Verso la Santa Pasqua con le Laudes Creaturarum 

«Altissimu, onnipotente, bon Signore, Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedizione»: un percorso di letture, immagini e canti ideato per offrire un’occasione di ascolto e contemplazione. Sabato 28 marzo, alle ore 11.00, nella Chiesa San Leonardo Murialdo.

Nel solco della tradizione educativa che caratterizza il lavoro della Fondazione Grossman, gli studenti e i docenti dei Licei Alexis Carrel hanno preparato un momento di riflessione dedicato alla Pasqua, prendendo come punto di partenza il testo delle Laudes Creaturarum di San Francesco. L’iniziativa nasce in occasione dell’anniversario per gli 800 anni dalla nascita al cielo del Santo di Assisi, una ricorrenza che offre l’occasione per tornare a guardare il creato, le relazioni e il rapporto con Dio attraverso lo sguardo limpido e grato che emerge dal Cantico.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria (clicca QUI).

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Atelier Grossman: laboratori di cucina e pittura per bambini 3–6 anni

Al via Atelier Grossman, un ciclo di tre mattine di laboratori creativi e di cucina rivolti ai bambini dai 3 ai 6 anni. Il programma prevede due appuntamenti di laboratorio di cucina in inglese – Little chefs e un appuntamento di laboratorio pittorico creativo – Piccoli pittori, guidati dalle docenti della scuola dell’infanzia bilingue e dalla maestra madrelingua inglese.

I laboratori avranno inizio alle ore 10.00 e si concluderanno alle ore 12.00 presso i locali della Scuola dell’infanzia della Fondazione Grossman, via Inganni 12 a Milano, nelle seguenti date:

  • 28 febbraio – Little chefs (laboratorio di cucina in inglese)
  • 28 marzo – Piccoli pittori (laboratorio pittorico creativo)
  • 18 aprile – Little chefs (laboratorio di cucina in inglese)

Ogni mattinata è riservata a un massimo di 30 bambini e verrà attivata al raggiungimento di almeno 15 iscrizioni. Quota di partecipazione: in promozione a 20 euro per bambino..

La presenza dei genitori è facoltativa: è possibile accompagnare il bambino e restare per tutta la durata del laboratorio oppure lasciarlo alle docenti e tornare al termine dell’attività.

Iscrizioni
L’iscrizione è obbligatoria e avviene online tramite Eventbrite [clicca QUI], selezionando la data desiderata.

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Mostra Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo

Dall’8 novembre al 13 dicembre 2025, la Fondazione Grossman ospita presso l’aula magna la mostra Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo, dedicata alla figura e all’opera dello scrittore e giornalista russo, autore di Vita e destino e Tutto scorre.

La mostra sarà aperta al pubblico con ingresso libero, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00.

Durante il periodo espositivo sono previste diverse occasioni di visita guidata:

  • Open Day [ingresso libero, senza prenotazione]:
    • 8 novembre | 10.00 – 13.00
    • 15 novembre | 10.00 – 15.00
  • Visite guidate del giovedì [prenotazione obbligatoria]:
    • Ogni giovedì | ore 18.30 e 19.00

Per scolaresche in orario mattutino o gruppi con esigenze particolari, è possibile scrivere a: eventi@fondazionegrossman.org

 Evento speciale
Grossman e la Madonna Sistina
• Giovedì 27 novembre | ore 18.00 | palestra della Fondazione
Accesso su prenotazione [clicca QUI]. Al termine dell’incontro sarà possibile visitare liberamente la mostra.

Evento collegato
Nel mese di novembre, presso il Centro Culturale di Milano, andrà in scena lo spettacolo teatrale Il ritorno, tratto dall’ultimo romanzo di Vasilij Grossman Tutto scorre, di e con Irene Muscarà.
🔗 Per info: https://www.centroculturaledimilano.it/il-ritorno-teatro-dallultimo-romanzo-di-vasilij-grossman-tutto-scorre/

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Locandina_Vasilij_Grossman_La forza dell'umano nell'uomo

Collegio plenario. Lavoro, comunità e costruzione dell’opera

Il collegio plenario della Fondazione si è aperto con una frase tratta dal libro “L’io, il potere e le opere” di Luigi Giussani, citata dal rettore per introdurre il tema dell’anno “I tempi siamo noi“: «Questa è l’origine dell’opera: il tentativo di rispondere sistematicamente a un bisogno che urge la propria vita nell’ora, nella giornata […] Da soli nessun bisogno può essere affrontato con quella sistematicità che l’organicità della nostra vita esige».  Un tema che invita ad approfondire il cruciale rapporto tra il compito personale e la sua realizzazione all’interno della comunità, per la costruzione dell’opera educativa.

La prima parte della mattinata ha immerso i presenti nel testo teatrale “Il Tagliapietre” di Cormac McCarthy, grazie a una introduzione della professoressa Muzio e alla lettura drammatizzata dei passaggi più significativi del testo da parte di alcuni docenti. La riflessione ha preso avvio dalla frase di Ben, protagonista dell’opera: “So solo che vedo naufragi da tutte e parti e sono determinato a non naufragare” e si è incentrata sul lavoro inteso come vocazione e obbedienza alla natura della realtà, per perfezionare l’opera del Creatore. Il sogno del giorno del giudizio narrato dal protagonista, in cui spicca la domanda: “Dove sono gli altri?“, ha sottolineato che “non possiamo salvarci a meno di salvarci tutti“.

Questa consapevolezza ha trovato un’eco visiva nella cartolina realizzata per l’inizio anno dove troviamo l’immagine della scuola di Gando in Burkina Faso, un esempio eloquente di architettura partecipata spiegata dalla professoressa Chiesa, e la frase di Sant’Agostino, “Sono tempi cattivi, tempi penosi!” si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi“.

Nella seconda parte del collegio, la Fondazione ha avuto l’onore di ospitare Alberto Busnelli, ex direttore del personale in multinazionali e già fondatore e presidente del CDA della Fondazione Mandelli Rodari. Il suo intervento ha arricchito il dibattito su lavoro, società e benessere, mettendo in luce concetti fondamentali, quali:

  • La gratuità presentata come il segreto del lavoro, che nasce dalla gratitudine e si esprime in eccellenza,  cioè eccedenza della risposta rispetto al bisogno cui il lavoro fa fronte.
  • La fecondità che scaturisce dall’incontro tra lo scopo dell’organizzazione e il compito personale, che si caratterizza per essere una vocazione e non un semplice ruolo.
  • L’importanza delle soft skills (amicalità, capacità di imparare, coscienziosità…) per affrontare la crescente complessità e l’accelerazione del cambiamento imposto dai tempi, che vanno coltivate accanto alle competenze e alle conoscenze professionali.

L’incontro si è concluso con un accorato richiamo alla corresponsabilità di tutto il personale, didattico e amministrativo, nel perseguire l’unico scopo che anima la scuola: “l’educazione dei ragazzi a un modo aperto di usare la ragione, a un modo pienamente umano di essere liberi”.

Fondazione Grossman: il futuro prende forma con il nuovo Liceo economico sociale

In continuità con i Licei scientifico e classico Alexis Carrel, a partire dall’anno scolastico 2026/2027 la Fondazione Grossman amplia la propria offerta con un terzo percorso: il Liceo delle scienze umaneopzione economico sociale (LES).

Lo slogan “LES is more” esprime la nostra visione: una proposta formativa che unisce rigore e apertura, studio e incontro diretto con la realtà, per formare giovani capaci di leggere il presente e di costruire il futuro.

La scelta del nuovo indirizzo è nata dal desiderio di rispondere alle sfide della società contemporanea e dall’analisi delle preferenze emergenti nel panorama scolastico superiore, espresse anche in un recente sondaggio tra le famiglie della Fondazione.

Un percorso completo per menti aperte al presente 

Il LES della Fondazione Grossman è progettato per studenti e studentesse che cercano una formazione trasversale e multidisciplinare.

Assi portanti del piano di studi sono quello economico e giuridico e quello psico-socio-pedagogico, che trovano la loro unità nell’approfondimento della natura del soggetto umano, delle relazioni che lo costituiscono e dei tentativi, passati e presenti, messi in atto dall’uomo per costruire e organizzare la società al fine di rispondere alle sue esigenze costitutive.
Le altre discipline umanistichescientifiche integrano il percorso culturale e didattico, offrendo gli strumenti adeguati a una lettura leale, profonda e consapevole di dati, testi, casi e fenomeni complessi.

Questa combinazione mira a sviluppare una visione ampia e articolata del mondo, fondamentale per affrontare con consapevolezza qualsiasi percorso futuro.

Internazionalità e competenze per il futuro

Una delle caratteristiche distintive è la forte vocazione all’internazionalità. Gli studenti approfondiranno due lingue straniere moderne, inglese e spagnolo, anche attraverso la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) ed esperienze dirette all’estero. Si intende con questo preparare i giovani a riconoscere le interconnessioni tra contesti locali e globali, formandoli a una cittadinanza consapevole e senza confini.

Il percorso è inoltre arricchito da opportunità di stage significative che si svolgeranno presso:

  • aziende, enti e università: per chi è attratto dalle relazioni internazionali, dal diritto e dall’economia;
  • le Scuole dell’infanzia e primaria della Fondazione Grossman: per chi sente una vocazione verso gli studi psico-pedagogici e l’ambito educativo.

Qualità e innovazione al centro

Per garantire qualità e coerenza nel tempo, un comitato scientifico accompagnerà lo sviluppo del LES, promuovendo il dialogo tra scuola, università e mondo del lavoro.

Il nuovo Liceo economico sociale nasce per educare al futuro, con uno sguardo lucido e una mente aperta sin dal presente.

Perché davvero, LES is more.

Le iscrizioni per il Liceo economico sociale della Fondazione Grossman apriranno il 29 agosto 2025.

Un anno di bellezza – Il racconto del 2024/2025

“All we have to decide is what to do with the time that is given us.”

Con queste parole di Tolkien si è aperto il nostro anno scolastico, guidato dal tema libertà e responsabilità.

Questo video è il racconto corale di un anno vissuto intensamente: dalle feste d’inizio anno agli spettacoli di Natale dei più piccoli, passando per l’esperienza condivisa de La Notte Santa, gli Open Day, le uscite didattiche, gli incontri con testimoni, il pellegrinaggio giubilare verso Sant’Ambrogio, fino ai tornei sportivi, ai laboratori, ai progetti teatrali e alle feste di fine anno.

Un intreccio di volti, voci, passi e scelte.

Un anno di scuola come tempo pieno di senso, vissuto con gratitudine e impegno da tutta la nostra comunità.

🎬 Guarda il video e rivivi con noi la bellezza di questo cammino condiviso.

Disponibile il video integrale dell’incontro su Vasilij Grossman

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del video integrale dell’incontro “Era rimasto ciò che era fin dalla nascita: un uomo” – Vasilij Grossman e il dramma del realismo, tenutosi lo scorso 8 aprile presso la nostra scuola.

Un’occasione intensa e partecipata per riscoprire, attraverso letture, testimonianze e riflessioni, la figura e l’opera dello scrittore cui è intitolata la nostra Fondazione.

La serata è stata realizzata in collaborazione con lo Study Center Vasily Grossman e ha visto la partecipazione di due autorevoli studiosi:

  • Maurizia Calusio, professore ordinario di Lingua e letteratura russa all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  • Giovanni Maddalena, professore ordinario di Storia della filosofia all’Università degli Studi del Molise

Ad arricchire l’incontro, le letture di alcuni brani da parte degli studenti della classe IIB del nostro Liceo scientifico, che hanno saputo restituire con profondità e partecipazione la voce di Grossman.

Durante l’evento è stata presentata la mostra “Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo” che sarà esposta dal 22 al 27 agosto 2025 al Meeting di Rimini, promossa dalla nostra Fondazione insieme al Centro Studi Grossman.

Un progetto che nasce dal desiderio di condividere con un pubblico più ampio la straordinaria attualità del pensiero e della testimonianza di Grossman, autore che ha saputo raccontare con sguardo limpido e umano il dramma del Novecento e la forza della libertà interiore.

👉 Guarda il video completo dell’incontro

Il Povero Piero emoziona e diverte: online il video completo dello spettacolo

Lunedì 5 maggio, al Teatro La Creta di Milano, la compagnia teatrale della Scuola secondaria e dei Licei della Fondazione Grossman ha portato in scena con grande successo Il Povero Piero di Achille Campanile, sotto la regia di Giovanni Spadaro Norella.

La commedia, costruita su raffinati giochi linguistici e situazioni paradossali, ha rappresentato una sfida impegnativa, affrontata con grande maturità e competenza dagli studenti – dalla terza media alla quinta superiore. Il regista ha elogiato la capacità dei ragazzi di interpretare un testo complesso, dove l’ironia nasce da ambiguità verbali e dialoghi sottili, mantenendo sempre equilibrio tra comicità e profondità.

Un’ulteriore conferma del valore del teatro come parte integrante del percorso educativo promosso dalla Fondazione Grossman: un’attività che, fin dall’infanzia, accompagna gli studenti nello sviluppo dell’espressività, della sensibilità e della consapevolezza culturale.

🎬 Oltre alla Gallery dello spettacolo, qui di seguito trovate:

Il video backstage, che racconta il lavoro dietro le quinte

Il video integrale dello spettacolo

Un’occasione per rivivere una serata di cultura e passione teatrale.

 

 

 

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La Fondazione offre un’educazione di qualità a oltre 1100 ragazzi, dall’infanzia ai licei, grazie all’impegno competente ed appassionato di 82 docenti qualificati.

Un impegno speciale è dedicato agli studenti con disabilità cui garantiamo un sostegno personalizzato finanziando oltre 180 ore di supporto settimanale.

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  • Garantire supporto agli studenti con disabilità e alle loro famiglie.
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Papa Francesco: il messaggio del rettore sulla sua eredità educativa

lunedì 28 aprile riprendiamo le lezioni, a una settimana dalla salita al cielo di Papa Francesco. Vogliamo ricordarlo con affetto e gratitudine per la sua tenace testimonianza di fede, speranza e carità, che si è espressa anche in parole dedicate alla scuola e all’educazione dei giovani.

Quando era arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio, celebrava all’inizio di ogni anno scolastico una «Messa per l’educazione». In quella del 2004 vi è un passaggio in cui propone la saggezza come scopo della conoscenza e della competenza che a scuola si formano. La sua argomentazione parte da due metafore, una presa dall’agricoltura, «dar frutti», sinonimo di generare:

Il frutto si forma a partire dalla stessa identità di ciò che è vivo, si alimenta di quelle forze che ormai fanno parte del suo essere, si arricchisce delle molteplici identificazioni interne ed è qualcosa di unico, sorprendente e originale. La natura non dà due frutti esattamente uguali. Allo stesso modo un soggetto che dà frutti è qualcuno che ha maturato la sua creatività attraverso un processo di libertà, producendo qualcosa di nuovo a partire dalla verità ricevuta, accettata e assimilata.

L’altra è una metafora tratta dal contesto industriale, «produrre risultati»:

Un risultato si può prevedere, pianificare e misurare. Implica un controllo sui passi che si stanno facendo. Un insieme di azioni perfettamente determinate che avranno un effetto prevedibile. Una società che tende a trasformare un uomo in un burattino della produzione e del consumo, opta sempre per i risultati.

[…] Ma la saggezza non implica soltanto una maturazione a livello di contenuti e di valori, bensì anche sul piano delle abilità. Qualsiasi vera trasformazione a favore di quell’altro mondo possibile a cui aspiriamo implica anche un saper fare, una competenza che è necessario assimilare, comprendendone la logica. I nostri allievi hanno diritto, innanzitutto, alla propria autonomia e unicità; ma anche a sviluppare abilità socialmente riconosciute per poter plasmare nel mondo reale i loro desideri e i loro contributi.

Contrapporre nella scuola tali finalità, ‘dar frutti’ e ‘produrre risultati’, sostiene Bergoglio, ha  conseguenze dannose per l’educazione, perché limita la ragione e la libertà:

Il nostro obiettivo non è solo quello di ‘formare individui utili alla società’, ma educare persone che possano trasformarla! Ciò non si otterrà sacrificando lo sviluppo completo delle capacità, l’approfondimento delle conoscenze, la diversificazione dei gusti, perché alla fine, il trascurare tali ‘risultati’ non darà vita a ‘uomini e donne nuovi’, ma a flaccidi burattini della società consumista.

Si tratta di risolvere entrambe le polarità, integrandole tra loro: ‘educare per il frutto’, servendosi di tutti gli strumenti possibili affinché quel frutto si concretizzi sempre in modo efficace, ‘producendo risultati’. Proponiamo, partendo dall’oggettività della verità, ideali e modelli aperti, ispiratori, senza imprimervi la forma che noi abbiamo trovato per veicolare quella dinamica, sviluppando allo stesso tempo le mediazioni necessarie affinché i giovani possano fare le loro scelte.

[…] dobbiamo essere in grado di renderli fiduciosi e sicuri a partire dalla consapevolezza della propria creatività, capacità, abilità per concretizzare con successo le loro idee[1].

Sentiamo nostra questa sfida educativa e didattica che consiste nel vivere le lezioni, le attività, lo studio, tesi all’unità tra pensare, sentire e fare, nella convinzione che siano strade, differenti e armoniche, per introdursi all’essere e sviluppare di conseguenza tutte le componenti della personalità. Se la realtà è cibo dell’anima, il docente, l’adulto, ha innanzitutto il compito di testimoniare che non ne ha paura, perché essa, anche quando presenta tratti confusi e ostili, può essere osservata, interrogata, conosciuta. La realtà offre infatti a ciascuno, se educato a un rapporto aperto e leale, intelligente e critico con essa, la possibilità di vivere da protagonista, contribuendo ad arricchirla, cambiarla, migliorarla.

Tale invito alla fiducia e alla speranza, all’operosità e alla creatività, è stato al centro anche di vari discorsi rivolti da Papa Francesco ai giovani, per i quali ha dimostrato sempre simpatia e stima. Anche in questi ultimi anni ci ha regalato parole che non possiamo e non vogliamo dimenticare, come il Messaggio ai giovani e alle giovani del mondo per la XXXIX Giornata Mondiale della Gioventù,  sul tema: “Quanti sperano nel Signore camminano senza stancarsi (cfr Is 40,31”). 

Invitiamo tutti a leggerlo nella sua interezza per cogliere i tratti dell’eredità che Papa Francesco lascia a ciascun ragazzo e a ciascuna ragazza alle prese con le sfide odierne:

Anche noi, oggi, viviamo tempi segnati da situazioni drammatiche, che generano disperazione e impediscono di guardare al futuro con animo sereno: la tragedia della guerra, le ingiustizie sociali, le disuguaglianze, la fame, lo sfruttamento dell’essere umano e del creato. Spesso a pagare il prezzo più alto siete proprio voi giovani, che avvertite l’incertezza del futuro e non intravedete sbocchi certi per i vostri sogni, rischiando così di vivere senza speranza, prigionieri della noia e della malinconia, talvolta trascinati nell’illusione della trasgressione e di realtà distruttive.

La nostra vita è un pellegrinaggio, un viaggio che ci spinge oltre noi stessi, un cammino alla ricerca della felicità; e la vita cristiana, in particolare, è un pellegrinaggio verso Dio, nostra salvezza e pienezza di ogni bene. I traguardi, le conquiste e i successi lungo il percorso, se rimangono solo materiali, dopo un primo momento di soddisfazione ci lasciano ancora affamati, desiderosi di un senso più profondo; infatti non appagano del tutto la nostra anima, perché siamo stati creati da Colui che è infinito e, perciò, in noi abita il desiderio di trascendenza, la continua inquietudine verso il compimento delle aspirazioni più grandi, verso un “di più”. Per questo, come vi ho detto tante volte, “guardare la vita dal balcone” a voi giovani non può bastare.

Questo è il mio invito per voi: camminate nella speranza! La speranza vince ogni stanchezza, ogni crisi e ogni ansia, dandoci una motivazione forte per andare avanti, perché essa è un dono che riceviamo da Dio stesso: Egli riempie di senso il nostro tempo, ci illumina nel cammino, ci indica la direzione e la meta della vita.

Con gratitudine, commozione e speranza, riprendiamo dunque il nostro cammino di ricerca!

Il rettore, Raffaela Paggi

[1] Jorge Mario Bergoglio, Scegliere la vita. Proposte per tempi difficili, Bompiani 2013, pp. 57-107.