Secondaria. English full week : un’esperienza che cresce ogni anno

Bye bye England, see you next Summer!

La scorsa settimana 60 studenti di seconda e terza media hanno partecipato alla ormai tradizionale English Full Week a Bury St. Edmunds, una proposta formativa che negli anni è diventata parte integrante del percorso linguistico della scuola.

Durante il soggiorno, i ragazzi hanno potuto vivere da vicino la quotidianità inglese: dalle colazioni con scones e full English breakfast, alle lezioni interamente in lingua presso la scuola partner, fino alle visite culturali guidate – ovviamente in inglese – che hanno permesso loro di scoprire storia, curiosità e aspetti caratteristici della cittadina e dei suoi dintorni.

L’esperienza non è stata solo un’occasione di approfondimento linguistico, ma un vero e proprio laboratorio di vita: i ragazzi hanno sperimentato l’uso dell’inglese in contesti reali, ampliato il loro lessico attraverso attività di speaking, e rafforzato autonomia, relazione e capacità di adattamento.

Time flies e una settimana è davvero volata. Ma una cosa è certa: see you next Summer!

Secondaria. Premio letterario Alatáriel

Mercoledì 4 febbraio la Fondazione Grossman ha inaugurato la prima edizione del Premio letterario Alatáriel, un’occasione pensata per accompagnare gli studenti di prima media all’interno del loro primo vero incontro con un classico moderno: Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien.

Il concorso nasce dal desiderio di un genitore, il sig. Albanese, di ricordare la moglie Lucia attraverso un gesto semplice e carico di significato, accolto con entusiasmo dalla Fondazione. Nel saluto iniziale il rettore ha ricordato come ogni studente, entrando alla Grossman, scopra di appartenere a una comunità più grande della propria classe: una comunità nella quale ciò che succede a uno succede a tutti. Il Premio Alatariel è nato proprio dentro questa dimensione condivisa e ha saputo esprimerla lungo tutta la serata.

Perché leggere Tolkien oggi

Paolo Nardi, studioso e commentatore dell’opera di Tolkien, membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Studi Tolkeniani, ha incontrato al mattino gli studenti delle classi prime medie, che hanno potuto dialogare con lui a proposito de Lo hobbit. Alla sera ha introdotto la cerimonia di premiazione offrendo una lezione sull’attualità di questo romanzo fantasy: Bilbo Baggins e gli hobbit, pur immersi in una terra ricca di magia e leggende, sono personaggi profondamente a noi famigliari: piccoli, abitudinari, apparentemente insignificanti, eppure capaci — quando decidono di rispondere a una chiamata — di compiere gesti che cambiano la storia.

Bilbo non è un eroe per indole, ma lo diventa perché sa dire  a Gandalf che lo invita a un’avventura sconfinata. È questo sì, fragile e coraggioso insieme, che lo mette in cammino e lo fa crescere. Una dinamica che risuona con particolare forza nel percorso dei ragazzi che, proprio come Bilbo, stanno lasciando l’infanzia per entrare in una nuova età caratterizzata dalla scoperta e dalla responsabilità.

Il racconto di Nardi ha restituito al pubblico di adulti e ragazzi tutta la ricchezza educativa di Tolkien: la letteratura come proposta che apre, provoca, accompagna; come invito a uscire dalla porta di casa, a guardare il mondo, a capire meglio sé stessi.

Scrivere, disegnare, immedesimarsi

Il concorso ha coinvolto circa cento studenti delle classi prime, chiamati a mettersi nei panni di Bilbo scrivendo una pagina del suo diario e illustrandola con un’immagine originale.
Il risultato è stato sorprendente per varietà, cura e creatività. Molti ragazzi hanno invecchiato la carta, tracciato capilettera medievali, sperimentato calligrafie; altri hanno scelto forme più moderne, creando fumetti, scene dinamiche, interpretazioni personali degli episodi del romanzo.

La giuria — composta dai docenti di lettere della scuola secondaria insieme alla rettrice e ai presidi dei licei — ha valutato attentamente ogni lavoro, riconoscendo la profondità dell’impegno degli studenti e la qualità dei risultati. La scelta non è stata semplice, ma ha permesso di individuare gli elaborati più significativi all’interno delle tre categorie previste.

I vincitori della prima edizione

Miglior Disegno

  • Vittoria Urzì (1A)
  • Victoria Federzoni (1A)
  • Gaia Marvulli (1B)

Miglior Testo di immedesimazione

  • Federico Catalano (1C)
  • Mattia Marinini (1A)
  • Riccardo Maggesi (1D)

Miglior Lavoro Complessivo (“combo”)

  • Riccardo Ponti (1B)
  • Angela Sfara (1C)
  • Aiden Negi (1B)

Uno sguardo al futuro

La serata si è conclusa nella gioia degli studenti premiati e in un clima di viva gratitudine. Dalle domande spontanee nate durante l’incontro del mattino è emersa anche l’idea per il tema della prossima edizione: La storia di Belladonna Tuc, madre di Bilbo, figura citata appena nel romanzo ma fondamentale per comprendere l’origine del suo carattere avventuroso.

Il Premio Alatáriel, alla sua prima edizione, ha mostrato quanto la lettura possa ancora essere un luogo formativo, capace di parlare alla vita dei ragazzi e di generare percorsi condivisi.
E, proprio come Bilbo, anche i nostri studenti hanno iniziato un viaggio che li porterà a scoprire sempre più chi sono e chi possono diventare.

Secondaria: accogliamo i primini e si parte… per alte vette!

Giovedì 2 ottobre, la Scuola secondaria di I grado ha inaugurato l’anno scolastico con una giornata speciale a San Tomaso di Valmadrera. Dopo una breve ma intensa camminata, gli studenti hanno raggiunto la cima, dove li attendeva la bellezza delle montagne: un paesaggio che rispecchia e suscita il desiderio di scoperta e di crescita proprio di ogni ragazzo.

Nessuno impara e cresce da solo: questo il cuore della proposta educativa che ha guidato l’intera giornata: i giochi organizzati per sezioni, affinché ciascuno potesse sentirsi unico, ma parte di una comunità più grande; la gita con i nuovi compagni di viaggio, amici e docenti,  pronti a sostenere e condividere ogni passo. Non sono mancati momenti di festa: canti davanti al Resegone e, per concludere, pane e Nutella per tutti.

Un modo semplice e gioioso per iniziare l’anno, felici e sazi… sotto ogni punto di vista.

 

 

Secondaria. Open Week: un viaggio di scoperta, orientamento e consapevolezza

Nell’ultima settimana, la Scuola secondaria ha vissuto un’intensa Open Week, un’occasione preziosa per guardare al cammino fatto durante l’anno e prepararsi con consapevolezza al futuro.

Ogni classe ha seguito un percorso dedicato:

  • Le prime hanno riscoperto i contenuti dell’anno in forma nuova e coinvolgente, attraverso attività ludiche e laboratoriali, per valorizzare quanto appreso e riconoscere la crescita personale e scolastica.
  • Le seconde si sono immerse nel lavoro di orientamento alla scuola superiore, un momento fondamentale per iniziare a costruire il proprio progetto formativo.
  • Le terze, in vista dell’esame conclusivo, hanno approfondito e ripassato gli argomenti principali, senza tralasciare la dimensione più umana e riflessiva del percorso.

In particolare, le classi terze hanno incontrato Giacomo Gentile, operatore di Pro Terra Sancta, per una riflessione sul tema dell’anno:

“All we have to decide is what to do with the time that is given us” (J.R.R. Tolkien).
Un momento intenso per interrogarsi sul valore del tempo e della responsabilità, anche alla luce dell’attualità.

La settimana si è conclusa venerdì 6 giugno con l’assemblea finale che ha coinvolto tutte le classi, dal titolo: “Quando mi sono sentito libero e scoperto responsabile in quest’anno scolastico?”

Un momento di dialogo con il preside e il rettore Raffaela Paggi, per rileggere insieme l’anno trascorso, dando voce alle domande, alle scoperte e alle sfide vissute.

Un tempo speciale, tra bilanci e nuovi inizi, che ha lasciato traccia nei volti e nelle parole dei ragazzi.

🎞️ Guarda le foto per rivivere con noi i momenti più significativi della settimana!

Secondaria in festa. È ancora molto lunga questa strada / e ho ancora tanta voglia di cantare.

Sabato 24 maggio il cortile della Fondazione Grossman ha ospitato la festa di fine anno della Scuola secondaria: una mattinata speciale che ha coinvolto oltre 400 persone tra studenti, famiglie e docenti in un clima di festa e convivialità.

Un “giocone” a squadre per iniziare

Dopo il saluto del preside e del rettore, il cortile si è animato con un gioco a squadre che ha visto uniti studenti e genitori. Le quattro sezioni A, B,C e D si sono sfidate in contemporanea in prove originali e divertenti: calcio da seduti, mini basket, una versione rivisitata dello “scalpo” e un gioco con secchi e bastoni.

Per ogni prova superata, le squadre guadagnavano un tassello fotografico da posizionare su un grande tabellone, fino a ricomporre insieme l’immagine di tutti gli studenti e la scritta È ancora molto lunga questa strada / e ho ancora tanta voglia di cantare. A vincere è stata la sezione A!

Un momento speciale per i ragazzi di terza

Concluso il gioco, la giornata è proseguita con un momento dedicato ai ragazzi di terza media. A ciascuno di loro è stato regalato un telo da mare con il logo della Fondazione Grossman, come ricordo di questi anni vissuti insieme.

Dopo un canto insieme, famiglie e insegnanti si sono ritrovati per un pic nic all’aperto, occasione semplice e conviviale per concludere in amicizia l’anno scolastico.

📽 Guarda il video della giornata!

Il Povero Piero emoziona e diverte: online il video completo dello spettacolo

Lunedì 5 maggio, al Teatro La Creta di Milano, la compagnia teatrale della Scuola secondaria e dei Licei della Fondazione Grossman ha portato in scena con grande successo Il Povero Piero di Achille Campanile, sotto la regia di Giovanni Spadaro Norella.

La commedia, costruita su raffinati giochi linguistici e situazioni paradossali, ha rappresentato una sfida impegnativa, affrontata con grande maturità e competenza dagli studenti – dalla terza media alla quinta superiore. Il regista ha elogiato la capacità dei ragazzi di interpretare un testo complesso, dove l’ironia nasce da ambiguità verbali e dialoghi sottili, mantenendo sempre equilibrio tra comicità e profondità.

Un’ulteriore conferma del valore del teatro come parte integrante del percorso educativo promosso dalla Fondazione Grossman: un’attività che, fin dall’infanzia, accompagna gli studenti nello sviluppo dell’espressività, della sensibilità e della consapevolezza culturale.

🎬 Oltre alla Gallery dello spettacolo, qui di seguito trovate:

Il video backstage, che racconta il lavoro dietro le quinte

Il video integrale dello spettacolo

Un’occasione per rivivere una serata di cultura e passione teatrale.

 

 

 

Secondaria. Scoprire la bellezza di Gaudí: il nostro viaggio a Barcellona

Nel mese di marzo, le classi terze della Scuola secondaria di I grado della Fondazione Grossman hanno effettuato un viaggio di studio a Barcellona, che segna un’importante tappa del loro percorso triennale.

Fulcro dell’uscita è stato l’incontro con una delle figure più originali e significative del Novecento, Antoni Gaudí, riconosciuto Venerabile Servo di Dio il 14 aprile. Attraverso la visita delle sue opere — la Sagrada Familia, il Parc Güell, Casa Milà e Casa Batlló — i ragazzi hanno potuto cogliere come la sua arte nasca da un dialogo incessante con la natura alla ricerca del senso profondo della realtà, che Gaudí ha tradotto in forme nuove e sorprendenti.

Le uscite didattiche sono parte integrante del nostro metodo educativo: esperienze pensate per accompagnare e approfondire il lavoro svolto quotidianamente in classe, offrendo agli studenti occasioni concrete di incontro con la storia, la cultura e il bello.

Il video che accompagna questo racconto restituisce l’intensità e la vivacità di un’esperienza che si inserisce pienamente nel cammino educativo della nostra scuola.

Secondaria. Un percorso di scoperta sull’astrofisica per le classi terze

Nei giorni 5 e 6 febbraio, gli studenti delle classi terze della Scuola secondaria di I grado della Fondazione Grossman hanno visitato il Parco Astronomico La Torre del Sole di Brembate (BG).

Attraverso l’osservazione del cielo notturno con i telescopi e la partecipazione a laboratori didattici, i ragazzi hanno approfondito alcuni dei principali fenomeni astronomici, riflettendo sul rapporto tra l’uomo e l’universo.

Il percorso è proseguito il 28 febbraio, con un incontro presso l’Aula Magna della scuola con il professor Michele Moresco, docente del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna. Durante l’intervento, gli studenti hanno esplorato temi come l’espansione dell’universo, la relazione spazio-tempo, l’evoluzione delle stelle e i buchi neri.

Un’esperienza che ha arricchito il percorso di studio e stimolato nuove domande.

Guarda le foto dell’esperienza.

Stage linguistico a Bury: l’inglese si vive!

Durante il periodo di Carnevale, 47 studenti della Scuola secondaria e dei Licei classico e scientifico della Fondazione Grossman hanno partecipato allo stage linguistico a Bury St. Edmunds, nel Regno Unito, dal 2 all’8 marzo. L’iniziativa, che da anni fa parte integrante del nostro percorso di potenziamento linguistico, rappresenta un’occasione per migliorare l’inglese e per vivere un’autentica esperienza culturale.

 

Le famiglie ospitanti si sono rivelate ancora una volta accoglienti, coinvolgenti, capaci di far sentire i ragazzi “a casa” anche a chilometri di distanza. Le giornate sono state scandite da lezioni mattutine in lingua, attività pomeridiane e visite guidate a Cambridge e al Museo della Scienza di Londra.

 

Molti studenti hanno espresso il desiderio di tornare in estate: segno che l’esperienza ha lasciato un segno profondo.

Secondaria. Imparare l’inglese a teatro con The Little Prince

Imparare una lingua significa viverla, ed è proprio quello che hanno fatto gli studenti della Scuola secondaria di I grado! Lo scorso 23 gennaio, le classi seconde e terze hanno assistito alla rappresentazione teatrale in lingua inglese di The Little Prince, presso il Teatro Oscar, un’esperienza che li ha coinvolti e appassionati.

Lo spettacolo non è stato solo un’opportunità per esercitare la comprensione della lingua, ma un vero e proprio incontro con il testo e i suoi protagonisti. Al termine della rappresentazione, i ragazzi hanno superato la timidezza e si sono messi in gioco, ponendo domande direttamente agli attori. Un momento di scoperta che ha mostrato come l’inglese non sia solo una materia scolastica, ma una chiave per aprirsi al mondo.

Il successo dell’iniziativa? Alcuni studenti hanno chiesto di leggere il libro in lingua originale! Un segno concreto di quanto l’arte e l’apprendimento possano andare di pari passo, rendendo lo studio dell’inglese sempre più vivo e appassionante.

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