Passare ad altri ciò che si è contemplato

Contemplata aliis tradere: ‘passare ad altri ciò che si è contemplato’, questo significa insegnare.

La professoressa Giulia Regoliosi, preside uscente del liceo classico, in una lectio magistralis ci offre una preziosa riflessione su Padri e madri, figli e figlie nella letteratura greca, introducendoci così nel mondo classico da lei lungamente e amorevolmente contemplato e nel significato ancora attuale del fare scuola.

Grazie alle famiglie! 33.400 euro raccolti

Un grande grazie! Per ognuna delle famiglie delle nostre scuole dell’Infanzia e Primaria che hanno deciso di rinunciare a parte, o a tutto, il rimborso della retta per aiutare chi oggi è più duramente colpito dalla crisi economica.

I 33.400 euro raccolti andranno, infatti, a integrare ulteriormente il Fondo Strani giorni istituito dal nostro Consiglio di Amministrazione per sostenere le nostre famiglie in difficoltà, favorendo loro la possibilità di continuare a scegliere le nostre scuole. Mai come oggi è evidente come la libertà di educazione sia possibile solo attraverso una unità profonda tra scuola e famiglie. In un impeto costruttivo capace di sacrificio da parte di entrambi, finalizzato all’educazione di ragione e cuore di ogni nostro figlio e studente.

Il bisogno è ancora tanto per questo vi ricordiamo due semplici strumenti: il vostro 5X1000 alla Fondazione Grossman (C.F.97475710154) e la donazione liberale (Fondazione Grossman – IBAN IT 30 X 03069 09606 100000014067)

Ultimo giorno. L’amore per la scuola

L’ultimo giorno di scuola ha visto tutti gli studenti dei vari livelli, dalla Primaria ai Licei, riunirsi in assemblea con il rettore e i rispettivi dirigenti, per rispondere alla domanda circa quali diamanti, ossia scoperte, sia opportuno conservare e portare nel cuore al termine di un anno particolarmente travagliato e senza precedenti.

Quanto emerso dai vari interventi da parte dei ragazzi è un amore per la scuola, che si è svelata ai nostri occhi come un luogo in cui apprendiamo dentro a una trama di rapporti che significano amicizia, vita per tutti noi. Paradossalmente, tanti ragazzi hanno approfondito a distanza rapporti che prima davano per scontati. Allo stesso tempo, la scuola a distanza ci ha svelato il vero valore della conoscenza, che non è anzitutto il voto che possiamo conseguire in una certa prova, ma il gusto di conoscere le discipline per poter conoscere noi stessi.

All’inizio mi interessava venire a scuola per prendere il bel voto, ma ho presto capito che questo non mi bastava; voglio conoscere perché so che nella vita mi è e mi sarà utile per conoscere me stesso“. Oppure: “Ho scoperto che anche io valgo, che anche io posso conoscere come tutti, che anche io posso e voglio farcela“.

Noi tutti speriamo di poter tornare tra i banchi di scuola a settembre, ma intanto il primo vero diamante che abbiamo scoperto è che nessuna circostanza può impedirci di crescere. Alla conclusione dell’anno, tutti possiamo dire con orgoglio che un altro anno non è stato speso invano.

Guarda i due video realizzati dai docenti di elementari e medie per salutare quinte e terze

 

Liberi di educare anche in questi strani giorni

Ci eravamo sfidati all’inizio del lockdown a trovare i ‘diamanti’ nascosti in questi strani giorni. L’incontro Liberi di educare con Silvio Cattarina e due ragazze della Comunità terapeutica l‘Imprevisto si è rivelato un aiuto preziosissimo in questa nostra ricerca, dando testimonianza di un rapporto educativo libero e vero, vincente anche nelle circostanze più buie.

AfK – Diamo un 5 alle famiglie

In questi giorni di quarantena, bloccati in casa, all’improvviso ci si è palesata davanti una realtà, quella del Coronavirus, che sfugge al nostro controllo. Noi ragazzi di Alexis for Kenya (AfK), studenti dei licei della Fondazione Grossman, nel nostro piccolo vogliamo essere attivi e cercare un modo di renderci utili; tuttavia, come ci insegna l’esperienza di AfK, da soli possiamo fare ben poco. 

La forza delle singole realtà potrà esprimersi al meglio insieme: per questo invitiamo tutti a unirsi a noi nel contribuire e diffondere questo slancio comune, affinché si possano riunire sotto un’unica bandiera tutti gli amici della nostra bella Milano!

Noi di AfK abbiamo pensato di impiegare questa grande energia nel sostegno del fondo San Giuseppe, nato da Monsignor Delpini e dal sindaco Sala con lo scopo di aiutare le persone e famiglie economicamente colpite dalla pandemia. I nostri 5€, quelli con cui di solito prendiamo la colazione al bar, per loro possono essere preziosi. In questo slancio dobbiamo essere saldi e uniti. Perché altrimenti, chi ce lo fa fare?

Per sostenere l’iniziativa basta poco clicca qui

Scarica il volantino in pdf

Liberi di educare

Per far fronte all’emergenza COVID, numerosi soggetti coinvolti nel sistema educativo del Paese stanno cercando di attivare strumenti e risorse per garantire la libertà di educazione a ciascuna famiglia, a ciascun genitore e a ogni singolo studente. A partire proprio dalla libertà di educazione, diritto fondamentale ed elemento essenziale a sostegno della nostra passione educativa, riteniamo utile e importante pubblicare e condividere le iniziative che, in varie forme, le scuole paritarie e le associazioni ad esse legate nei vari ambiti, stanno portando avanti e nelle cui istanze ci riconosciamo.

In tal modo si cerca, così, di dare voce alle necessità delle scuole, anche economiche, emerse in questo drammatico periodo, nel solco del più ampio quadro di completamento del processo di equiparazione, iniziato 20 anni fa con l’entrata in vigore della legge n.62 sulla parità scolastica, ma ben lungi dall’essere giunto a perfezione.

  1. Lo scorso 22 aprile nell’ambito del dibattito parlamentare relativo al decreto-legge n. 22/2020, sulla regolare conclusione dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato si è svolta l’audizione nella VII Commissione del Senato. È intervenuto, tra gli altri, l’avv. Marco Masi, presidente della CDO – Opere Educative a cui la Fondazione è associata (qui il testo).
  2. Nelle ultime settimane sono sorte diverse iniziative, che mirano a dare voce alle richieste avanzate al Governo Italiano in materia di detraibilità delle rette scolastiche e sostegno agli istituti paritari, tra cui, in particolare, la petizione rilanciata dall’AGESC Lombardia
  3. In data 11 maggio, è stato emanato un comunicato stampa, firmato da diverse associazioni rappresentanti la gran parte delle scuole paritarie italiane, per rimarcare le insufficienti azioni sinora definite dal Governo Italiano.
  4. Il 18 maggio è stato pubblicato il comunicato stampa della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, in riferimento alla situazione delle scuole paritarie.

Liceo Classico – Manzoni per comprendere questi strani giorni

Un compito assegnato di analisi del testo sulla lettera di Manzoni a monsieur Chauvet è l’occasione per una studentessa del liceo classico di cogliere nelle parole di Manzoni una lente per leggere e comprendere questi strani giorni.

Risposte riguardo alla lettera a Monsieur Chauvet

Manzoni afferma che la mente dell’uomo è attratta dal conoscere l’uomo, nello scoprire quello che vi è di autentico e di intimo nella sua natura, nel vedere l’effetto dei fenomeni esterni sulla sua anima, il fondo dei pensieri dei quali è spinto ad agire; nello scoprire, in un altro uomo, sentimenti che possono suscitare in lui noi un’autentica consonanza. Rileggendo alcuni passi dei Promessi sposi in questo periodo così particolare mi sono accorta moltissimo di questo. Un passo che avevo letto anni fa e che non mi aveva colpito particolarmente ora mi emoziona e lo rileggo più volte come ad aumentare l’emozione che mi suscita. Ed è sorprendente come le persone di un periodo così lontano siano identiche a noi oggi. Con le nostre stesse paure, timori, confusione ma anche sentimenti buoni come la fratellanza e la pietà. Il fatto è che oggi come allora siamo posti davanti a una malattia che non si conosce e che non si sa ancora come curare e che inevitabilmente dobbiamo affrontare sia come singoli che come comunità. Ma c’è una grande differenza: i social. Questi non solo ci informano ma con foto trasmettono in un secondo tutto ciò che c’è di umano nella sofferenza altrui. Molti sono i passi che rileggendo ho sentito presenti oggi e mi era impossibile mentre leggevo non pensare a quanto avevo visto minuti prima su Instagram o Twitter.

Ogni social media è pieno di foto simbolo come questa di questi uomini che danno tutto se stessi per gli altri. Una carezza che in altre circostanze sarebbe scontata qui diventa un atto di umanità grandissima. Questa foto è stata fatta all’ospedale di Varese non troppo lontano da qui nel reparto di terapia intensiva. C’è qui lo stesso fraterno affetto che immagino provasse Padre Felice Casati quando si occupava dei malati al lazzaretto. La stessa dedizione dei frati ora è impiegata dai medici.

E perciò l’opera e il cuore di que’ frati meritano che se ne faccia memoria, con ammirazione, con tenerezza, con quella specie di gratitudine che è dovuto, come in solido, per i gran servizi resi da uomini a uomini, i più dovuta a quelli che non se la propongono per il compenso.

Qui un’immagine presa durante una rivolta a Nairobi, Kenya dopo l’imposizione delle misure restrittive. Una folla si scaglia su una distribuzione di cibo organizzata dal governo per sopperire alla scarsità di risorse. La polizia ha sedato la folla con gas lacrimogeni e percosse. Gente affamata che non è più disposta a sopportare. Questa è infatti una pandemia che non ha conseguenze solo nell’immediato ma che si mostrerà con il pugno duro anche nei prossimi anni con forti crisi economiche che graveranno sulla popolazione di tutto il mondo soprattutto sulle economie più deboli. Viene facile paragonare questi eventi con il tumulto di San Martino e l’assalto ai forni.

S’accosta al ragazzetto, avventa la mano all’orlo della gerla, dá una stratta, e dice: “lascia vedere.“ Il ragazzetto diventa rosso, pallido, trema, vorrebbe dire: “lasciatemi andare.“ Ma la parola gli muore in bocca; allenta le braccia, e cerca di liberarle in fretta dalle cinghie.“Giù quella gerla“. Si grida intanto. Molte mani la afferrano a un tempo: È in terra; si butta per aria il canovaccio che la copre: una tepida fragranza si diffonde all’intorno. “Siamo cristiani anche noi: dobbiamo mangiare anche noi,” dice il primo; prende un pan tondo, l’alza, facendolo vedere alla folla, l’addenta: mani alla gerla, pani per aria; in men che non a dice fu sparecchiato.

Una grande fossa ad Hart Island, New York, nel Bronx, dove vengono seppelliti i corpi non reclamati e dove la sepoltura è poco costosa. I corpi vengono sepolti in bare di pino e su ogni bara viene scritto il nome della persona deceduta. Lo stato di New York è il posto con più contagi accertati al mondo. Come una città tanto importante possa essere abbattuta in così poco tempo e spaventoso. Talmente tanti sono i morti che I newyorkesi non sono in grado di seppellirli se non in fosse comuni. La vita spezzata. cosa resta? Una targa su una cassa di pino. Solo il nome. Nessun famigliare, nessuna veglia, solo terra e morte. Ho pensato a Cecilia, la bambina morta per peste di cui parla Manzoni. Anche lei è stata sepolta nelle fosse comuni, ma per lei è diverso. La madre l’ha tenuta con sé fino all’ultimo. L’ha preparata come per una festa, si è assicurata che fosse sepolta così. Per quanto sofferta non pensò esista una morte più dignitosa di questa. La premura e l’affetto della madre che non l’abbandona mai.

La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante; c’era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un’anima tutto consapevole e presenta sentirlo

[…] portava messa in collo bambina di forse nov’anni, morta; ma tutto bene accomodata, co’ capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l’avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur braccio, col petto appoggiata al petto, come se fosse stata viva. […] della madre, ché, se anche la somiglianza de’ volti non avesse fatto fede, l’avrebbe detto chiaramente quello de’ due ch’esprimeva ancora un sentimento.

Viviamo in momento estremamente delicato che farà la storia. La gente soffre ed è stanca. Non so se questo porterà in futuro a una maggiore memoria o a un interrogarsi sulle ragioni per cui agiamo e quindi a un miglioramento; per ora ha fatto affiorare la nostra umanità finora latente. Ci siamo ricordati all’improvviso di non essere singoli nel nulla ma di essere membri di una comunità e come tali dobbiamo aiutarci a vicenda. Piccole cose, piccoli attori di umanità.

Lo so che questo non è un tema vero e proprio ma non vedo come le mie parole avrebbero potuto esprimere tutto questo se non così.

Caterina Tettamanti 

14 aprile 2020

 

Straordinario Quotidiano. I finalisti

In tutto, ma proprio tutto, c’è la vita che scorre. Questa frase dei due giurati del Concorso Straordinario Quotidiano Giovanni Gazzaneo, giornalista e coordinatore di “Luoghi dell’Infinito” di Avvenire, e Max Mandel, fotografo e ricercatore iconografico, descrive alla perfezione la proposta e il lavoro svolto dai 480 ragazzi delle 13 scuole coinvolte.

Il raccontare attraverso uno scatto come, in una situazione come quella attuale, il nostro occhio cada e si soffermi su un particolare, pieno di fascino, qualcosa che avevamo sempre visto ma che ora vediamo in modo nuovo. E tutto cambia. Perché tutto custodisce quella promessa di bellezza che abbiamo visto in quel particolare.

Qui di seguito potete leggere il bellissimo messaggio che Gazzaneo e Mandel ci hanno voluto mandare e in allegato tutti gli scatti realizzati dai ragazzi selezionati dalle 13 scuole per partecipare alla finale. Il tutto in attesa di giovedì, quanto conosceremo il nome dei vincitori.

“Il mistero non è al di là della presenza delle cose, ma tutto custodito da quella presenza”

Massimo Recalcati

La bellezza è nello sguardo. Lo sguardo della madre per il suo bimbo. Lo sguardo dell’amata per l’amato. Vedere col cuore è cogliere una bellezza che altrimenti è preclusa, perché sempre oltre il puro apparire. La bellezza sa inabissarsi nel profondo, abita le radici del nostro essere: è l’immagine divina di cui siamo fatti.

Vogliamo innanzitutto ringraziare i ragazzi che hanno partecipato a questo concorso: avete realizzato immagini che ci hanno colpito. Siamo rimasti stupiti dal vostro saper guardare, saper cogliere le cose, ma soprattutto voi stessi e i vostri cari. In tutto, ma proprio tutto, c’è la vita che scorre: in questa vostra e nostra quotidianità chiusa in una casa, a volte in una stanza, nonostante le porte chiuse, nonostante il mondo che sembra scomparso e possiamo abbracciare solo da una finestra, o da un balcone, o dallo schermo dei nostri computer, nonostante le cose che ci mancano e che ci sono care e che sono parte importante dell’esistenza, a partire dalla scuola, dagli amici, dallo sport…

Una vita che può essere bella, buona, vera nonostante tutti i limiti. Perché la nostra vita è oltre tutti i limiti, tutte le imperfezioni, tutti gli incidenti e tutti i virus di questo mondo. Ce lo avete mostrato voi con le vostre immagini tutte bellissime.

Ringraziamo anche i vostri professori e chi ha ideato questo concorso. Perché vi hanno dato la possibilità di esprimervi attraverso le immagini. Il nostro presente, come mai prima nella storia degli uomini, è povero di parole e sovrabbondante di immagini, immagini troppo spesso vuote, inutili, volgari. E in questa sovrabbondanza emergere le vostre immagini e sbocciare un piccolo miracolo: vere, belle, allegre o dolenti non importa, ma tutte piene di vita autentica. Sono piccole grandi icone, immagini che resteranno per voi e per noi.

Non perdete mai questo sguardo pulito e pieno di speranza, questo sguardo che non si lascia “chiudere” ma che va oltre. Uno sguardo che rispecchia i vostri giovani e bellissimi cuori. Vale la pena rimanere fedeli a questo sguardo che sa vedere.

Giunga a tutti voi il nostro grazie 

Giovanni Gazzaneo e Max Mandel

Finalisti scuole concordo Straordinario Quotidiano (pdf)

Finalisti scuole concorso fotografico Straordinario quotidiano

 

La scuola non è finita!

“Cara Olečka,

ho ricevuto la tua lettera e ora mi metto a risponderti. Innanzitutto, non preoccuparti per i tuoi insuccessi a scuola: tutto andrà bene e si aggiusterà nel modo migliore. Studia con tranquillità, momento per momento, ciò che ti è accessibile; cresci, completa il tuo sviluppo e sii sicura che tutto quello che accumulerai con il tuo lavoro oggi, che sei giovane, un giorno ti servirà, anzi, succederà che ti occorrerà proprio questo sapere che ora sembra casuale. Te lo dico sulla base di una lunga esperienza di vita. Cosa devi fare allora? Per prima cosa bisogna acquisire certe nozioni che sono necessarie indipendentemente dal mestiere che farai in seguito: lingue, letteratura, matematica, fisica e scienze naturali, disegno (almeno un po’), anche pittura e musica”.

Con la lettura di questa lettera del 12 novembre 1933 di Pavel Florenskij alla figlia Olecka si apre il video saluto del nostro Rettore, Raffaela Paggi, che invita gli studenti a vivere con curiosità, intelligenza e passione l’ultimo periodo di lezioni.

 

Liceo classico – Processo ad Amleto

Chi si sognerebbe mai un processo ad Amleto?

Leggere Amleto è un’esperienza emotivamente totalizzante, a qualsiasi età. Shakespeare ci costringe a riflettere, a dubitare, ad aspettare pazientemente. Il lettore tende generalmente ad identificarsi con le sofferenze del protagonista, giustificandone spesso anche le reazioni più feroci. In effetti, alla fine del III atto Amleto uccide brutalmente il consigliere del re Polonio, nascosto dietro una tenda, ma chi si sognerebbe mai di instaurare un procedimento penale nei suoi confronti?

Alle porte del Globe theatre di Londra si legge ancora l’insegna “all the world’s a stage”, così agli studenti della classe quarta del liceo classico è stato chiesto di calcare la scena del tribunale, per accusare o assumere la difesa del protagonista.

Di seguito riportiamo tre testi che senza dubbio avrebbero convinto qualsiasi giuria!

Hands up Hamlet! di Diego Raimondi

Hands up Hamlet! di Cecilia Rusmini 

Hands up Hamlet! di Lucia Rizza