Scuole chiuse. La Grossman non si ferma

Con le scuole chiuse da ormai due settimane e un’altra in arrivo, la Fondazione Grossman non si ferma.

 

Questo video racconta il fare scuola in queste strane settimane, tra chat, video-conferenze e lezioni online. In questi giorni abbiamo visto una grande partecipazione, una reale condivisione del desiderio di mettersi insieme, di studiare e di conoscere. Ma soprattutto la scoperta di come questa difficile circostanza riveli chi siamo, chi è ciascuno di noi.

Educazione fisica on line: impossibile! O forse no…

Educazione fisica on line: impossibile! O forse no… La creatività nasce dall’obbedienza alla realtà, dal prendere sul serio le domande e i bisogni che essa suscita in chi la osserva, la rispetta e la prende sul serio.

Ecco cosa scrive una docente di educazione fisica della scuola media.

Una proposta nata quasi per caso durante il collegamento per l’appello di martedì mattina con i ragazzi/e di 2C, della quale sono coordinatrice.

Tutti erano desiderosi di poter vedere qualcuno dei propri insegnanti e di rimettersi in qualche modo al lavoro. La modalità del collegamento online poteva rivelarsi una risorsa, però mi sono detta: stanno molto incollati al video, seduti su una sedia… perché non sfruttare questa circostanza per dare loro qualche indicazione di movimento mirato al momento attuale?

Così ho chiesto loro di sedersi bene sulla sedia e di fare con me alcuni semplici esercizi di ginnastica posturale, in particolare per il tratto cervicale del rachide (collo): la proposta è stata accolta con successo!

Questo mi ha fatto pensare che per il giorno dopo avrei potuto organizzare una breve lezione di “risveglio muscolare” da presentare alla classe subito dopo l’appello.

Così oggi abbiamo fatto una breve esercitazione cercando di riattivare anche gli altri gruppi muscolari, dorso, arti superiori e inferiori: circonduzioni, saltelli, stretching.

Si è collegata anche la prof.ssa di matematica che ha fatto con noi gli esercizi prima di cominciare la sua lezione in streaming

Che cos’è una scuola senza l’appello?

Che cos’è una scuola senza l’appello? Non si impara se non ci si sente chiamati uno a uno: è per questo che la nostra scuola on line inizia tutti i giorni con l’appello, come ha ben colto una mamma che ci ha scritto questo messaggio.

Stamattina

sono andata un po’ più tardi al lavoro per essere certa che partissero i collegamenti video (paralleli e su due devices a casa nostra).

Così, mentre B, prima liceo, si era organizzata e con una compagna in camera sua assistevano alle lezioni. Io mi sono fermata in cucina ad assistere all’appello della seconda media di G che, essendo meno tecnologico, era un po’ preoccupato che tutto funzionasse.

Mi sentivo a disagio… come se stessi invadendo uno spazio suo. Ma nello stesso tempo, sentendo la prof. che faceva l’appello, salutando i ragazzi uno a uno, mi sono commossa.

Che gratitudine davanti all’affetto e alla cura con cui i nostri figli sono accompagnati in questo momento un po’ disorientante e faticoso! Che differenza rispetto alla semplice mole di lavoro mandata per mail in altre scuole, dettata dalla evidente e sola preoccupazione di non rimanere indietro con il programma. Che opportunità, per i ragazzi, di mettersi in gioco con una nuova modalità e di inventarsi nuove modalità, incontrandosi con i compagni a far lezione! E non solo a studiare. E che opportunità, per noi genitori, di stimolarli verso questa intraprendenza, e di sottolineare, nel contempo, anche ai loro occhi la bellezza di essere tenuti per mano da chi ci ha a cuore.

Ammetto, domenica alla lettura della mail che annunciava la nuova modalità, mi sono in un primo momento innervosita pensando che sarebbe stata per noi genitori l’ennesima cosa in più da fare e organizzare in un momento già di per sé più difficile. E invece… come sbagliavo!

Mi tornavano in mente stamattina le parole del video del rettore e la predica del nostro arcivescovo di domenica: “il momento è favorevole”. Si, è così. È un paradosso ma questo momento può essere davvero favorevole.

Grazie di cuore. Al rettore, ai presidi e tutti gli insegnanti.

Di cuore, buon lavoro!

Coronavirus. Uno sguardo realista sulla realtà

“Abbiamo sempre tutti un urgente bisogno di incontrare uno sguardo realista – e perciò positivo – sulla realtà”.

Così scrive al rettore un papà alle prese con un diverso modo di fare scuola… buona giornata a tutti!

Gentile Professoressa Paggi,

grazie per il suo video messaggio. Abbiamo sempre tutti un urgente bisogno di incontrare uno sguardo realista – e perciò positivo – sulla realtà. Il suo è stato un messaggio di rilancio per noi, grandi e piccoli, e di umiltà: grazie! Ieri a casa nostra abbiamo letto con mia figlia Cecilia e alcune sue compagne i canti XVII e XVIII del Purgatorio, trovando così occasione di riflettere sul mistero della nostra libertà e di sfruttare il tempo secondo il suo prezioso suggerimento.

Dopo aver ascoltato il suo video ho letto per caso una poesia di Fortini che mi ha sorpreso, per attinenza alle vicende presenti. Forse la conosce; s’intitola I destini generali: si percepisce in essa la sofferenza per la lunga catena di conseguenze sociali e psicologiche della guerra mondiale, ma anche della lugubre guerra fredda (la poesia è del 1955) e l’assoluta urgenza di poter sperimentare in noi stessi la vittoria sul male, senza della quale propagheremmo, come un virus invincibile, il male nella catena della storia. Gliela invio per gratitudine.

Alberto Mina

I DESTINI GENERALI

di Franco Fortini

 

È vero che sono stanco:

questo scendere scale e salire

deride, finché uccide, gli stanchi.

Avere negli occhi pomeriggi interi

Soli agri, irrazionali realtà!

Se nemmeno l’augurio mi dà gioia

Allora sparire diviene necessario.

 

Se la gioia non mi vince

Rovinando sulle querce

Lavando le scogliere

Invadendo la fronte

 

Il rancore dell’inganno

E danno e pianto divorato e spento

Anche distrutte queste labbra

E sciolti in creta gli occhi tanto ansiosi

Veleno saranno e vergogna

Nelle vene degli altri

E mai lasceranno le menti!

 

Secolo di calce e fluoro, bava

Di aniline e corpi come lava

Di visceri: ecco i cordiali aperitivi

Con gli assassini e la valutazione

Obiettiva del niente… Se non trionfo

Dureranno eterni,

saranno in uno che è me stesso, me

sempre sopravvissuto.

 

Immortale io nei destini generali

Che gli interessi infiniti misurano

Del passato e dell’avvenire, pretendo

Che il registro non si chiuda

Che si cerchi ragione, che si vinca

Anche per me che ora voce mozza vo,

che volo via confuso

in un polverio già sparito

di guerre sovrapposte, di giornali,

baci, ira, strida…

Coronavirus. La scuola è un’opportunità

“Un’opportunità, nonostante le fatiche quotidiane, di dialogo e di un rapporto, per quanto ancora acerbo e sfocato, con la realtà”. Così si conclude una lettera giunta al rettore da una studentessa del liceo: la offriamo a tutti per partire carichi di attesa e senza paura ad affrontare una nuova ‘strana’ settimana.

Buongiorno rettore,

volevo scriverle per ringraziarla delle sue parole nel video, che ci hanno fatto forza in questi giorni così strani. Ho pensato di mandarle una mia riflessione in merito alla situazione, non per fare il portavoce di tutti i ragazzi, ma semplicemente per raccontarle il modo in cui ho visto vivere me e i miei amici in questa settimana.

Nessuno ci ha mai spiegato cosa vuol dire essere giovani, vedersi crescere e diventare qualcuno che non ci saremmo mai aspettati di essere, vivere in quell’età in cui per la prima volta ti accorgi che le tue azioni hanno una conseguenza. Quindi ci siamo fatti prendere da un vortice di cose da fare, di gente da vedere, di posti in cui andare. Ci siamo fatti trasportare dalla vita volendo cogliere e assaporare, come un eroe Dannunziano, ogni istante al massimo.

E in questa realtà così dinamica e mutevole, in testa avevamo tutti fisso il pensiero del futuro che ogni giorno sembrava più vicino. Un futuro per cui combattere, in cui avremmo avuto un posto nel mondo e tutti i nostri sforzi del passato avrebbero avuto un senso. Ora con questo desiderio dentro, per la prima volta ci troviamo bloccati.

La scuola improvvisamente è chiusa

La scuola improvvisamente è chiusa e noi ragazzi ci troviamo senza un luogo in cui andare quando ci alziamo la mattina, un luogo che in ogni cosa ci parla di una realtà che noi ancora non conosciamo bene, ma di cui vorremmo avidamente imparare il più possibile, che ci attrae e intimorisce.

Ciascuno di noi ha pensato almeno una volta che la scuola portasse solo fatiche e ansie. Volevamo conquistare noi stessi e diventare protagonisti della nostra vita e l’essere studenti ci è sembrato tante volte solo un intralcio. Ora però nell’impossibilità di poter proseguire normalmente la vita che facevamo siamo tutti confusi e spaesati. Viviamo come i ragazzi di cui narra Boccaccio nel Decameron: cerchiamo di farci compagnia studiando insieme e distraendoci da questa situazione così nuova e sconosciuta per noi. Combattiamo nelle piccole cose l’insicurezza e i timori che caratterizzano questi giorni.

Ci dimentichiamo del virus ma non della scuola

In tutto questo mi stupisco del fatto che riusciamo a dimenticarci del virus che tiene ferma la nostra città, ma non della scuola. Quante volte ci siamo detti che ci mancano le lezioni di una determinata materia, o leggere un certo autore o in generale imparare cose nuove e che ci facciano diventare grandi. Insomma abbiamo nostalgia della scuola, di poter cogliere insegnamenti che ci accompagneranno per tutta la vita dalle parole dei nostri professori o di altri adulti, i quali in questi giorni si sono preoccupati per noi, confortandoci e aiutandoci a vivere una vita il più normale possibile, senza paranoie e paure nei confronti del prossimo.

È per me la prima volta che riesco a vedere la scuola non come una cosa da dover sopportare prima di poter iniziare veramente a vivere, ma come un’opportunità, nonostante le fatiche quotidiane, di dialogo e di un rapporto, per quanto ancora acerbo e sfocato, con la realtà.

Spero di tornare presto a scuola.

Una studentessa di quinta liceo

Coronavirus. Che cosa ci manca davvero?

Il video-saluto del nostro Rettore, Raffaela Paggi, anche a nome di direttori e presidi, a tutti i bambini e i ragazzi delle scuole, per sfidarci a vivere pienamente questi strani giorni, trasformando la difficoltà in occasione per approfondire la nostra umanità.

Coronavirus. Chiusura scuola e sospensione uscite didattiche

Da lunedì 24 febbraio sino a nuova disposizione le scuole della Fondazione Grossman sono chiuse. L’ordinanza del 23 febbraio a firma del Ministero della Salute, di intesa con il Presidente di Regione Lombardia, che regola le prescrizioni per il contenimento del Coronavirus, obbliga infatti la chiusura di tutte le scuole della Lombardia e la sospensione delle uscite didattiche e i viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero.

La Fondazione è in costante contatto con le autorità competenti per affrontare al meglio la situazione e informare tempestivamente tutte le famiglie. per contattare la Segreteria potrete sempre scrivere alla mail segreteria.organizzativa@fondazionegrossman.org

In allegato il testo dell’ordinanza (pdf)

Scuole Paritarie. Nel sistema ma non del sistema

Scuole Paritarie. Nel sistema ma non del sistema.  E’ questo il titolo dell’editoriale a firma del nostro Rettore, Raffaela Paggi, uscito sull’ultimo numero di Tempi. Un articolo che ha il coraggio di afferma e spiegare che «l’esistenza di realtà con la pretesa di offrire agli studenti addirittura il senso della vita può essere un vantaggio per tutti. Anche per le scuole statali».

«Una scuola che sia nel sistema, ma non del sistema è fondamentale per l’educazione dei giovani, che sono il presente e il futuro di un’intera società. Una scuola libera in un sistema che sia realmente pluralista, che non abbia timore del pensiero autonomo, di diverse visioni del mondo con cui confrontarsi. Una scuola identitaria, perché la conoscenza è possibile se alla persona in crescita viene consegnata dagli adulti un’ipotesi di senso esplicativa della realtà…»

(scarica qui il pdf dell’articolo)

Black Mirror – Dialogo sulla società digitale

Una serata di dialogo sulla società digitale per iniziare ad affrontare un fenomeno di grande attualità. Questo il fulcro dell’incontro Black Mirror. Identità, memoria, coscienza tra realtà e distopia organizzato dall’Associazione Culturale Grossman e guidato dal nostro professore Davide Navarria a cui hanno partecipato gli autori Selena Pastorino e Fausto Lammoglia.

L’idea di organizzare il ciclo di incontri Impatto Digitale, nasce dopo la presentazione del libro L’agire intimo di Navarria. La comprensione umana di un fenomeno implica, infatti, il rilancio all’azione responsabile dei soggetti che tentano di districarsi tra questioni che urgono, come l’incidenza della tecnologia e delle sue potenzialità nella nostra vita. I temi coinvolgono tutti, adolescenti e adulti: l’identità digitale, la responsabilità personale, l’elaborazione del lutto, il rapporto mente-corpo e molto altro. Argomenti affrontati con la serietà di una filosofia che non teme di sporcarsi le mani con la cultura pop.

Qui di seguito potete rivedere il video dell’incontro.

Scuola Secondaria – Il Fenomeno Rap

Per le classi II della nostra Scuola Secondaria due mattinate alla scoperta delle origini, delle caratteristiche e dei contenuti del Fenomeno Rap. I ragazzi hanno avuto, infatti, l’opportunità di assistere a una splendida lezione concerto con a tema la musica dei giovani: il rap.

Il Teatro Sala Fontana ha accolto sul suo palco il musicista Walter Muto e il rapper Pietro-Sorcho che hanno accompagnato i ragazzi in un viaggio alla scoperta della storia, dei particolari e dei contenuti di un genere musicale tanto attuale e diffuso quanto poco approfondito dal punto di vista della sua evoluzione. Il tutto attraverso video, racconti e interventi live a cura dei musicisti, gli alunni si sono lasciati travolgere ed entusiasmare, scoprendo la profondità di quella che è la musica che loro stesso quotidianamente ascoltano.