Scientifico. La Milano rinascimentale

La classe IV B del Liceo scientifico Alexis Carrel ha esplorato tre luoghi simbolo del Rinascimento milanese in un’uscita didattica che ha unito storia dell’arte, architettura e orientamento universitario.

Tre tappe, tre sguardi sulla città

La prima tappa è stata la Pinacoteca di Brera, dove gli studenti hanno potuto osservare dal vero opere rinascimentali e barocche: un confronto diretto con linguaggi figurativi, tecniche e soluzioni compositive aiuta a approfondire quanto affrontato in classe.

La seconda fermata è stata la chiesa di Santa Maria presso San Satiro, dove il coro prospettico di Donato Bramante ha offerto un esempio straordinario di come l’ingegno rinascimentale abbia saputo rispondere ai vincoli imposti dal contesto preservando la continuità con la tradizione ambrosiana, e trasformando di conseguenza uno spazio architettonico ridotto in un’illusione di profondità perfetta.

La terza tappa, all’Università Statale di Milano — l’antico Ospedale Maggiore, noto come Ca’ Granda — ha consentito di leggere la città nel momento del suo massimo splendore. Agli studenti è stato illustrato il funzionamento dell’ospedale quattrocentesco, con i suoi principi di razionalità degli spazi e di attenzione alla cura pubblica. Un ex studente ha poi condiviso la propria esperienza universitaria, aprendo uno sguardo concreto sul futuro.

La città come aula

Le uscite didattiche del Liceo scientifico Alexis Carrel nascono da una convinzione precisa: la conoscenza si approfondisce quando incontra la realtà. Educare lo sguardo davanti a un’opera, percepire uno spazio architettonico, affinare il gusto estetico, ritrovare nella propria città le tracce di una storia studiata sui libri sono esperienze che lasciano il segno e allenano la capacità critica degli studenti.

Scientifico. Viaggio di istruzione a Monaco di Baviera per le classi quinte

Le classi quinte del Liceo scientifico hanno svolto un viaggio di istruzione a Monaco di Baviera, occasione di studio e osservazione diretta di temi scientifici, storici e culturali. L’esperienza ha permesso agli studenti di approfondire ambiti connessi alla ricerca contemporanea e alla memoria europea, elementi centrali nel percorso educativo del Liceo scientifico.

Incontri con ricercatori italiani e visita ai centri scientifici di Monaco

Il programma ha previsto un itinerario di visite presso alcune realtà di ricerca tra le più rilevanti del territorio. Gli studenti hanno incontrato ricercatori italiani impegnati al Max Planck Institute per la fisica del plasma e al centro di ricerca astrofisica Eso Supernova, due luoghi spesso associati ai percorsi di studio scientifici e ai viaggi di istruzione a Monaco di Baviera. La visita al reattore di fusione nucleare Tokamak, guidata dal ricercatore Giovanni Tardini, ha offerto la possibilità di osservare dal vivo un impianto di particolare interesse per la fisica contemporanea.
Gli studenti hanno inoltre approfondito le ricerche di Carlo Manara e Valentina Miotti e hanno incontrato il docente Paolo Bolzoni, entrando in dialogo con esperienze e percorsi professionali direttamente collegati allo studio scientifico.

Olympiastadion: tra memoria e innovazione

La connessione tra memoria e innovazione è stata anche il criterio con cui sono state lette le altre tappe del viaggio. La visita all’Olympiastadion ha permesso di osservare la tensostruttura a geometria parabolica, l’uso dei materiali leggeri e la modellazione dell’area costruita sui detriti della guerra. Accanto agli aspetti architettonici e urbanistici, gli studenti hanno potuto ripercorrere alcuni eventi storici legati al luogo, dalle tensioni internazionali connesse al Settembre Nero alle Olimpiadi del 1972.

Storia, arte e testimonianza: Lenbachhouse, NS-Dokumentationszentrum, Dachau e Rosa Bianca

Il viaggio si è completato con una serie di approfondimenti dedicati alla storia e alla formazione del pensiero critico. Le classi hanno visitato la Lenbachhouse, per conoscere la pittura non figurativa di Kandinsky, e il Centro di Documentazione sul Nazional-Socialismo, luogo in cui analizzare i processi storici che hanno attraversato la città. La tappa all’ex campo di concentramento di Dachau ha offerto un contatto diretto con una testimonianza fondamentale del Novecento europeo.
Il percorso si è infine intrecciato con la storia degli studenti della Rosa Bianca, che hanno rappresentato una forma di resistenza al pensiero dominante.

Un’esperienza formativa per il percorso del Liceo scientifico

Il viaggio di istruzione a Monaco di Baviera si è rivelato un momento significativo per il percorso educativo delle classi quinte del Liceo scientifico. L’unione tra studio disciplinare, osservazione diretta e incontro con luoghi e persone ha contribuito allo sviluppo di una mentalità aperta e critica, aspetti centrali della proposta didattica del Liceo.

Scientifico. Educazione finanziaria: due incontri per avvicinarci all’economia

Le classi terze e quarte del nostro Liceo Scientifico hanno partecipato a due incontri formativi dedicati all’educazione finanziaria, un tema centrale all’interno del percorso di Educazione Civica.

Per le classi terze è intervenuto Fabio Zampaglione, Head of Sales Italy di Moneyfarm, che ha guidato gli studenti attraverso alcuni concetti fondamentali per comprendere l’attualità economica: la differenza tra economia e finanza, il funzionamento dei mercati azionari e il ruolo dei beni rifugio. Particolare attenzione è stata dedicata alle criptovalute, di cui sono state analizzate le caratteristiche principali e le dinamiche che ne regolano valore e rischi. Un’occasione per avvicinare i ragazzi a strumenti ormai molto presenti nel dibattito pubblico.

L’intervento si inserisce anche nel più ampio impegno di Moneyfarm verso l’educazione finanziaria e la sostenibilità, temi raccontati nel loro contributo pubblicato in occasione del B Corp Month.

Le classi quarte hanno invece incontrato Sante Chionchio, consulente finanziario Allianz, con cui hanno riflettuto sul valore del risparmio e sul funzionamento del prestito, approfondendo come scelte consapevoli nella gestione del denaro possano incidere sul futuro personale e professionale.

Entrambi gli appuntamenti sono stati caratterizzati da una partecipazione vivace e curiosa: gli studenti hanno rivolto domande, chiesto esempi concreti e mostrato un interesse crescente verso temi che incidono sulla loro vita quotidiana e sulle competenze richieste ai cittadini del domani.

Queste attività confermano l’impegno della nostra scuola nel fornire agli studenti strumenti culturali e competenze pratiche, indispensabili per affrontare in modo consapevole le sfide del mondo contemporaneo.

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Eduscopio 2025: i licei Alexis Carrel tra i migliori a Milano

Gli esiti pubblicati nell’edizione 2025 dell’indagine Eduscopio, condotta dalla Fondazione Agnelli, confermano i soddisfacenti risultati degli studenti diplomati tra il 2019 e il 2022 presso i licei Alexis Carrel  Fondazione Grossman, scientifico e classico, che si situano al terzo e quarto posto nella classifica dei licei della città di Milano.

Una conferma dell’impegno quotidianamente profuso da docenti e studenti nella didattica, nella ricerca e nello studio e del sacrificio che le famiglie affrontano iscrivendo i loro figli in una scuola paritaria per garantire loro un’educazione libera.

Soprattutto ci conforta il dato relativo ai “Diplomati in regola”: sensibilmente superiore a quello di diversi licei aventi indici similari per quanto riguarda i voti agli esami e i CFU conseguiti dai loro studenti al primo anno di università, attesta che più dell’80 per cento di chi frequenta l’Alexis Carrel conclude positivamente il suo percorso nel tempo stabilito. Ciò è frutto di una didattica tesa a favorire che ciascuno studente trovi la sua eccellenza, coinvolto e sostenuto nella responsabilità personale del proprio impegno. Tale obiettivo qualifica i nostri licei e su questo vogliamo spendere ulteriori energie affinché, idealmente, la totalità dei nostri studenti perfezioni il proprio percorso insieme ai compagni con cui ha iniziato l’avventura liceale, rafforzando la fiducia nelle proprie potenzialità e confermando la certezza che è possibile conoscere la realtà e incontrarne il senso.

Presentazione del Liceo Scientifico – 10 dicembre in streaming

Mercoledì 10 dicembre alle ore 18.00 si terrà in streaming su Zoom l’evento di presentazione del Liceo scientifico Alexis Carrel della Fondazione Grossman.

L’incontro è rivolto in particolare alle famiglie con figli in seconda e terza media, interessate a conoscere da vicino una proposta educativa che coniuga rigore scientifico, apertura umanistica e attenzione allo sviluppo personale. Il percorso del liceo si distingue per un metodo didattico fondato sull’osservazione e la verifica del reale, per l’integrazione tra discipline e per l’uso consapevole delle tecnologie digitali.

Durante l’evento sarà possibile approfondire l’impostazione del corso di studi, le attività integrative e le opportunità offerte agli studenti, in un contesto educativo che valorizza il dialogo e la partecipazione.

Per partecipare è necessario iscriversi così da ricevere il link (clicca QUI).

Vi aspettiamo!

Licei. Doppio Diploma: un traguardo internazionale per i nostri studenti

Venerdì 17 ottobre, a Milano, si è svolta la cerimonia di graduation del programma internazionale “Doppio Diploma”, che ha coinvolto studenti provenienti da Italia, Polonia, Francia e Germania. Anche Chiara, Riccardo, Edoardo, Daigoro e Chiara, alunni dei nostri Licei classico e scientifico, hanno festeggiato il completamento di un percorso triennale che li ha portati a conseguire il doppio diploma americano, in aggiunta alla maturità classica.

Attraverso sei corsi svolti interamente in lingua inglese — tra cui storia americana, letteratura inglese e americana — i nostri studenti hanno ottenuto un titolo di studio equivalente al diploma degli studenti statunitensi. Un risultato che testimonia la loro dedizione e la qualità della proposta educativa della Fondazione.

I Licei della Fondazione Grossman, attraverso il lavoro del Dipartimento Internazionale, guidato dal preside Lorenzo Bergamaschi, accompagnano gli studenti in un’esperienza formativa che apre le porte alle università di tutto il mondo, arricchendo il loro percorso umano e culturale.

Licei. New York aula a cielo aperto: si conclude la Summer School

Dal 16 al 28 luglio, dieci studenti del triennio classico e scientifico dei nostri Licei hanno vissuto un’esperienza altamente formativa nel cuore di New York, partecipando alla Summer School organizzata da agenzia Armesia in collaborazione con la Fondazione Grossman.
Due i percorsi proposti, entrambi pensati per offrire un’immersione culturale e creativa nella metropoli americana.
Il primo ha avuto come fulcro la fotografia e la storia della fotografia, con lezioni presso la prestigiosa Penumbra Foundation, guidate dal giornalista e autore Luca Fiore.
Il secondo ha esplorato la storia e la cultura di New York, con lezioni tematiche su arte pop, economia e società, abbinate a visite nei principali musei della città (MoMA, MET, New York History Museum) e passeggiate nei quartieri simbolo, come Brooklyn e Harlem, accompagnati da guide locali.
I due percorsi si sono intrecciati in momenti speciali, come il talk esclusivo con il fotografo newyorkese Gus Powell, che ha condiviso con i ragazzi la sua visione della street photography.
Le giornate si sono concluse con cene nei quartieri storici, da Little Italy a Williamsburg, per assaporare anche la dimensione più conviviale della città.
Un’esperienza di formazione intensa che ha lasciato nei nostri studenti un segno indelebile.

Festa Licei. Guardare al futuro, a partire da testimoni credibili

Oltre 500 persone, una serata costruita da studenti e docenti, due testimoni d’eccezione e un’atmosfera capace di unire riflessione, festa e comunità.

La festa di fine anno dei Licei classico e scientifico è stata un’esperienza intensa e significativa, pensata per salutare le classi quinte, ringraziarle del cammino fatto insieme e celebrare la conclusione dell’anno scolastico con uno sguardo aperto sul futuro.

Un evento ideato e realizzato insieme

Progettata e organizzata a più mani, la serata è stata il frutto del lavoro congiunto di studenti e docenti: dalla scelta degli ospiti alla logistica, dai contenuti alla conduzione. Una collaborazione concreta che ha dato vita a un vero evento culturale ed educativo, espressione del protagonismo degli studenti e della forza della relazione educativa.

Testimoni che ispirano

La serata si è aperta alle 18.00 con un dialogo a più voci con due ospiti speciali:

  • Giacomo Gentile, operatore dell’Associazione Pro Terra Sancta, impegnata nelle zone oggi colpite dal conflitto in Medio Oriente
  • Fabio Mercorio, professore ordinario di AI e Data Science presso l’Università di Milano-Bicocca

Intervistati dai presentatori, hanno condiviso i motivi che li hanno portati a scegliere il proprio percorso professionale. Poi, con Mercorio si è approfondito il tema delle sfide etiche e culturali poste dall’intelligenza artificiale; con Gentile si è entrati nel cuore dell’attualità attraverso uno sguardo diretto sul Medio Oriente, dove Pro Terra Sancta opera ogni giorno in contesti complessi e feriti.
Un momento intenso, che ha saputo offrire orizzonti, domande e visioni sul mondo che attende i nostri ragazzi al termine della scuola.

Saluti, musica e partecipazione

Dopo il momento con gli ospiti, la serata è proseguita con il saluto alle classi quinte e la consegna dei regali. In questa occasione, alcuni studenti di quinta hanno dedicato ai compagni una canzone eseguita dal vivo, come gesto di augurio per il percorso che li attende.

Nel frattempo, si è svolto un aperitivo aperto a studenti, docenti e genitori, affiancato da giochi a offerta libera pensati per raccogliere fondi a favore di Pro Terra Sancta.

A chiudere la serata, la musica dal vivo: per l’occasione si è costituita una band formata da studenti dei licei, che si sono alternati sul palco. L’energia e la partecipazione hanno coinvolto anche docenti e genitori, in un clima di condivisione che ha accompagnato tutti fino alla conclusione dell’evento.

🎥 Guarda il video della serata e vai alla Gallery per rivivere i momenti principali

Licei. Tornei di fine anno: sport, squadra e un saluto all’estate

Venerdì 6 giugno, i Licei della Fondazione Grossman hanno chiuso l’anno scolastico con una giornata speciale: i Tornei di fine anno, un appuntamento atteso che ha visto studenti e studentesse sfidarsi in partite di calcio e pallavolo, ospitati da una struttura sportiva esterna. La partecipazione è stata sentita da tutte le classi, tra gioco di squadratifo caloroso e tanta voglia di condividere un momento insieme, fuori dall’aula. Un’occasione per stare insieme in modo diverso, mettendosi in gioco con impegno, ma anche con leggerezza.

I tornei hanno rappresentato un modo semplice e autentico per salutare la fine dell’anno, facendo spazio a relazioni, movimento e spirito sportivo.

📽️ Guarda il video per rivivere i momenti più belli della giornata e scopri nella gallery fotografica tutti gli scatti realizzati.

Licei. Il dialogo democratico e la ricerca del bene comune: a lezione con la giurista Marta Cartabia

Gli studenti di quarta liceo classico e scientifico, a conclusione del percorso di educazione civica dedicato al tema della democrazia, hanno avuto l’occasione di incontrare l’insigne giurista Marta Cartabia. Hanno potuto porle le domande sorte dall’esperienza di democrazia diretta  che li ha visti protagonisti durante l’anno di una simulazione di creazione di partiti, elezioni, realizzazione di una assemblea finalizzata alla stesura di una dichiarazione di diritti.

Le domande sono state apprezzate dalla giurista, che le ha definite autentiche e cruciali per comprendere le problematiche connesse alla vita democratica. La professoressa, attualmente pro rettore dell’università Bocconi dove insegna Diritto costituzionale, attingendo dai suoi studi e dalla sua esperienza come giudice e presidente della Corte costituzionale e come Ministro della giustizia durante il governo Draghi, ha offerto un inquadramento storico delle questioni poste e una riflessione profonda sulle sfide e sulle potenzialità del dialogo democratico.

Il valore del compromesso

La prima domanda ha messo a tema il valore del compromesso. Il racconto dell’esperienza degli studenti, alle prese con la stesura di un testo che richiedeva condivisione tra posizioni divergenti, ha permesso alla professoressa di introdurre l’idea che il punto di condivisione si trova non quando si fa un “passo indietro”, percepito come una rinuncia o un costo, ma quando si fa un “passo in più” o “in avanti”. Ciò significa trovare qualcosa di nuovo che non appartiene totalmente a nessuna delle posizioni iniziali, ma in cui tutti possano riconoscere il proprio contributo e sentirsi in qualche modo vincitori.

Come esempio storico di questo tipo di compromesso ha portato la scrittura della Costituzione italiana da parte dell’Assemblea Costituente. Composta da forze politiche con visioni del mondo radicalmente diverse (Democrazia Cristiana, Partito Socialista, Partito Comunista), che afferivano a sfere di influenza internazionali inconciliabili (atlantica vs. sovietica), l’Assemblea doveva affrontare temi scottanti come l’economia. Le visioni contrapposte erano l’economia pianificata con soppressione della proprietà privata (modello socialista/comunista) e l’economia liberale di mercato senza correzioni (modello liberale).

Un gruppo di giovani universitari comprese l’importanza di prepararsi su questi temi, studiando e scambiando idee prima dell’Assemblea. Il culmine di questo lavoro fu il “Codice di Camaldoli”, un testo elaborato nel luglio del 1943 in un contesto di totale confusione politica e sociale. Questo codice propose una “economia sociale di mercato”. Questa visione, poi adottata dalla Costituzione italiana (in particolare l’articolo 41) e diventata strada europea, si basa sulla proprietà privata e sulla libera iniziativa economica, ma con possibilità di limitazione e regolamentazione per garantire l’utilità sociale, la dignità dei lavoratori, l’ambiente e altri interessi collettivi. È un modello che valorizza aspetti di entrambe le visioni contrapposte (iniziativa privata e strumenti di compensazione delle disuguaglianze).

Il ruolo dell’urgenza nel facilitare il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni

Una seconda osservazione, emersa da uno studente, riguardava il ruolo dell’urgenza nel facilitare il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni. L’esperienza in classe, dove le conclusioni sono arrivate rapidamente sotto pressione temporale, è stata paragonata alla situazione dell’Italia post-bellica e del governo Draghi (con le scadenze del PNRR).

La giurista ha confermato che l’urgenza è un fattore decisivo che spinge verso l’accordo, poiché permette di superare l’infinita possibilità di rifinire e ribilanciare le decisioni. Esempi citati includono la necessità di reinventare la convivenza dopo la caduta del fascismo e la guerra, la creazione dell’Unione Europea, del Consiglio d’Europa e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo in un’Europa devastata, le scadenze del PNRR per il governo Draghi, e la pandemia che ha imposto la digitalizzazione accelerata della Corte costituzionale. Sebbene l’urgenza non basti da sola (occorre comunque trovare punti di accordo), essa imprime una capacità di decisione. La politica richiede un misto di grandi principi ideali e un grande realismo; per questo il compromesso è la parola chiave della politica.

La garanzia dei diritti

Una domanda successiva ha riguardato la garanzia dei diritti: che senso ha proporre principi di giustizia se poi non vengono seguiti nella vita concreta (come il diritto a uno stipendio dignitoso)?.

La risposta ha tracciato un’evoluzione storica degli strumenti di garanzia. Le prime dichiarazioni dei diritti prevedevano garanzie giurisdizionali: potersi rivolgere a un giudice imparziale se lo Stato viola un diritto (“diritti di prima generazione” o libertà negative, che chiedono allo Stato di non fare qualcosa, come arrestare ingiustamente). Dopo la Seconda Guerra Mondiale sono state create le Corti costituzionali che giudicano la legittimità delle leggi. Successivamente, sono nati livelli ulteriori come le Corti europee  per garantire i diritti anche quando gli strumenti nazionali falliscono.

Tuttavia, questi strumenti giurisdizionali funzionano meglio per i diritti di prima generazione. I “diritti di seconda generazione” o diritti sociali (diritto allo studio, retribuzione dignitosa, assistenza sanitaria, sostegno ai disabili, pensioni) richiedono allo Stato non di non fare, ma di “fare” qualcosa. L’articolo 3 della Costituzione illustra bene questa differenza: il primo comma proibisce la discriminazione, mentre il secondo comma dice che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli” che limitano libertà ed uguaglianza di fatto.

Ci si è chiesti chi sia il soggetto che deve fare tutto questo. La Costituzione parla di “Repubblica”. La “Repubblica”, in questo contesto, non è solo lo Stato inteso come istituzioni (governo, parlamento, giudici, amministrazione), ma l’insieme dei cittadini e del tessuto sociale. Rendere effettivi questi diritti richiede un’azione corale, una responsabilità condivisa tra soggetti pubblici, organizzazioni sociali e singoli cittadini (sindacati, Stato che finanzia, iniziativa individuale, solidarietà). L’idea di contrapporre società civile e Stato è fuorviante: tali soggetti devono dialogare e cooperare.

Il principio di maggioranza e la tutela delle minoranze

Infine, è stata posta una domanda cruciale sull’equilibrio tra il principio di maggioranza e la tutela degli interessi e dei diritti delle minoranze. Nell’opinione pubblica, infatti, spesso la democrazia è vista come semplice volontà della maggioranza (“il popolo ha votato, la maggioranza fa quello che vuole”).

La professoressa ha sottolineato che la democrazia non è solo regola della maggioranza. Sebbene la maggioranza sia necessaria per governare le decisioni ordinarie (come la legge di bilancio), le decisioni di livello costituzionale non possono essere prese solo dalla maggioranza di governo. La Costituzione è la legge fondamentale, che stabilisce i principi e le regole del gioco democratico che non vanno cambiate a ogni partita. Le modifiche costituzionali richiedono procedure aggravate e maggioranze qualificate o un consenso più ampio, coinvolgendo anche l’opposizione, per garantire stabilità e legittimità.

Questo sistema di maggioranze qualificate per le scelte strutturali serve a garantire i “checks and balances” (pesi e contrappesi), limitando il potere della maggioranza ed evitando la “tirannia della maggioranza”. Nessuno scandalo se un governo prende decisioni nette sulla sua competenza (economia, sicurezza, esteri), ma c’è un problema se mette mano sulle istituzioni che devono essere non politiche (giudici, corti costituzionali, autorità indipendenti). La democrazia odierna è democrazia costituzionale, che si svolge entro i margini e nel rispetto della Costituzione.

È stato anche osservato da uno studente che le maggioranze qualificate possono talvolta portare a situazioni di stallo o dare potere di blocco alle minoranze, soprattutto in contesti di forte sbilanciamento. Tuttavia, storicamente e in sistemi più ampi, tendono a favorire il coinvolgimento delle minoranze. Al di là delle regole, ha sottolineato la giurista, è fondamentale una cultura del dialogo e la consapevolezza che le decisioni che devono durare (come quelle costituzionali) beneficiano del compromesso; senza questa cultura, le regole possono essere aggirate o dare effetti contrari.

Il rettore ha concluso l’incontro ribadendo l’importanza di questi temi per la vita democratica e incoraggiando gli studenti a porsi domande, affrontare problemi, studiare, dialogare e partecipare attivamente alla costruzione della democrazia, che è una responsabilità di ciascuno di noi, la res publica, appunto.