Licei – Vacanza studio a Cambridge

10 ragazzi del liceo classico e scientifico stanno trascorrendo due settimane a Cambridge partecipando al progetto di vacanza studio proposta per il biennio.

Durante la mattinata i nostri studenti seguono lezioni di letteratura, arte e scienze in lingua inglese, secondo la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning). Questo tipo di didattica prevede che le varie discipline vengano insegnate utilizzando la lingua inglese, rendendo la lingua straniera non solo un fine, ma soprattutto un mezzo che renda più motivante l’apprendimento.

Ogni pomeriggio i ragazzi hanno poi l’opportunità di svolgere attività / giochi e visite guidate con ragazzi stranieri e insegnanti della scuola inglese. Eccoli appena tornati da uno splendido week-end a Londra!

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Festa Licei – “C’è un posto per te”

I ragazzi dei licei hanno individuato questa frase, questo slogan come titolo della loro festa di fine anno. Una scelta significativa che descrive sinteticamente l’esperienza che hanno vissuto gli studenti all’interno dei corridoi della nostra scuola e, contemporaneamente, rappresenta il miglior benvenuto per i nuovi e saluto per i maturandi.

Proprio maturandi e primini sono i due pilastri su cui i nostri ragazzi hanno costruito la festa dei licei di quest’anno. Perché è naturale, nel momento del ringraziamento per un anno di scuola, salutare al meglio chi va verso nuove sfide e accogliere chi arriva. Per questo dopo i video delle uscite didattiche e le premiazioni dei tornei, al centro della serata ci sono stati i “frizzi” ai ragazzi delle quinte e le video-interviste ad alcuni ex alunni.

Così la festa è trascorsa tra musica, sketch e risate e nemmeno il temporale è riuscito a frenare questa onda di bellezza che ha investito i presenti. Una bellezza di tale portata che i nostri ragazzi vogliono condividerla con tutti, tanto da decidere di vendere le magliette dei licei destinando le somme raccolte per delle borse di studio. Affinché il posto per te sia veramente per tutti.

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I video, realizzati dai ragazzi, proiettati durante la festa

Tornei sportivi di fine anno

Saluto maturandi a.s. 2018/2019

Uscite didattiche

 

Liceo Classico – Grecia. Sulle tracce degli antichi

Dal 6 al 10 maggio, i ragazzi di terza e quarta del Classico hanno visto e vissuto il luogo intorno a cui si concentra maggiormente il loro percorso di studio: la Grecia. Cinque giorni in cui gli studenti hanno reso concreto ciò che da anni studiano, goduto della bellezza del paesaggio greco e incontrato la sua cultura.

La partecipazione personale tramite la spiegazione dei luoghi visitati o la lettura di brani ha permesso un legame tra gli alunni e un coinvolgimento maggiore  nell’esperienza vissuta. I ragazzi hanno, infatti, costruito personalmente una parte di questo viaggio in Grecia. Le cinque giornate intense e in compagnia hanno permesso inoltre di creare un clima divertente, oltre che serio e di lavoro.

Ancora una volta, l’occasione di incontrare ciò che si studia andando a fondo dell’argomento e trovando finalmente un’utilità in quello che si affronta a scuola si è rivelata interessante e avvincente.

(di Cecilia Rusmini, Cecilia Mina e Caterina Tettamanti)

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I nostri ragazzi si cimentano nel Sirtaki

 

Licei – Tornei di Beach Volley tra sfida sportiva e amicizia

Un pomeriggio dedicato ai tornei di Beach Volley per ricreare una sfida sportiva e di amicizia. Questa l’esperienza vissuto dai nostri ragazzi dei Licei Classico e Scientifico che, insieme a  studenti di altri Istituti milanesi, hanno dato vita a tornei femminili e maschili, presso il campo Open Beach di via Lorenteggio.

Un momento di sana e bella competizione all’insegna del Beach Volley giocato sui campi di sabbia dove i nostri ragazzi del triennio liceale, durante le ore di educazione fisica, hanno potuto avvicinarsi a uno sport giocato ormai a livelli mondiali. Sui campi si sono incontrati vecchi e nuovi colleghi che, con i loro rispettivi alunni, hanno ricreato una sfida sportiva e di amicizia.

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Liceo Classico – Cambiamento climatico e luoghi manzoniani

La classe IIK del Liceo Classico tra le vie di Milano alla scoperta dei luoghi manzoniani e del cambiamento climatico. I ragazzi, accompagnati dalle docenti di italiano e scienze, hanno vissuto, infatti, una mattinata caratterizzata dal duplice tratto di letterario e scientifico. Da una parte un percorso alla scoperta della Milano manzoniana, in particolare i luoghi citati nei Promessi Sposi, dall’altra la visita alla mostra Capire il cambiamento climatico, allestita nel Museo di Storia Naturale.

Tra le vie del centro storico di Milano, i ragazzi hanno ripercorso l’itinerario compiuto da Renzo Tramaglino, protagonista de I Promessi Sposi. Lungo il percorso si sono fermati nei luoghi citati nel romanzo e, testo alla mano, hanno letto i passi con descrizioni ed episodi ambientati proprio nelle vie e nelle piazze percorse.

La mostra sul cambiamento climatico, presentata con modalità suggestive e interattive, ha proposto alla riflessione dei ragazzi, invece, l’approfondimento delle cause del pluricitato cambiamento e il problema della responsabilità umana rispetto alla cura della Terra.

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Licei – Essere europeo, e io cosa ci azzecco?

«La tradizione (da sola, ndr) non resta in piedi. Essere europeo in questo momento è iniziare dal principio, per un riconoscimento nell’esperienza del bene pratico che implica lo stare insieme. La verità di ciò che significa essere europei sarà sempre relazionale, arriverà attraverso l’esperienza.  (Fernando De Haro)

Con questa citazione, Maurizio Vitali ha spiegato agli studenti del Liceo come il nostro approccio all’Europa e, quindi, alle elezioni dipenda totalmente da una questione di sguardo, lo sguardo con cui noi guardiamo a questa istituzione. Ma soprattutto dal desiderio personale di mettersi in gioco, di implicarsi con chi vive come noi in Europa.

Questione di sguardo

Il tema dello sguardo, cioè dell’Io in azione è stato sicuramente il fulcro dell’intensa e appassionante “lezione” tenuta dal giornalista Vitali ai ragazzi di quarta e quinta liceo sull’Europa. Un incontro voluto proprio dai ragazzi, che si apprestano tra pochi giorni a votare per la prima volta per il rinnovo del Parlamento europeo, per capire l’origine di questa istituzione, le sue competenze e soprattutto il valore del proprio voto.

Un percorso affascinante che dal tema delle radici europee è arrivato sino ai padri fondatori passando per le guerre che hanno devastato il nostro continente, per arrivare al tema del e io cosa ci azzecco?. Quest’ultima forse la tematica più interessante per i nostri ragazzi alle prese con il voto per un’istituzione a pelle così lontana e misteriosa.

Esempi di sguardo, cioè un «io» in azione

Qui il relatore ha stupito tutti ponendo al centro proprio il coinvolgimento personale, il mettersi personalmente in gioco portando tre esempi concreti avvenuti in tre nazioni diverse:

  • Olanda: una donna islamica che dopo aver trovato in una scuola cattolica l’aiuto necessario per la figlia oggi sostiene pubblicamente il valore della scuola cattolica;
  • Spagna: dove alcune famiglie si sono unite per aiutare i poveri e il Comune ne ha preso così atto da favorire e sostenere il loro impegno;
  • Lituania: dove un’associazione si è mossa per accogliere i numerosi orfani presenti ed è stata coinvolta nella creazione di una legge sull’affido.

“Questi esempi – ha detto Vitali – mostrano concretamente che c’è un valore nell’Io se si mette in azione e questo mettersi in azione crea legami”.

Amicizia sociale (Papa Francesco)

Su questo tema centrale si è espresso proprio Papa Francesco usando il termine amicizia sociale che per Vitali significa: luoghi di socialità dove i valori fondanti europei sono esperienza normale; compagnia solidale; dialogo non scontro, ponti non muri; passione di conoscenza, non fake news; senso del lavoro, non solo consumo; senso sociale dell’impresa non solo profitto; welfare dal basso, non assistenzialismo; impegni politici locali e «scuola» di politica.

L’incontro è stato così per i ragazzi dei Licei l’occasione non solo di capire di più sulle origini dell’Unione Europea e sul ruolo istituzionale che ricopre ma soprattutto di apprestarsi ad affrontare l’appuntamento elettorale con uno sguardo diverso. Lo sguardo di chi si chiede dove e come ci si può mettere in gioco e quali siano i luoghi dove implicarsi. Una sfida reale che rende il voto più interessante perché con noi ci azzecca.

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Licei – Discover Bansky’s exhibition

On Tuesday 18th March my class (2K), together with the students of 2B and 2A, and accompanied by our English and Art teachers, went to visit Banksy’s exhibition “A visual protest”, staged at MUDEC (The museum of cultures of Milan) .

The idea of visiting the exhibition has been developed after a work of analysis of the deep meaning of some of the most famous works by Banksy (such as Balloon girl, Sweep it under the carpet, Shop until you drop and Rage, flower thrower).

Before entering the museum Prof. Salvato introduced the historical context of Banksy’s work: he said that street art, Banksy’s art movement, has developed at the end of the 20th century as a form of art that everyone can create and with a visual message attainable by everyone. In the exhibition there were more or less a hundred works mainly by Banksy. Because of the quantity of art pieces we didn’t have any guide and this was probably the only drawback of the experience. Reading every caption was demanding, but essential to give a sense to the work. All in all this experience was really interesting and provocative.

di Emma Sofia Bernardini (2K)

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Liceo Classico – Un viaggio d’istruzione per scoprire la Campania

L’incontro tra la scienza e la storia è stato al centro del viaggio d’istruzione in Campania realizzato dai ragazzi di I e II del Liceo Classico. 

Le tappe fondamentali di questo percorso sono state da un lato il sito archeologico di Pompei, che deve la sua fama al fenomeno scientifico dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.c., e dall’altro la città di Napoli, dove la storia si mescola alla realtà del presente. Una realtà ben descritta dall’incontro con le Suore di Carità dell’Assunzione e dalla serata di canti napoletani.

La visita del parco del Vesuvio è stato il momento culmine del viaggio di istruzione. Il vulcano, infatti, con il fenomeno dell’eruzione e con la sua imponenza, ha creato e crea tuttora la storia del popolo campano. Un’uscita didattica che ha permesso quindi ai ragazzi di guardare a una sola realtà da più punti di vista, ovvero scientifico, storico e umano. 

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Orientamento universitario: incontro con Emilio Faroldi

“Scegliete ciò che vi appassiona, scegliete un mestiere che ha una storia e reinterpretatelo con curiosità. Il segreto: abitudine a viaggiare -anche rimanendo a casa vostra- e immaginazione per trasformare l’ambiente in cui viviamo”.

Emilio Faroldi, pro-rettore del Politecnico di Milano e architetto dalla attività professionale ben avviata, ha lasciato il segno lunedì scorso all’incontro di Orientamento per la scelta universitaria: con la sua cordialità e il suo senso pratico, con la sua riflessione teorica e la sua esperienza, ha motivato gli studenti di quarta e quinta liceo classico e scientifico ad essere protagonisti del proprio futuro.

La figura dell’architetto – ha spiegato Faroldi – coniuga interessi umanistici e scientifici e si muove in una forma organizzativa professionale d’equipe. Progettare significa prefigurare la trasformazione della realtà in cui ci troviamo, in considerazione dello studio della storia e delle esigenze del futuro, e a servizio degli abitanti dello spazio costruito sia nella loro diversità sia rispetto a ciò che hanno in comune. La creatività nasce dunque dal saper cogliere gli stimoli del presente, coscienti che la bellezza del territorio è un bene comune e lo spazio è del tutto condiviso. L’intelligenza di una soluzione che determina una vera rigenerazione deriva pertanto da uno spirito critico allenato e da un approccio non unilaterale, ma calibrato secondo le specificità del caso in esame.

Emilio Faroldi ha infine mostrato due progetti recenti che lo hanno coinvolto negli ultimi anni: quello non realizzato dello stadio del Milan al Portello e quello completato dei laboratori del gruppo farmaceutico Chiesi.

Per eventuali approfondimenti: https://youtu.be/iHRPMXWTFDQ

 

Licei – William Congdon: sintesi dell’espressione

Gli studenti dell’ultimo anno del Liceo Classico e Scientifico si sono avvicinati all’opera di William Congdon dopo aver visto le celebri interviste di Red Ronnie a Congdon e avere riflettuto sul contesto storico-artistico del secondo dopoguerra in America. Lo spunto iniziale è scaturito da numerosissime e radicali provocazioni sorte in aula da quando nel programma di Storia dell’Arte ha cominciato a farsi strada l’arte non figurativa. Che relazione c’è fra espressione e tecnica? Perché un’assenza di forma veicola un contenuto? Perché l’arte informale dovrebbe essere più profonda dell’arte figurativa? L’arte stessa può essere un limite all’espressione di sé?  Se le opere di un autore sono così personali come possono essere condivisibili? 

Modalità di approfondimento

La modalità di approfondimento proposta ha coinciso con un’ora e mezza di osservazione di una quindicina di opere, appositamente selezionate all’interno della William Congdon Foundation di Buccinasco. Oltre al dialogo con Giorgio Gandolfi della Fondazione Congdon e la docente di Storia dell’Arte Antonia Chiesa su questioni ampie e specifiche di espressione artistica. La percezione visiva e tattile è stata pertanto sollecitata da evidenti aspetti di profondità della materia scabra, sperimentazione compositiva e tecnica, molteplicità dei punti di vista, vigore del gesto pittorico, sobrietà del concetto spaziale, sovrapposizione fra vista e memoria. Anche nel caso di chi ha infine dichiarato di non apprezzare la pittura di Congdon.

L’opera dell’artista esprime infatti in modo eloquente tutta la sua vicenda umana, avventurosa e affascinante, oscillando fra concettualizzazione astratta e appiglio realistico. Le città, il traffico, i lampioni, i crocefissi, i campi, i cieli, l’orizzonte, i fossi e la nebbia diventano domande provocatorie sull’essenza del reale: i solchi sulla terra nera sono ferite nella carne, una lama d’argento del fosso nel campo è un riflesso improvviso di luce, lo strapiombo di una roccia è il rovinare della materia in un baratro. La ricerca di Congdon spazia nella profondità della voragine, nel pieno della luce dell’orzo maturo, nella densità della nebbia, nella malinconia della terra arata.

“Quale opera hai preferito?”

È stata la domanda rivolta a ciascuno studente. Le risposte diverse hanno rivelato una rielaborazione personale approfondita dei contenuti proposti e un confronto sincero con la propria esperienza. «Preferivo i crocifissi del Duecento con la loro geometria severa, ma questo di Congdon mi provoca un’intensità sorprendente», «Devo confessarlo: ero scettica sull’arte ‘priva di forma’, ma l’opera che preferisco fra queste è senza dubbio quella quasi monocromatica, Orzo 4».

«Alla fine non ti ricordi esattamente lo specifico di un’opera», sostiene uno studente, «ma come ha reagito a uno stimolo esterno, e la provocazione dell’artista ti spinge a prendere una posizione personale paragonabile alla sua rispetto a quello che vedi e alle esperienze che fai». La sensibilità di un altro studente apre contemporaneamente il campo ad ulteriori, radicali approfondimenti: «può il dolore essere confinato in un’opera d’arte?»

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