Insieme per riconquistare l’umano nell’uomo

La nostra scuola sarà all’altezza del desiderio di felicità degli studenti che a breve incontreremo?

Questa la domanda posta all’inizio di questo anno scolastico dal rettore Raffaela Paggi a tutto il personale riunito presso il Museo Diocesano.

Una nuova avventura che parte con il riprendere coscienza della pienezza di significato che ha dato vita alle scuole della Fondazione Grossman e di continuare il lavoro di riconquista di ciò che di “propriamente umano c’è nell’uomo” (V. Grossman).

Tutto il personale della Fondazione, docente e non docente, si è ritrovato oggi per ricominciare insieme l’anno scolastico con un evento unico e unitario. Un incontro con Giovanna Parravicini, ricercatrice di Russia cristiana, dal titolo “Amare la verità più di sé stessi”, la visita all’esposizione dedicata alle fotografie di Elliott Erwitt presso il Museo Diocesano introdotta dalla direttrice Nadia Righi e per concludere un conviviale aperitivo nei chiostri.

La nostra Fondazione parla inglese!

I recenti risultati dei nostri studenti di medie e licei agli esami di certificazione inglese KET, PET e First. confermano la bontà dell’operato dei docenti delle scuole. Il 98% degli studenti ha superato le prove, anche con esiti superiori a quelli attesi per il livello di appartenenza, tanto nel PET quanto nel First, in particolare nelle abilità di speaking e listening. E anche gli esiti dell’esame KET sono stati lodevoli!

Non ci sono dubbi: si vedono i frutti delle scelte fatte dalla Fondazione, con progetti sul CLIL e la scelta di inglese potenziato nel triennio delle medie e nel biennio del liceo scientifico.

Ora attendiamo le prove che si svolgeranno a Maggio: Starters, Movers e Advanced!

Licei. Rivivi lo spettacolo de Il Ventaglio

Ad accogliere lo spettatore all’ingresso a teatro i sorrisi e gli sguardi sicuri degli attori a passeggio nel foyer, già entrati nei loro personaggi, in attesa dell’inizio della commedia Il Ventaglio di Carlo Goldoni.

Poi si sono spente le luci. L’attesa. Lunghi mesi di lavoro si giocano in una serata. Così è iniziata la rocambolesca catena di intrighi, litigi, scazzottate e innamoramenti, alla rincorsa di un fantomatico ventaglio, pegno d’amore per Candida (o forse per Giannina…?).

I nostri attori sono stati in grado di farci ridere. Per un’ora. Chi con una battuta, chi con lo sguardo, chi con il silenzio. Il corpo e la mente di ciascuno al servizio di un solo scopo comune.

E alcuni di loro si sono mostrati diversi da come li abbiamo conosciuti fino ad ora: il lavoro su un personaggio, su una situazione, su un dialogo, di certo faticoso e lungo, ha permesso a una nuova parte di loro di emergere, tramite la lingua antica di Goldoni.

E noi, che li guardavamo, certamente siamo usciti più leggeri, non solo per le risate, ma perché abbiamo riconosciuto in loro e nei loro personaggi qualcosa di umano che appartiene anche a noi.

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Cultura. Educare alla responsabilità. Guarda il video

Nato con il desiderio di approfondire quanto emerso nel dialogo di inizio anno con Silvio Cattarina, Tu credi al cuore umano?, l’incontro Educare alla responsabilità con Matteo Severgnini, direttore dell’High school Luigi Giussani di Kampala in Uganda, ha spalancato ancora di più l’orizzonte della meravigliosa avventura educativa a cui siamo chiamati, insieme, ognuno con il suo compito particolare: solo l’esperienza di uno sguardo d’amore sentito su di sé può muovere e far muovere. Un amore non sentimentale, uno sguardo che nasce dal giudizio che ognuno di noi è un valore infinito.

Nella testimonianza di una realtà anche drammatica, Nelson, Ronaldo, John Bosco popolano la narrazione di un oratore che non si smetterebbe mai di ascoltare perché racconta di una vita vera, vissuta d’un fiato, tesa a rispondere a quanto accade. E tra aneddoti che commuovono e altri che strappano qualche sorriso, quella che potrebbe sembrare la descrizione di una realtà lontana dalla nostra riverbera in realtà lo stesso grido, la stessa mossa del cuore, lo stesso desiderio nostro e dei nostri ragazzi.

Per chi volesse approfondire:

Libro Tu sei un valore. Le donne di Rose A cura di Matteo Severgnini, Mónica Fontana Abad
Avsi Luigi Giussani High School di Kampala. Sostenere una scuola nello slum

 

 

Via Crucis 2022

Un popolo in cammino dietro alla croce per le vie del nostro quartiere affinché il Mistero trovi spazio dentro il nostro cuore, certi e grati di avere incontrato ciò per cui vale la pena vivere, in tutte le circostanze che la realtà pone.

Questo il significato della Via Crucis organizzata della Fondazione Grossman che si è sviluppata per le vie del nostro quartiere. Quattro sono state le stazioni lungo il cammino in luoghi centrali per la vita della scuola.

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Frammenti. Concorso fotografico

Frammenti, questo il titolo individuato per la terza edizione del concorso fotografico ideato da Fondazione Grossman e rivolto agli studenti del terzo anno delle scuole medie di tutta Italia.

La scelta di rilanciare l’iniziativa ha lo scopo di sfidare ancora una volta i nostri ragazzi a raccontare il mondo che vivono e vedono attraverso uno scatto.

Il tema di quest’anno prende ispirazione da una frase di Flannery O’Connor:

Più a lungo guardate un oggetto e più mondo ci vedrete dentro.

 

L’invito agli studenti è quello a realizzare una fotografia in cui emerga un frammento di visione che riveli, attraverso la sua incompletezza, la vita nella sua grandezza e vastità.

Per approfondire il tema del concorso si consiglia di guardare, anche con i propri studenti, il video realizzato dal fotografo Andrea Ulivi, giudice del concorso.

Per scaricare la locandina con regolamento e modalità di partecipazione clicca QUI

 

 

I 14 angeli di Lorenteggio – 21 marzo 1951

Era il 21 marzo 1951 quando in via Lorenteggio, crollò il muro di cinta della scuola elementare Devota Maculan, gestita ai tempi dalle Sorelle della Misericordia. Il tragico evento provocò la morte di 14 studenti (13 bambine e un bambino) e sconvolse il quartiere e tutta Milano.

Nella sua predica, durante i funerali del 24 marzo 1951 in Duomo, il Cardinale Schuster disse queste semplici parole: «Tre pensieri si affacciano alla mia mente. Il primo pensiero è un atto di adorazione. Il secondo un grido di commiserazione. Il terzo un pensiero di amore». Sviluppando questo tema il Cardinale si domanda perché è avvenuta una sciagura così immensa. «La Sacra Scrittura — dice il Cardinale — cerca di spiegare perché avvengano fatti del genere. In questo mondo c’è troppo fango. La colomba non trovò dove posare i suoi piedi se non sull’arca del buon Noè. Così è per certe anime privilegiate. Così è stato per questi bimbi che sono saliti in Cielo dopo la comunione».

 

2. O Signore, Signore nostro,

quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,

3. con la bocca di bambini e di lattanti:

hai posto una difesa contro i tuoi avversari,

per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

4. Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,

la luna e le stelle che tu hai fissato,

5. che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,

il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

6. Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,

di gloria e di onore lo hai coronato.

7. Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,

tutto hai posto sotto i suoi piedi:

8. tutte le greggi e gli armenti

e anche le bestie della campagna,

9. gli uccelli del cielo e i pesci del mare,

ogni essere che percorre le vie dei mari.

10. O Signore, Signore nostro,

quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

(Salmo 8, 2- 10)

Milano in lutto per la sciagura di Lorenteggio, Archivio Istituto Luce

 

Ucraina. Immedesimarsi e alimentare fiammelle di speranza

Immedesimarsi con chi sta soffrendo a causa della guerra e alimentare ‘fiammelle’ di bene e di speranza. Con queste ragioni, seguendo le parole di Papa Francesco e dell’Arcivescovo di Mosca, monsignor Pezzi, è nata la proposta di una raccolta di prodotti per aiutare gli Ucraini, soprattutto donne e bambini, che hanno trovato rifugio in Polonia.

Così questa mattina i nostri studenti, dall’infanzia ai licei, hanno portato ciascuno un prodotto. A guardare con attenzione negli scatoloni dei vari livelli di scuola, salta all’occhio che ogni età si è diversamente immedesimata nelle esigenze dei profughi, come se ciascuno avesse pensato a un suo coetaneo – e dunque a sé – nel bisogno. All’infanzia e alla primaria abbondano infatti pennarelli, matite, quaderni e pannolini, mentre alle medie e ai licei materiale sanitario, shampoo, assorbenti e detersivi.

Ora i nostri scatoloni saranno affidati ad IBVA (Istituto Beata Vergine Addolorata): associazione benefica milanese attiva fin dal 1801, che si occuperà di fornire i mezzi di trasporto, i magazzini e il personale volontario per l’inventario e lo stoccaggio.

 

Preghiamo perché siamo realisti

«Gesù ci ha insegnato che alla insensatezza diabolica della violenza, si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno». Seguendo questo invito di Papa Francesco, studenti, docenti e dipendenti delle nostre scuole sono scesi in cortile per un momento di preghiera comune per la pace. Qui di seguito potete leggere l’introduzione a questo gesto del nostro rettore, Raffaela Paggi.

 

Ci troviamo oggi tutti insieme, qualunque sia il nostro attuale sentimento o giudizio sulla guerra in Ucraina, qualunque sia la nostra fede, appartenenza religiosa, o la nostra posizione rispetto a Dio, magari incredula o ancora in ricerca, per prendere innanzitutto consapevolezza del dramma che ha colpito un popolo a noi vicino e che non può lasciarci indifferenti. Piccoli e grandi, ci riuniamo non tanto e non solo perché temiamo le conseguenze nefaste che potrebbe avere anche per noi tale conflitto, perché la nostra scuola è intitolata a Vassilij Grossman, di origine ucraina, perché ne parlano i giornali, ma in primis perché vogliamo educarci a prendere in seria considerazione ciò che pertiene l’uomo: Homo sum, humani nihil a me alienum puto (sono uomo e nulla di ciò che è umano reputo estraneo a me) scrisse l’autore latino Terenzio.

Per prima cosa vogliamo immedesimarci nella gente che sta soffrendo, sotto attacco, in fuga, nello spavento e nel terrore. Solo così, e non facendo analisi (che pur chi di dovere è tenuto a fare) su chi ha torto o ragione, sulle strategie politiche e belliche, possiamo capire che la guerra è sempre un male, come scrive Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti:

Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male. Non fermiamoci su discussioni teoriche, prendiamo contatto con le ferite, tocchiamo la carne di chi subisce i danni. Rivolgiamo lo sguardo a tanti civili massacrati come “danni collaterali”. Domandiamo alle vittime. Prestiamo attenzione ai profughi, […] alle donne che hanno perso i figli, ai bambini mutilati o privati della loro infanzia. Consideriamo la verità di queste vittime della violenza, guardiamo la realtà coi loro occhi e ascoltiamo i loro racconti col cuore aperto. Così potremo riconoscere l’abisso del male nel cuore della guerra e non ci turberà il fatto che ci trattino come ingenui perché abbiamo scelto la pace.

Alcuni studenti del liceo si sono sorpresi, cantando O cor soave, della profonda corrispondenza tra le sofferenze di Cristo sulla croce, ingiustamente condannato, e di chi ingiustamente, senza colpa, sta soffrendo nel corpo e nello spirito per la guerra. Ascoltiamo il coro.

O cor soave, cor del mio Signore,
ferito gravemente, non da coltel pungente,
ma da lo stral che fabbricò l’amore,
che fabbricò l’amore.

O cor soave, quand’io ti rimiro
post’in tant’agonia, manca l’anima mia,
né voce s’ode più, né mai sospiro,
né più né mai sospiro.

Nei dialoghi, nelle discussioni, negli incontri cui spesso assistiamo in questi giorni, serpeggia un’idea distorta di storia da cui non dobbiamo lasciarci fuorviare. Spesso sentiamo esperti sostenere che siccome nel passato le cose sono andate in un certo modo, è inevitabile che ora si ripetano le stesse scelte, le stesse azioni, le stesse conseguenze. Non è così! Ci sono infiniti esempi nel passato in cui la decisione libera e coraggiosa di un singolo uomo ha cambiato il corso della storia: fateveli raccontare dai vostri docenti di storia!

Scrive Hannah Arendt, filosofa e politologa ebrea, che ci ha lasciato parole insuperate per interpretare il nazismo e in generale i totalitarismi: 

Il nuovo si verifica sempre contro la tendenza prevalente delle leggi statistiche e della loro probabilità […]; il nuovo quindi appare sempre alla stregua del miracolo. Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa si nuovo nella sua unicità.

E ancora

Diversamente dalla vendetta, […] che può essere prevista e anche calcolata, l’atto del perdonare non può mai essere previsto; è la sola reazione che agisca in maniera inaspettata. […] Perdonare, in altre parole, è la sola reazione che non si limita a reagire, ma agisce in maniera nuova e inaspettata.

L’esperienza che ci fa vedere un miracolo in ogni evento non è arbitraria né artificiosa, anzi è naturalissima, nella vita di tutti i giorni.

[…] Non è per nulla superstizioso, anzi è realistico cercare quel che non si può prevedere.

Preghiamo insieme perché siamo realisti!

E come ci ha proposto l’Arcivescovo Mario Delpini diciamo una decina del Santo rosario affinché il Signore operi il miracolo della fine del conflitto, toccando i cuori di chi ha grandi responsabilità su tanti uomini. Inizia il coro con il canto Tatăl nostru, il Padre nostro della liturgia ortodossa rumena.

E noi? Come possiamo essere utili al mondo in questa circostanza? Qual è la nostra responsabilità? In un recente incontro l’arcivescovo metropolita di Mosca, Mons. Pezzi, ci ha indicato una strada: oltre a invitarci alla preghiera, che trasforma l’angoscia in affidamento, non come ultima possibilità, ma come principio di ogni azione, ci ha suggerito di allenare la nostra capacità di riconoscere le ‘fiammelle’ di bene che illuminano le tenebre. La notte è buia, ma una piccola fiamma può fare una luce infinita. 

Aiutiamoci dunque vicendevolmente a cogliere nelle nostre giornate, nelle nostre azioni e amicizie, nei fatti che accadono, nei nostri studi, quei punti di luce, cioè di verità, bellezza, giustizia, bontà, che ci educano e ci rendono nel tempo uomini liberi, coraggiosi, capaci di amare e di perdonare.

Ascoltiamo, prima di ritornare alle nostre lezioni e al nostro lavoro, un brano del compositore russo Čajkovskij tratta dal balletto Il lago dei cigni, la cui vicenda simboleggia la lotta tra il bene e il male, nella certezza che il male e l’odio non hanno mai l’ultima parola.

Escursioni geobotaniche per scoprire le bellezze del territorio

Due escursioni geobotaniche per scoprire bellezze e unicità del nostro territorio guidati da Duccio Tampucci, professore di scienze naturali della Fondazione Grossman e Guida AIGAE. Le due uscite, di cui potete leggere una breve presentazione qui sotto, sono aperte a tutti senza limiti di età, tuttavia, si ritiene che il tipo di attività sia meno adatta ai bambini di età inferiore a 8 anni. I minorenni devono essere sempre e comunque accompagnati da almeno un adulto.

Dove regnano le querce: le ultime foreste di pianura

  • Data: sabato 30.04.2022
  • Luogo: Parco del Ticino (Magenta, MI)
  • Durata: circa 5 ore
  • Prezzo: 20,00 €

Come si presentava la Pianura Padana prima dell’avvento dell’uomo? Per scoprirlo andremo a esplorare quei pochi lembi del territorio padano in cui le ultime foreste di pianura regnano ancora incontrastate: ambienti nel cuore del Parco del Ticino, dove querce, carpini, salici e pioppi sono ancora i padroni di casa.

Primavera prealpina est: la vegetazione dei rilievi calcarei

  • Data: domenica 15.05.2022
  • Luogo: Val Ravella (Canzo, CO)
  • Durata: circa 8 ore
  • Prezzo: 20,00 €

La Val Ravella, adagiata tra i Corni di Canzo e il Sasso Malascarpa, è uno dei luoghi in cui è possibile contemplare l’esplosione di biodiversità vegetale rappresentata dalle foreste di latifoglie decidue delle Prealpi calcaree e dal loro variopinto sottobosco. Insieme andremo alla scoperta di alberi monumentali e fiori endemici per conoscere un patrimonio naturalistico di inestimabile valore.

 

Scarica il volantino di presentazione con tutte le informazioni tecniche e le modalità di prenotazione (Clicca QUI)