Licei. La Notte degli Oscar

La Notte degli Oscar dei licei alla Fondazione Grossman: una festa per fissare nella memoria quanto di bello, vero e divertente è capitato quest’anno.

Musica, canto, ballo, gioco sono stati gli ingredienti di una serata preparata con cura da studenti e docenti, durante la quale tre brillanti presentatori hanno condotto studenti, famiglie e docenti dei nostri licei alla riscoperta degli eventi più particolari attraverso la consegna degli Oscar, un po’ seri e un po’ faceti, la premiazione delle squadre vincitrici dei tornei sportivi, il saluto ai maturandi. A tutti, e agli studenti di quinta in particolare, il rettore ha augurato di divenire ‘esperti di vita’, lasciandosi sorprendere e forgiare sempre dalla bellezza e dalla verità che nella realtà si incarna.

Alla fine un ricco buffet, allestito dai genitori.

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Classico. La geometria euclidea. Visita la mostra virtuale

Con la sua nuova rigorosità linguistica, concettuale e logica, la geometria euclidea è uno degli argomenti più importanti della seconda liceo classico.

Quest’anno abbiamo voluto fermare l’attenzione sul momento sorgivo della teoria, fissato nelle parole scelte da Euclide per fondarla. La mostra virtuale che abbiamo costruito con gli studenti delle due seconde del liceo classico è stata il tentativo di immedesimarsi con la visuale Euclidea su una nuova realtà: l’astrazione.

Le parole e i principi che ha scelto sono stati fondamento della prima teoria “scientifica” concepita dal pensiero umano; un modello di riferimento cui hanno guardato tutte le generazioni successive, fino ai nostri giorni.

Per squarciare il velo che ogni traduzione frappone tra autore antico e lettore moderno abbiamo voluto ricercare le parole originali scelte da Euclide e immedesimarci nel suo contesto socio-culturale.

La mostra si articola perciò in due sale: la prima dedicata agli aspetti storici e culturali e la seconda ai contenuti principali degli Elementi euclidei.

Vieni a visitare la la mostra: Squarciare il velo della traduzione

 

Classico. Le classi seconde a Roma

Possis nihil urbe Roma visere maius (Non vedrai cosa al mondo maggior di Roma). Nella frase di Orazio la ragione della scelta di Roma come meta dell’uscita didattica delle seconde del liceo classico.

#day1

Filo conduttore del primo giorno è stato la _renovatio Romae_. Con la guida degli studenti abbiamo visitato i luoghi che rendono Roma celebre nel mondo: Piazza Navona, Piazza di Spagna, il Pantheon, Fontana di Trevi, Piazza del Popolo, le chiese che custodiscono i dipinti di Caravaggio, i giardini di Villa Borghese. Sulla terrazza panoramica del Pincio, al tramonto, _Tanto pe’ canta_ ha aperto una serata di giochi, canti e danze.

#day2

Dal Colosseo ai Fori abbiamo percorso la via Sacra, come avrebbero fatto Cesare e Augusto. La Roma antica è stata infatti il tema di questa giornata: tra visite archeologiche e pause letterarie ci siamo immedesimati con i protagonisti della storia studiata in quest’anno scolastico.

#day3

L’ultimo giorno è trascorso tra le navate di alcune basiliche paleocristiane, costruite sui resti del mondo romano ormai in decadenza. La storia dei primi martiri e la potenza della nuova religione trasformò Roma da capitale dell’impero a capitale della cristianità.

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Classico. Prime e terze sul Lago di Como

Immersa nell’atmosfera del Lago di Como, guidata dalle spiegazioni dei ragazzi di 3K, la classe 1K del liceo classico ha visitato l’Abbazia cistercense di Piona, esempio del romanico lombardo,  e il Forte Montecchio Nord, risalente alla Prima guerra mondiale.

Non è mancato dopo pranzo un momento di gioco insieme nel prato dell’Abbazia: la palma della vittoria ai primini!

Un interessante esempio di sinergia tra classi di anni diversi che si sta rilevando un modo appassionante e proficuo di vivere le uscite didattiche.

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La nostra Fondazione parla inglese!

I recenti risultati dei nostri studenti di medie e licei agli esami di certificazione inglese KET, PET e First. confermano la bontà dell’operato dei docenti delle scuole. Il 98% degli studenti ha superato le prove, anche con esiti superiori a quelli attesi per il livello di appartenenza, tanto nel PET quanto nel First, in particolare nelle abilità di speaking e listening. E anche gli esiti dell’esame KET sono stati lodevoli!

Non ci sono dubbi: si vedono i frutti delle scelte fatte dalla Fondazione, con progetti sul CLIL e la scelta di inglese potenziato nel triennio delle medie e nel biennio del liceo scientifico.

Ora attendiamo le prove che si svolgeranno a Maggio: Starters, Movers e Advanced!

Licei. Rivivi lo spettacolo de Il Ventaglio

Ad accogliere lo spettatore all’ingresso a teatro i sorrisi e gli sguardi sicuri degli attori a passeggio nel foyer, già entrati nei loro personaggi, in attesa dell’inizio della commedia Il Ventaglio di Carlo Goldoni.

Poi si sono spente le luci. L’attesa. Lunghi mesi di lavoro si giocano in una serata. Così è iniziata la rocambolesca catena di intrighi, litigi, scazzottate e innamoramenti, alla rincorsa di un fantomatico ventaglio, pegno d’amore per Candida (o forse per Giannina…?).

I nostri attori sono stati in grado di farci ridere. Per un’ora. Chi con una battuta, chi con lo sguardo, chi con il silenzio. Il corpo e la mente di ciascuno al servizio di un solo scopo comune.

E alcuni di loro si sono mostrati diversi da come li abbiamo conosciuti fino ad ora: il lavoro su un personaggio, su una situazione, su un dialogo, di certo faticoso e lungo, ha permesso a una nuova parte di loro di emergere, tramite la lingua antica di Goldoni.

E noi, che li guardavamo, certamente siamo usciti più leggeri, non solo per le risate, ma perché abbiamo riconosciuto in loro e nei loro personaggi qualcosa di umano che appartiene anche a noi.

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Spettacolo teatrale Il Ventaglio – 12 maggio ore 20.30

Gli studenti dei licei, giovedì 12 maggio ore 20.30 presso il Cine Teatro La Creta (via dell’Allodola 5 Milano), mettono in scena Il Ventaglio di Carlo Goldoni. Lo spettacolo è frutto del corso di teatro proposto dalla scuola agli studenti e guidato dal regista Giovanni Spadaro.
Il Ventaglio è una delle più celebri commedie del commediografo veneziano e che ebbe larga fortuna sui palcoscenici delle compagnie teatrali italiane. L’opera fu scritta a Parigi nel novembre del 1764 e messa in scena, con successo, nel Teatro San Luca di Venezia verso la fine del Carnevale del 1765, a febbraio.
Sinossi
Ci troviamo nella vivace piazza di un villaggio del Milanese; dopo aver rotto accidentalmente il ventaglio della sua amata Candida, il giovane Evaristo ne compra in segreto uno nuovo e lo affida a Giannina, contadina e confidente di Candida, affinché lo porti in dono alla ragazza, senza incorrere nello sguardo protettivo della zia Geltruda. A causa di un pettegolezzo, la missione risulta essere più ardua del previsto; tutto il villaggio viene coinvolto, creando fraintendimenti che troveranno scioglimento soltanto alla fine della commedia.

Per poter partecipare alla rappresentazione è necessario iscriversi cliccando QUI, fino a esaurimento posti.

Vi aspettiamo numerosi!

Locandina

Cultura. Incontro al testo “Tutto scorre” di Vasilij Grossman

A conclusione del laboratorio che ha coinvolto le classi quinte liceo sulla figura dello scrittore Vasilij Grossman, iniziato in ottobre, una quindicina di studenti ha messo in scena un capitolo del romanzo Tutto scorre, colpiti e interrogati dalle parole dello scrittore. La drammatizzazione ha ben mostrato come le scelte e le varianti dell’autore nelle diverse stesure fossero volte ad approfondire la sua ricerca di ciò che è propriamente umano nell’uomo.

La professoressa Maurizia Calusio, docente di lingua e letteratura russa dell’Università Cattolica, che ha progettato il laboratorio con la prof. Anna Krasnikova e i docenti di lettere, ha poi introdotto il testo, proponendo le principali linee interpretative, contestualizzandolo nella società sovietica e attualizzandolo. Spunti utilissimi anche per comprendere le ragioni del conflitto in svolgimento tra Russia e Ucraina.

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Classico. Le Baccanti in scena

Un primo spettacolo rinviato, giovedì la vittoria del Festival Thauma fino ad arrivare all’applauso assordante al termine dell’evento di sabato presso il Teatro La Creta. Questa, in sintesi, la conclusione del lavoro fatto dai nostri studenti di quarta del liceo classico sul testo Le Baccanti di Euripide.

Una rappresentazione intensa con la quale i ragazzi hanno dato prova di capacità di immedesimazione e coralità coinvolgendo il pubblico in un testo antico ma di grande attualità. Questi ultimi intensissimi tre giorni sono stati il culmine di un laboratorio, parte integrante del percorso di letteratura greca, organizzato insieme al registra Giovanni Spadaro

Il testo scelto Le Baccanti è l’ultima grande tragedia scritta da Euripide che gli valse la vittoria post mortem Nel concorso tragico delle Grandi Dionisie di Atene, quando venne messa in scena per la prima volta, nel 403 a.C.

Due gli spettacoli messi in scena dagli studenti del quarto anno, il primo giovedì 31 marzo in occasione del Festival Thauma – Teatro Antico In Scena per le scuole superiori organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano presso il Teatro PIME. Il secondo sabato 2 aprile presso un Teatro La Creta tutto esaurito da un pubblico misto tra famiglie, studenti e appassionati di teatro.

Perché la tragedia Le Baccanti di Euripide?

Nell’affrontare la tragedia di Euripide – ha spiegato Francesco Mauro, preside del liceo classico – ci siamo concentrati sul tema del doppio. Dioniso, dio e uomo, agisce per affermare il suo potere; suo doppio in questo è Penteo. Pur volendo l’opposto, questi due personaggi si assomigliano moltissimo: Dioniso è freddo calcolatore e impaziente carnefice, Penteo retto soldato e giovane irrequieto; entrambi peccano di ὕβρις, ma lo scontro è impari e conduce Penteo alla morte e Dioniso alla vittoria.

Una duplicità che si manifesta anche nei tre “travestimenti” presenti nella tragedia. Dioniso, dio, assume aspetto mortale, ma continua ad avere essenza divina, tanto che nel suo elegante abito nero risulta sempre inafferrabile. Cadmo e Tiresia, che rappresentano rispettivamente l’autorità politica e religiosa, si presentano in veste di baccanti; se da un lato suscitano il riso, in un attimo possono cambiare faccia dispensando con serietà i consigli che si addicono alla loro età e al loro ruolo. Penteo, completamente passivo, che viene spogliato dei suoi abiti eccentrici dalle baccanti e vestito come grottesca vittima sacrificale.

Nella tragedia di Euripide – prosegue il preside Mauro – i cori di baccanti sono due: nel nostro adattamento questa divisione rimane nell’alternanza di toni del coro; ora più evocativo, ora più aggressivo. Man mano che la vicenda avanza verso la sua inevitabile conclusione tragica le baccanti sostituiscono al testo parlato movimento e canto: di fronte a quello che accade non servono più parole. Anche le musiche, prima più ritmate e frenetiche si fanno più meditative e chiedono silenzio.

L’apice di queste continue ambiguità si trova nell’ingresso di Agave, trasportata da un corteo che risulta essere allo stesso tempo trionfale e funebre. Sempre presente in scena, in posizione centrale, un cerchio (la stele di Semele), punto di contatto tra divino e umano.

Come la rappresentazione teatrale può diventare didattica?

Lo spettacolo è frutto di un percorso che ha avuto diversi step di lavoro. Il primo è stato la lettura personale, dalla quale è emerso un tentativo di interpretazione del testo. Da una parte si è sottolineato il tentativo fallimentare di Penteo di affermare razionalmente un ordine secondo categorie umane, che viene schiacciato dall’irrompere della potenza divina nella vita; dall’altra parte si è notato come il divino si mostri con una violenza quasi incomprensibile per l’uomo, il quale non accetta di dare l’assenso a qualcosa che appare come ingiusto e filosoficamente “non pensabile”.

Per come descrive la tensione tra istanze umane e concezione del divino in Grecia Baccanti ci è sembrata esemplare per comprendere la tragedia greca nel suo complesso. Riteniamo che la conoscenza di tale argomento possa passare meglio attraverso una didattica esperienziale volta a vivere il testo tramite la recitazione e non semplicemente attraverso uno studio tradizionale e, per forza di cose, più distaccato.

 Step successivi sono stati le discussioni, gli esercizi preparatori, l’assegnazione dei ruoli che hanno occupato quattro lezioni di due ore ciascuna con cadenza settimanale. In seguito, è cominciata una settimana intensiva di laboratorio, durante la quale è stata sospesa la normale frequenza delle lezioni. Agli studenti è stato chiesto un impegno quotidiano che oltrepassava gli orari prettamente scolastici. Durante il lavoro i ragazzi si sono affidati completamente e si sono esposti e messi in gioco pienamente senza dire di no a nessuna proposta, dalla recitazione al canto, fino alla preparazione delle scenografie e dei costumi.

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Classico. Terza e quinte al BIOLAB CUSMIBIO

Gli studenti di terza e quinta classico si sono recati presso il BIOLAB del CUSMIBIO, laboratorio didattico dell’Università Statale di Milano per svolgere rispettivamente due attività: «Chi è il colpevole?» e “Clonaggio del gene dell’insulina”.

Chi è il colpevole?

I ragazzi di terza hanno potuto sperimentare le tecniche di biologia molecolare per identificare un soggetto (DNA profiling PCR, studio dei microsatelliti, elettroforesi-estrazione del DNA). Attraverso la simulazione di un omicidio i ragazzi hanno imparato ed utilizzato strumenti e macchinari tipici di laboratori di ricerca. L’attività prevedeva a partire da diverse impronte genetiche trovate sulla scena del crimine individuare il vero colpevole.

Clonaggio del gene dell’insulina

I ragazzi di quinta hanno applicato le stesse tecniche per la clonazione del DNA (Miniprep di DNA plasmidico, trasformazione PCR, coltivazione batterica, digestione con enzima di restrizione ed elettroforesi-estrazione del DNA) e in particolare nella formazione di organismi geneticamente modificati allo scopo di produrre Insulina utilizzata per la cura del diabete.

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