Secondaria. In scena Tempo al tempo liberamente ispirato a Momo

Un fragoroso applauso ha omaggiato, venerdì 24 aprile, gli attori della compagnia teatrale della Scuola secondaria di I grado al termine di Tempo al tempo. Storia di una bambina che sapeva ascoltare, liberamente ispirato a Momo di Michael Ende, con la regia di Francesca Gemma. Un applauso che non era solo per lo spettacolo, ma per un percorso intero.

Quest’anno, per la prima volta, la Fondazione ha attivato un laboratorio opzionale di teatro dedicato a tutti e tre gli anni della scuola secondaria. Una scelta precisa, nata dalla convinzione che la drammatizzazione non sia un’attività accessoria, ma uno strumento educativo a pieno titolo: un modo per allenare nei ragazzi l’espressione di sé, la capacità di ascolto, la collaborazione, il senso critico. I risultati — visibili sul palco, ma raggiunti ben prima — hanno confermato la validità di questa direzione.

Sul palco del Teatro La Creta, i ragazzi hanno dato voce a una storia potente e attuale. In un villaggio come tanti, una bambina orfana vive all’interno di un anfiteatro abbandonato. Non possiede quasi nulla, ma ha un dono raro: sa fermarsi, osservare e ascoltare. Quando i misteriosi Signori Grigi cominciano a sottrarre tempo agli abitanti — promettendo successo ed efficienza mentre il villaggio si spegne lentamente — la bambina intraprende un viaggio fatto di alleanze inattese: una tartaruga custode di segreti, un vecchio spazzino che non ha smesso di credere nel bene, il raccontastorie Gianni Cicerone, i saggi Hora e i loro vivaci compagni Tic e Tac. Lo scontro finale con i Signori Grigi non si combatte con la forza, ma con il cuore.

Tempo al tempo è una storia di crescita, solidarietà e speranza. La proposta educativa della nostra Scuola secondaria si fonda da sempre sulla pluralità dei linguaggi: accanto allo studio delle discipline, il teatro, la musica, l’arte sono esperienze attraverso cui i ragazzi imparano a conoscere il mondo e sé stessi, a sviluppare autonomia e pensiero critico. Questo primo anno di laboratorio per la secondaria ne è una conferma concreta.

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