Secondaria in festa. È ancora molto lunga questa strada / e ho ancora tanta voglia di cantare.

Sabato 24 maggio il cortile della Fondazione Grossman ha ospitato la festa di fine anno della Scuola secondaria: una mattinata speciale che ha coinvolto oltre 400 persone tra studenti, famiglie e docenti in un clima di festa e convivialità.

Un “giocone” a squadre per iniziare

Dopo il saluto del preside e del rettore, il cortile si è animato con un gioco a squadre che ha visto uniti studenti e genitori. Le quattro sezioni A, B,C e D si sono sfidate in contemporanea in prove originali e divertenti: calcio da seduti, mini basket, una versione rivisitata dello “scalpo” e un gioco con secchi e bastoni.

Per ogni prova superata, le squadre guadagnavano un tassello fotografico da posizionare su un grande tabellone, fino a ricomporre insieme l’immagine di tutti gli studenti e la scritta È ancora molto lunga questa strada / e ho ancora tanta voglia di cantare. A vincere è stata la sezione A!

Un momento speciale per i ragazzi di terza

Concluso il gioco, la giornata è proseguita con un momento dedicato ai ragazzi di terza media. A ciascuno di loro è stato regalato un telo da mare con il logo della Fondazione Grossman, come ricordo di questi anni vissuti insieme.

Dopo un canto insieme, famiglie e insegnanti si sono ritrovati per un pic nic all’aperto, occasione semplice e conviviale per concludere in amicizia l’anno scolastico.

📽 Guarda il video della giornata!

Dalla scuola dell’infanzia alla primaria: un percorso di continuità educativa

Lunedì mattina i nostri remigini — i bambini dell’ultimo anno della Scuola dell’infanzia — hanno vissuto una tappa importante del loro cammino scolastico: l’incontro con i compagni e gli spazi della Scuola primaria. Accolti dai bambini delle classi prime, hanno trascorso alcune ore tra racconti, giochi, scoperte e momenti conviviali: una vera e propria esperienza di passaggio, pensata per introdurli con gradualità e fiducia nella realtà che li accoglierà a partire da settembre.

La giornata è iniziata con la lettura animata del racconto Una magnifica giornata, drammatizzata dai bambini di prima per i nuovi arrivati: un gesto semplice e affettuoso, capace di parlare al cuore e creare subito relazione. Poi tutti in cortile, dove ad attenderli c’era un percorso-gioco sul campo da calcio: correre, saltare, ridere insieme ha fatto sentire ogni bambino parte di una grande compagnia.

Verso mezzogiorno, il momento forse più atteso: la visita alle classi della primaria. Un primo sguardo al loro futuro tra banchi, quaderni e pareti colorate. La mattinata si è conclusa con il pranzo in aula, condiviso con i nuovi amici.

Alla Fondazione Grossman, ogni passaggio scolastico è pensato come tappa di un’unica storia: un percorso di crescita che accompagna lo studente dai primi passi dell’infanzia fino ai licei.

🎥 Guarda il video della giornata per rivivere con noi questo momento speciale.

Licei. Il dialogo democratico e la ricerca del bene comune: a lezione con la giurista Marta Cartabia

Gli studenti di quarta liceo classico e scientifico, a conclusione del percorso di educazione civica dedicato al tema della democrazia, hanno avuto l’occasione di incontrare l’insigne giurista Marta Cartabia. Hanno potuto porle le domande sorte dall’esperienza di democrazia diretta  che li ha visti protagonisti durante l’anno di una simulazione di creazione di partiti, elezioni, realizzazione di una assemblea finalizzata alla stesura di una dichiarazione di diritti.

Le domande sono state apprezzate dalla giurista, che le ha definite autentiche e cruciali per comprendere le problematiche connesse alla vita democratica. La professoressa, attualmente pro rettore dell’università Bocconi dove insegna Diritto costituzionale, attingendo dai suoi studi e dalla sua esperienza come giudice e presidente della Corte costituzionale e come Ministro della giustizia durante il governo Draghi, ha offerto un inquadramento storico delle questioni poste e una riflessione profonda sulle sfide e sulle potenzialità del dialogo democratico.

Il valore del compromesso

La prima domanda ha messo a tema il valore del compromesso. Il racconto dell’esperienza degli studenti, alle prese con la stesura di un testo che richiedeva condivisione tra posizioni divergenti, ha permesso alla professoressa di introdurre l’idea che il punto di condivisione si trova non quando si fa un “passo indietro”, percepito come una rinuncia o un costo, ma quando si fa un “passo in più” o “in avanti”. Ciò significa trovare qualcosa di nuovo che non appartiene totalmente a nessuna delle posizioni iniziali, ma in cui tutti possano riconoscere il proprio contributo e sentirsi in qualche modo vincitori.

Come esempio storico di questo tipo di compromesso ha portato la scrittura della Costituzione italiana da parte dell’Assemblea Costituente. Composta da forze politiche con visioni del mondo radicalmente diverse (Democrazia Cristiana, Partito Socialista, Partito Comunista), che afferivano a sfere di influenza internazionali inconciliabili (atlantica vs. sovietica), l’Assemblea doveva affrontare temi scottanti come l’economia. Le visioni contrapposte erano l’economia pianificata con soppressione della proprietà privata (modello socialista/comunista) e l’economia liberale di mercato senza correzioni (modello liberale).

Un gruppo di giovani universitari comprese l’importanza di prepararsi su questi temi, studiando e scambiando idee prima dell’Assemblea. Il culmine di questo lavoro fu il “Codice di Camaldoli”, un testo elaborato nel luglio del 1943 in un contesto di totale confusione politica e sociale. Questo codice propose una “economia sociale di mercato”. Questa visione, poi adottata dalla Costituzione italiana (in particolare l’articolo 41) e diventata strada europea, si basa sulla proprietà privata e sulla libera iniziativa economica, ma con possibilità di limitazione e regolamentazione per garantire l’utilità sociale, la dignità dei lavoratori, l’ambiente e altri interessi collettivi. È un modello che valorizza aspetti di entrambe le visioni contrapposte (iniziativa privata e strumenti di compensazione delle disuguaglianze).

Il ruolo dell’urgenza nel facilitare il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni

Una seconda osservazione, emersa da uno studente, riguardava il ruolo dell’urgenza nel facilitare il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni. L’esperienza in classe, dove le conclusioni sono arrivate rapidamente sotto pressione temporale, è stata paragonata alla situazione dell’Italia post-bellica e del governo Draghi (con le scadenze del PNRR).

La giurista ha confermato che l’urgenza è un fattore decisivo che spinge verso l’accordo, poiché permette di superare l’infinita possibilità di rifinire e ribilanciare le decisioni. Esempi citati includono la necessità di reinventare la convivenza dopo la caduta del fascismo e la guerra, la creazione dell’Unione Europea, del Consiglio d’Europa e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo in un’Europa devastata, le scadenze del PNRR per il governo Draghi, e la pandemia che ha imposto la digitalizzazione accelerata della Corte costituzionale. Sebbene l’urgenza non basti da sola (occorre comunque trovare punti di accordo), essa imprime una capacità di decisione. La politica richiede un misto di grandi principi ideali e un grande realismo; per questo il compromesso è la parola chiave della politica.

La garanzia dei diritti

Una domanda successiva ha riguardato la garanzia dei diritti: che senso ha proporre principi di giustizia se poi non vengono seguiti nella vita concreta (come il diritto a uno stipendio dignitoso)?.

La risposta ha tracciato un’evoluzione storica degli strumenti di garanzia. Le prime dichiarazioni dei diritti prevedevano garanzie giurisdizionali: potersi rivolgere a un giudice imparziale se lo Stato viola un diritto (“diritti di prima generazione” o libertà negative, che chiedono allo Stato di non fare qualcosa, come arrestare ingiustamente). Dopo la Seconda Guerra Mondiale sono state create le Corti costituzionali che giudicano la legittimità delle leggi. Successivamente, sono nati livelli ulteriori come le Corti europee  per garantire i diritti anche quando gli strumenti nazionali falliscono.

Tuttavia, questi strumenti giurisdizionali funzionano meglio per i diritti di prima generazione. I “diritti di seconda generazione” o diritti sociali (diritto allo studio, retribuzione dignitosa, assistenza sanitaria, sostegno ai disabili, pensioni) richiedono allo Stato non di non fare, ma di “fare” qualcosa. L’articolo 3 della Costituzione illustra bene questa differenza: il primo comma proibisce la discriminazione, mentre il secondo comma dice che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli” che limitano libertà ed uguaglianza di fatto.

Ci si è chiesti chi sia il soggetto che deve fare tutto questo. La Costituzione parla di “Repubblica”. La “Repubblica”, in questo contesto, non è solo lo Stato inteso come istituzioni (governo, parlamento, giudici, amministrazione), ma l’insieme dei cittadini e del tessuto sociale. Rendere effettivi questi diritti richiede un’azione corale, una responsabilità condivisa tra soggetti pubblici, organizzazioni sociali e singoli cittadini (sindacati, Stato che finanzia, iniziativa individuale, solidarietà). L’idea di contrapporre società civile e Stato è fuorviante: tali soggetti devono dialogare e cooperare.

Il principio di maggioranza e la tutela delle minoranze

Infine, è stata posta una domanda cruciale sull’equilibrio tra il principio di maggioranza e la tutela degli interessi e dei diritti delle minoranze. Nell’opinione pubblica, infatti, spesso la democrazia è vista come semplice volontà della maggioranza (“il popolo ha votato, la maggioranza fa quello che vuole”).

La professoressa ha sottolineato che la democrazia non è solo regola della maggioranza. Sebbene la maggioranza sia necessaria per governare le decisioni ordinarie (come la legge di bilancio), le decisioni di livello costituzionale non possono essere prese solo dalla maggioranza di governo. La Costituzione è la legge fondamentale, che stabilisce i principi e le regole del gioco democratico che non vanno cambiate a ogni partita. Le modifiche costituzionali richiedono procedure aggravate e maggioranze qualificate o un consenso più ampio, coinvolgendo anche l’opposizione, per garantire stabilità e legittimità.

Questo sistema di maggioranze qualificate per le scelte strutturali serve a garantire i “checks and balances” (pesi e contrappesi), limitando il potere della maggioranza ed evitando la “tirannia della maggioranza”. Nessuno scandalo se un governo prende decisioni nette sulla sua competenza (economia, sicurezza, esteri), ma c’è un problema se mette mano sulle istituzioni che devono essere non politiche (giudici, corti costituzionali, autorità indipendenti). La democrazia odierna è democrazia costituzionale, che si svolge entro i margini e nel rispetto della Costituzione.

È stato anche osservato da uno studente che le maggioranze qualificate possono talvolta portare a situazioni di stallo o dare potere di blocco alle minoranze, soprattutto in contesti di forte sbilanciamento. Tuttavia, storicamente e in sistemi più ampi, tendono a favorire il coinvolgimento delle minoranze. Al di là delle regole, ha sottolineato la giurista, è fondamentale una cultura del dialogo e la consapevolezza che le decisioni che devono durare (come quelle costituzionali) beneficiano del compromesso; senza questa cultura, le regole possono essere aggirate o dare effetti contrari.

Il rettore ha concluso l’incontro ribadendo l’importanza di questi temi per la vita democratica e incoraggiando gli studenti a porsi domande, affrontare problemi, studiare, dialogare e partecipare attivamente alla costruzione della democrazia, che è una responsabilità di ciascuno di noi, la res publica, appunto.

Disponibile il video integrale dell’incontro su Vasilij Grossman

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del video integrale dell’incontro “Era rimasto ciò che era fin dalla nascita: un uomo” – Vasilij Grossman e il dramma del realismo, tenutosi lo scorso 8 aprile presso la nostra scuola.

Un’occasione intensa e partecipata per riscoprire, attraverso letture, testimonianze e riflessioni, la figura e l’opera dello scrittore cui è intitolata la nostra Fondazione.

La serata è stata realizzata in collaborazione con lo Study Center Vasily Grossman e ha visto la partecipazione di due autorevoli studiosi:

  • Maurizia Calusio, professore ordinario di Lingua e letteratura russa all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  • Giovanni Maddalena, professore ordinario di Storia della filosofia all’Università degli Studi del Molise

Ad arricchire l’incontro, le letture di alcuni brani da parte degli studenti della classe IIB del nostro Liceo scientifico, che hanno saputo restituire con profondità e partecipazione la voce di Grossman.

Durante l’evento è stata presentata la mostra “Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo” che sarà esposta dal 22 al 27 agosto 2025 al Meeting di Rimini, promossa dalla nostra Fondazione insieme al Centro Studi Grossman.

Un progetto che nasce dal desiderio di condividere con un pubblico più ampio la straordinaria attualità del pensiero e della testimonianza di Grossman, autore che ha saputo raccontare con sguardo limpido e umano il dramma del Novecento e la forza della libertà interiore.

👉 Guarda il video completo dell’incontro

Scientifico. Scienza in azione: il laboratorio raccontato dalla IIB

Un percorso tra scienza, osservazione e creatività: gli studenti della classe IIB del Liceo scientifico hanno realizzato un video per raccontare il lavoro svolto durante le lezioni in laboratorio con la prof.ssa di scienze.

Attraverso immagini, video e narrazione, i ragazzi hanno documentato l’osservazione della cellula vegetale da diversi punti di vista: macroscopico, microscopico e chimico. Il laboratorio è stato l’occasione per approfondire tematiche come la struttura della parete cellulare, i carboidrati e la funzione dei plastidi — in particolare amiloplasti, cromoplasti e cloroplasti.

Utilizzando il microscopio ottico binoculare, gli studenti hanno analizzato farine, patate, pomodori, peperoni e mele, evidenziando la presenza di amido tramite la tintura di iodio e osservando i pigmenti responsabili della colorazione dei tessuti vegetali.

Un’esperienza completa, in cui lo studio teorico si è intrecciato con la pratica e la narrazione, mettendo in campo competenze scientifiche, digitali e collaborative.

👉 [Guarda il video realizzato dalla IIB]

 

Il Povero Piero emoziona e diverte: online il video completo dello spettacolo

Lunedì 5 maggio, al Teatro La Creta di Milano, la compagnia teatrale della Scuola secondaria e dei Licei della Fondazione Grossman ha portato in scena con grande successo Il Povero Piero di Achille Campanile, sotto la regia di Giovanni Spadaro Norella.

La commedia, costruita su raffinati giochi linguistici e situazioni paradossali, ha rappresentato una sfida impegnativa, affrontata con grande maturità e competenza dagli studenti – dalla terza media alla quinta superiore. Il regista ha elogiato la capacità dei ragazzi di interpretare un testo complesso, dove l’ironia nasce da ambiguità verbali e dialoghi sottili, mantenendo sempre equilibrio tra comicità e profondità.

Un’ulteriore conferma del valore del teatro come parte integrante del percorso educativo promosso dalla Fondazione Grossman: un’attività che, fin dall’infanzia, accompagna gli studenti nello sviluppo dell’espressività, della sensibilità e della consapevolezza culturale.

🎬 Oltre alla Gallery dello spettacolo, qui di seguito trovate:

Il video backstage, che racconta il lavoro dietro le quinte

Il video integrale dello spettacolo

Un’occasione per rivivere una serata di cultura e passione teatrale.

 

 

 

Primaria. Primavera musicale

Si è conclusa, poco prima delle vacanze pasquali, l’edizione 2025 della Primavera musicale, un progetto che ha coinvolto tutte le classi della Scuola primaria.

L’iniziativa ha proposto attività differenziate per ciascun anno scolastico, in coerenza con il percorso educativo delle classi. Gli alunni hanno partecipato a momenti di ascolto, laboratori e spettacoli curati da musicisti professionisti. Attraverso queste esperienze, i bambini hanno potuto avvicinarsi alla musica come linguaggio articolato e multidimensionale, capace di coinvolgere pensiero, immaginazione e corporeità.

L’intero percorso è documentato in un video racconto che restituisce con immagini e suoni l’intensità e la varietà delle giornate vissute.

Guarda il video racconto dell’iniziativa in fondo alla pagina.