogo incessante con la natura alla ricerca del senso profondo della realtà, che Gaudí ha tradotto in forme nuove e sorprendenti.

Le uscite didattiche sono parte integrante del nostro metodo educativo: esperienze pensate per accompagnare e approfondire il lavoro svolto quotidianamente in classe, offrendo agli studenti occasioni concrete di incontro con la storia, la cultura e il bello.

Il video che accompagna questo racconto restituisce l’intensità e la vivacità di un’esperienza che si inserisce pienamente nel cammino educativo della nostra scuola.

Papa Francesco: il messaggio del rettore sulla sua eredità educativa

lunedì 28 aprile riprendiamo le lezioni, a una settimana dalla salita al cielo di Papa Francesco. Vogliamo ricordarlo con affetto e gratitudine per la sua tenace testimonianza di fede, speranza e carità, che si è espressa anche in parole dedicate alla scuola e all’educazione dei giovani.

Quando era arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio, celebrava all’inizio di ogni anno scolastico una «Messa per l’educazione». In quella del 2004 vi è un passaggio in cui propone la saggezza come scopo della conoscenza e della competenza che a scuola si formano. La sua argomentazione parte da due metafore, una presa dall’agricoltura, «dar frutti», sinonimo di generare:

Il frutto si forma a partire dalla stessa identità di ciò che è vivo, si alimenta di quelle forze che ormai fanno parte del suo essere, si arricchisce delle molteplici identificazioni interne ed è qualcosa di unico, sorprendente e originale. La natura non dà due frutti esattamente uguali. Allo stesso modo un soggetto che dà frutti è qualcuno che ha maturato la sua creatività attraverso un processo di libertà, producendo qualcosa di nuovo a partire dalla verità ricevuta, accettata e assimilata.

L’altra è una metafora tratta dal contesto industriale, «produrre risultati»:

Un risultato si può prevedere, pianificare e misurare. Implica un controllo sui passi che si stanno facendo. Un insieme di azioni perfettamente determinate che avranno un effetto prevedibile. Una società che tende a trasformare un uomo in un burattino della produzione e del consumo, opta sempre per i risultati.

[…] Ma la saggezza non implica soltanto una maturazione a livello di contenuti e di valori, bensì anche sul piano delle abilità. Qualsiasi vera trasformazione a favore di quell’altro mondo possibile a cui aspiriamo implica anche un saper fare, una competenza che è necessario assimilare, comprendendone la logica. I nostri allievi hanno diritto, innanzitutto, alla propria autonomia e unicità; ma anche a sviluppare abilità socialmente riconosciute per poter plasmare nel mondo reale i loro desideri e i loro contributi.

Contrapporre nella scuola tali finalità, ‘dar frutti’ e ‘produrre risultati’, sostiene Bergoglio, ha  conseguenze dannose per l’educazione, perché limita la ragione e la libertà:

Il nostro obiettivo non è solo quello di ‘formare individui utili alla società’, ma educare persone che possano trasformarla! Ciò non si otterrà sacrificando lo sviluppo completo delle capacità, l’approfondimento delle conoscenze, la diversificazione dei gusti, perché alla fine, il trascurare tali ‘risultati’ non darà vita a ‘uomini e donne nuovi’, ma a flaccidi burattini della società consumista.

Si tratta di risolvere entrambe le polarità, integrandole tra loro: ‘educare per il frutto’, servendosi di tutti gli strumenti possibili affinché quel frutto si concretizzi sempre in modo efficace, ‘producendo risultati’. Proponiamo, partendo dall’oggettività della verità, ideali e modelli aperti, ispiratori, senza imprimervi la forma che noi abbiamo trovato per veicolare quella dinamica, sviluppando allo stesso tempo le mediazioni necessarie affinché i giovani possano fare le loro scelte.

[…] dobbiamo essere in grado di renderli fiduciosi e sicuri a partire dalla consapevolezza della propria creatività, capacità, abilità per concretizzare con successo le loro idee[1].

Sentiamo nostra questa sfida educativa e didattica che consiste nel vivere le lezioni, le attività, lo studio, tesi all’unità tra pensare, sentire e fare, nella convinzione che siano strade, differenti e armoniche, per introdursi all’essere e sviluppare di conseguenza tutte le componenti della personalità. Se la realtà è cibo dell’anima, il docente, l’adulto, ha innanzitutto il compito di testimoniare che non ne ha paura, perché essa, anche quando presenta tratti confusi e ostili, può essere osservata, interrogata, conosciuta. La realtà offre infatti a ciascuno, se educato a un rapporto aperto e leale, intelligente e critico con essa, la possibilità di vivere da protagonista, contribuendo ad arricchirla, cambiarla, migliorarla.

Tale invito alla fiducia e alla speranza, all’operosità e alla creatività, è stato al centro anche di vari discorsi rivolti da Papa Francesco ai giovani, per i quali ha dimostrato sempre simpatia e stima. Anche in questi ultimi anni ci ha regalato parole che non possiamo e non vogliamo dimenticare, come il Messaggio ai giovani e alle giovani del mondo per la XXXIX Giornata Mondiale della Gioventù,  sul tema: “Quanti sperano nel Signore camminano senza stancarsi (cfr Is 40,31”). 

Invitiamo tutti a leggerlo nella sua interezza per cogliere i tratti dell’eredità che Papa Francesco lascia a ciascun ragazzo e a ciascuna ragazza alle prese con le sfide odierne:

Anche noi, oggi, viviamo tempi segnati da situazioni drammatiche, che generano disperazione e impediscono di guardare al futuro con animo sereno: la tragedia della guerra, le ingiustizie sociali, le disuguaglianze, la fame, lo sfruttamento dell’essere umano e del creato. Spesso a pagare il prezzo più alto siete proprio voi giovani, che avvertite l’incertezza del futuro e non intravedete sbocchi certi per i vostri sogni, rischiando così di vivere senza speranza, prigionieri della noia e della malinconia, talvolta trascinati nell’illusione della trasgressione e di realtà distruttive.

La nostra vita è un pellegrinaggio, un viaggio che ci spinge oltre noi stessi, un cammino alla ricerca della felicità; e la vita cristiana, in particolare, è un pellegrinaggio verso Dio, nostra salvezza e pienezza di ogni bene. I traguardi, le conquiste e i successi lungo il percorso, se rimangono solo materiali, dopo un primo momento di soddisfazione ci lasciano ancora affamati, desiderosi di un senso più profondo; infatti non appagano del tutto la nostra anima, perché siamo stati creati da Colui che è infinito e, perciò, in noi abita il desiderio di trascendenza, la continua inquietudine verso il compimento delle aspirazioni più grandi, verso un “di più”. Per questo, come vi ho detto tante volte, “guardare la vita dal balcone” a voi giovani non può bastare.

Questo è il mio invito per voi: camminate nella speranza! La speranza vince ogni stanchezza, ogni crisi e ogni ansia, dandoci una motivazione forte per andare avanti, perché essa è un dono che riceviamo da Dio stesso: Egli riempie di senso il nostro tempo, ci illumina nel cammino, ci indica la direzione e la meta della vita.

Con gratitudine, commozione e speranza, riprendiamo dunque il nostro cammino di ricerca!

Il rettore, Raffaela Paggi

[1] Jorge Mario Bergoglio, Scegliere la vita. Proposte per tempi difficili, Bompiani 2013, pp. 57-107.

Primaria. Settimana della lettura: scoperta, parole e bellezza

Dal 7 all’11 aprile, la Scuola primaria della Fondazione Grossman ha vissuto la Settimana della lettura: cinque giorni intensi, ricchi di parole, racconti e incontri, in cui la lettura è diventata esperienza viva e condivisa.

Come ci ha raccontato la direttrice nella video intervista che accompagna questo articolo, tutto è nato dal desiderio di adulti – insegnanti, attori, autori – di donare ai bambini il piacere di leggere e raccontare insieme. Un gesto educativo che crea clima, genera bellezza, e diventa stimolo prezioso per coltivare l’amore per i libri.

Tutte le classi, dalla prima alla quinta, sono state coinvolte in attività pensate per valorizzare la parola e la narrazione:

  • Le classi prime e seconde hanno assistito a uno spettacolo teatrale proposto da un attore professionista.
  • Le terze hanno incontrato un’autrice di narrativa per l’infanzia, che si è raccontata e ha risposto con entusiasmo alle curiosità dei bambini.
  • Le quarte si sono avventurate nel mondo del fumetto grazie a un laboratorio con un’illustratrice, scoprendo nuove forme espressive.
  • Le quinte hanno lavorato con la professoressa Paggi, rettore della scuola, alla descrizione letteraria di un grande protagonista della letteratura: Bilbo Baggins, affrontando con passione un’attività di scrittura profonda e creativa.

Novità di quest’anno è stata la Book Fair, una vera e propria fiera del libro in lingua inglese allestita a scuola, aperta a tutte le classi e anche alle famiglie, che hanno potuto visitarla e acquistare libri da leggere insieme a casa.

Un’edizione ricchissima che ha messo al centro l’esperienza della lettura come incontro, scoperta, bellezza condivisa.

Licei. Macbeth in lingua originale: un’esperienza teatrale immersiva

L’uscita didattica delle classi quarte dei Licei scientifico e classico Alexis Carrel al teatro Il Cielo sotto Milano è stata un’occasione per assistere alla rappresentazione di Macbeth in lingua originale.

Vedere dal vivo un classico shakespeariano recitato in inglese ha permesso agli studenti di immergersi completamente nella potenza espressiva e nella musicalità della lingua di Shakespeare. Un’esperienza che ha dato nuova vita al testo studiato in classe, arricchendo la comprensione dell’opera e delle sue sfumature più profonde.

Dopo lo spettacolo, il confronto diretto con gli attori ha trasformato il momento in un vero e proprio laboratorio teatrale: un dibattito coinvolgente e stimolante, in cui gli studenti hanno dimostrato competenza e curiosità, ponendo domande e condividendo riflessioni sul dramma shakespeariano.

📸 Guarda le foto dell’uscita didattica e rivivi con noi questa esperienza immersiva!

Pellegrinaggio giubilare verso la Pasqua

Sabato 29 marzo, nella Basilica di Sant’Ambrogio, studenti,  genitori e personale della scuola hanno condiviso un gesto di fede e contemplazione, inserito nel contesto dell’anno giubilare.
Attraverso testi e musiche, proposti da studenti liceali e docenti, il pellegrinaggio ha voluto rispondere a una domanda essenziale: cosa significa essere in attesa della luce? cosa significa davvero chiedere la salvezza?
 
All’inizio Ch. Baudelaire, con i versi tratti da Il viaggio, ha evocato il desiderio dell’uomo di andare oltre l’orizzonte visibile, alla ricerca di una verità più profonda. Sant’Ambrogio ha mostrato come l’attesa della Pasqua sia attesa di una salvezza che entra nel tempo e nella storia. Ratzinger, infine, ha richiamato la centralità della fede cristiana: non un insieme di norme, ma l’incontro con Cristo risorto, capace di dare senso alla vita.
 
Il cammino all’interno della Basilica è stato scandito dal canto, espressione di una tradizione che educa lo sguardo e la memoria. I testi scelti – da Awake, my soul a O frondens virga – hanno permesso di entrare con maggiore consapevolezza nel cuore del Mistero pasquale.
Le descrizioni dei luoghi della basilica nel cui contesto si sono svolte le tre tappe, quadriportico, portale, altare, hanno aiutato a rendersi consapevoli di essere parte di una storia ricca di significato che tuttora ci accompagna nel viaggio della speranza.
Nel raccoglimento e nella partecipazione di tutti si è reso evidente il significato autentico di un pellegrinaggio: un gesto che educa a riconoscere un’origine comune e una speranza condivisa.