Classico. Una giornata a Pavia tra cultura e incontro

Il Liceo classico della Fondazione Grossman ha inaugurato l’anno scolastico con un’uscita a Pavia, pensata per accogliere i nuovi studenti e vivere un’esperienza condivisa tra scoperta e relazione.

La mattinata ha visto le classi impegnate in visite guidate alla città medievale e agli Horti Borromaici, dove è stata allestita un’esposizione di arte contemporanea. Un’occasione per approfondire il patrimonio culturale locale e avvicinarsi alla figura di Sant’Agostino, protagonista del nostro percorso educativo di inizio anno.

Nel pomeriggio, le attività organizzate dai ragazzi del triennio hanno coinvolto tutti in giochi e momenti di incontro, creando un clima di partecipazione e accoglienza. I più giovani, appena arrivati al liceo, hanno potuto sentirsi parte di una comunità viva e attenta.

Questa esperienza ha mostrato come l’inizio dell’anno possa diventare un’opportunità per costruire legami, aprirsi alla bellezza e mettersi in cammino verso la conoscenza di sé. Come ci insegna Sant’Agostino:

“Cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi.”

Primaria. In cima agli alberi: le seconde al Parco Avventura

Giovedì 2 ottobre 2025, le classi seconde della Scuola primaria hanno vissuto una giornata speciale al Parco Avventura di Milano, pensata come gita di accoglienza per dare avvio al nuovo anno scolastico.

Come l’orsetto Scintilla, protagonista della storia di accoglienza, i bambini si sono arrampicati tra gli alberi, affrontando percorsi sospesi e superando le proprie paure. Proprio come Scintilla ha ricevuto la sua piuma magica, anche loro hanno scoperto di avere dentro di sé gli strumenti per affrontare le sfide.

Guidati dagli istruttori del parco e accompagnati dai maestri, hanno osservato da vicino la natura e vissuto momenti di aiuto reciproco: anche se ogni percorso è stato affrontato individualmente, nessuno era davvero solo. La forza del gruppo e il sostegno della classe hanno reso ogni passo più sicuro.

La gita ha segnato l’inizio del percorso di scienze “dall’albero al seme”, che accompagnerà i bambini alla scoperta del mondo naturale, partendo proprio dall’osservazione dell’albero.

Vai alla Gallery

Un nuovo cammino ha inizio

Il primo giorno di scuola, come ogni inizio, ha in sé una promessa di bene. Nelle scuole della Fondazione Grossman, abbiamo scelto di iniziare insieme, con un momento dedicato a ogni livello scolastico, alla presenza del rettore Raffaela Paggi e di direttori e presidi di ciascun livello.

Un’occasione preziosa per accogliere gli studenti delle classi prime e le loro famiglie, per ritrovarsi, per guardarsi negli occhi e riconoscere che ogni percorso educativo è un cammino condiviso.

Nel suo intervento di saluto, il rettore ha invitato tutti – studenti, docenti, famiglie – ad avere il coraggio di desiderare il bene e di costruirlo, ricordando che questo è possibile solo insieme agli altri.

Per rendere concreto questo messaggio, è stata consegnata a ogni studente una cartolina con l’immagine della costruzione di una scuola in Burkina Faso, progettata dall’architetto Francis Kéré e realizzata grazie alla collaborazione di tutta la comunità locale in una sorta di architettura partecipata. Sul retro, una frase di Sant’Agostino:

“Sono tempi cattivi, tempi penosi!” si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi.

Buon inizio a tutti: ai bambini, ai ragazzi, alle famiglie e ai docenti. Che sia un anno ricco di conoscenza e di costruzione partecipata.

 

 

Collegio plenario. Lavoro, comunità e costruzione dell’opera

Il collegio plenario della Fondazione si è aperto con una frase tratta dal libro “L’io, il potere e le opere” di Luigi Giussani, citata dal rettore per introdurre il tema dell’anno “I tempi siamo noi“: «Questa è l’origine dell’opera: il tentativo di rispondere sistematicamente a un bisogno che urge la propria vita nell’ora, nella giornata […] Da soli nessun bisogno può essere affrontato con quella sistematicità che l’organicità della nostra vita esige».  Un tema che invita ad approfondire il cruciale rapporto tra il compito personale e la sua realizzazione all’interno della comunità, per la costruzione dell’opera educativa.

La prima parte della mattinata ha immerso i presenti nel testo teatrale “Il Tagliapietre” di Cormac McCarthy, grazie a una introduzione della professoressa Muzio e alla lettura drammatizzata dei passaggi più significativi del testo da parte di alcuni docenti. La riflessione ha preso avvio dalla frase di Ben, protagonista dell’opera: “So solo che vedo naufragi da tutte e parti e sono determinato a non naufragare” e si è incentrata sul lavoro inteso come vocazione e obbedienza alla natura della realtà, per perfezionare l’opera del Creatore. Il sogno del giorno del giudizio narrato dal protagonista, in cui spicca la domanda: “Dove sono gli altri?“, ha sottolineato che “non possiamo salvarci a meno di salvarci tutti“.

Questa consapevolezza ha trovato un’eco visiva nella cartolina realizzata per l’inizio anno dove troviamo l’immagine della scuola di Gando in Burkina Faso, un esempio eloquente di architettura partecipata spiegata dalla professoressa Chiesa, e la frase di Sant’Agostino, “Sono tempi cattivi, tempi penosi!” si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi“.

Nella seconda parte del collegio, la Fondazione ha avuto l’onore di ospitare Alberto Busnelli, ex direttore del personale in multinazionali e già fondatore e presidente del CDA della Fondazione Mandelli Rodari. Il suo intervento ha arricchito il dibattito su lavoro, società e benessere, mettendo in luce concetti fondamentali, quali:

  • La gratuità presentata come il segreto del lavoro, che nasce dalla gratitudine e si esprime in eccellenza,  cioè eccedenza della risposta rispetto al bisogno cui il lavoro fa fronte.
  • La fecondità che scaturisce dall’incontro tra lo scopo dell’organizzazione e il compito personale, che si caratterizza per essere una vocazione e non un semplice ruolo.
  • L’importanza delle soft skills (amicalità, capacità di imparare, coscienziosità…) per affrontare la crescente complessità e l’accelerazione del cambiamento imposto dai tempi, che vanno coltivate accanto alle competenze e alle conoscenze professionali.

L’incontro si è concluso con un accorato richiamo alla corresponsabilità di tutto il personale, didattico e amministrativo, nel perseguire l’unico scopo che anima la scuola: “l’educazione dei ragazzi a un modo aperto di usare la ragione, a un modo pienamente umano di essere liberi”.

Licei. New York aula a cielo aperto: si conclude la Summer School

Dal 16 al 28 luglio, dieci studenti del triennio classico e scientifico dei nostri Licei hanno vissuto un’esperienza altamente formativa nel cuore di New York, partecipando alla Summer School organizzata da agenzia Armesia in collaborazione con la Fondazione Grossman.
Due i percorsi proposti, entrambi pensati per offrire un’immersione culturale e creativa nella metropoli americana.
Il primo ha avuto come fulcro la fotografia e la storia della fotografia, con lezioni presso la prestigiosa Penumbra Foundation, guidate dal giornalista e autore Luca Fiore.
Il secondo ha esplorato la storia e la cultura di New York, con lezioni tematiche su arte pop, economia e società, abbinate a visite nei principali musei della città (MoMA, MET, New York History Museum) e passeggiate nei quartieri simbolo, come Brooklyn e Harlem, accompagnati da guide locali.
I due percorsi si sono intrecciati in momenti speciali, come il talk esclusivo con il fotografo newyorkese Gus Powell, che ha condiviso con i ragazzi la sua visione della street photography.
Le giornate si sono concluse con cene nei quartieri storici, da Little Italy a Williamsburg, per assaporare anche la dimensione più conviviale della città.
Un’esperienza di formazione intensa che ha lasciato nei nostri studenti un segno indelebile.

Fondazione Grossman: il futuro prende forma con il nuovo Liceo economico sociale

In continuità con i Licei scientifico e classico Alexis Carrel, a partire dall’anno scolastico 2026/2027 la Fondazione Grossman amplia la propria offerta con un terzo percorso: il Liceo delle scienze umaneopzione economico sociale (LES).

Lo slogan “LES is more” esprime la nostra visione: una proposta formativa che unisce rigore e apertura, studio e incontro diretto con la realtà, per formare giovani capaci di leggere il presente e di costruire il futuro.

La scelta del nuovo indirizzo è nata dal desiderio di rispondere alle sfide della società contemporanea e dall’analisi delle preferenze emergenti nel panorama scolastico superiore, espresse anche in un recente sondaggio tra le famiglie della Fondazione.

Un percorso completo per menti aperte al presente 

Il LES della Fondazione Grossman è progettato per studenti e studentesse che cercano una formazione trasversale e multidisciplinare.

Assi portanti del piano di studi sono quello economico e giuridico e quello psico-socio-pedagogico, che trovano la loro unità nell’approfondimento della natura del soggetto umano, delle relazioni che lo costituiscono e dei tentativi, passati e presenti, messi in atto dall’uomo per costruire e organizzare la società al fine di rispondere alle sue esigenze costitutive.
Le altre discipline umanistichescientifiche integrano il percorso culturale e didattico, offrendo gli strumenti adeguati a una lettura leale, profonda e consapevole di dati, testi, casi e fenomeni complessi.

Questa combinazione mira a sviluppare una visione ampia e articolata del mondo, fondamentale per affrontare con consapevolezza qualsiasi percorso futuro.

Internazionalità e competenze per il futuro

Una delle caratteristiche distintive è la forte vocazione all’internazionalità. Gli studenti approfondiranno due lingue straniere moderne, inglese e spagnolo, anche attraverso la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) ed esperienze dirette all’estero. Si intende con questo preparare i giovani a riconoscere le interconnessioni tra contesti locali e globali, formandoli a una cittadinanza consapevole e senza confini.

Il percorso è inoltre arricchito da opportunità di stage significative che si svolgeranno presso:

  • aziende, enti e università: per chi è attratto dalle relazioni internazionali, dal diritto e dall’economia;
  • le Scuole dell’infanzia e primaria della Fondazione Grossman: per chi sente una vocazione verso gli studi psico-pedagogici e l’ambito educativo.

Qualità e innovazione al centro

Per garantire qualità e coerenza nel tempo, un comitato scientifico accompagnerà lo sviluppo del LES, promuovendo il dialogo tra scuola, università e mondo del lavoro.

Il nuovo Liceo economico sociale nasce per educare al futuro, con uno sguardo lucido e una mente aperta sin dal presente.

Perché davvero, LES is more.

Le iscrizioni per il Liceo economico sociale della Fondazione Grossman apriranno il 29 agosto 2025.

Un anno di bellezza – Il racconto del 2024/2025

“All we have to decide is what to do with the time that is given us.”

Con queste parole di Tolkien si è aperto il nostro anno scolastico, guidato dal tema libertà e responsabilità.

Questo video è il racconto corale di un anno vissuto intensamente: dalle feste d’inizio anno agli spettacoli di Natale dei più piccoli, passando per l’esperienza condivisa de La Notte Santa, gli Open Day, le uscite didattiche, gli incontri con testimoni, il pellegrinaggio giubilare verso Sant’Ambrogio, fino ai tornei sportivi, ai laboratori, ai progetti teatrali e alle feste di fine anno.

Un intreccio di volti, voci, passi e scelte.

Un anno di scuola come tempo pieno di senso, vissuto con gratitudine e impegno da tutta la nostra comunità.

🎬 Guarda il video e rivivi con noi la bellezza di questo cammino condiviso.

Infanzia. La festa dei remigini: la conclusione di un cammino l’inizio di un’avventura

Venerdì 20 giugno si è svolta la Festa dei remigini, un momento atteso che conclude in modo unitario e consapevole i tre anni trascorsi alla scuola dell’infanzia. Un’occasione per dare forma e valore all’esperienza vissuta insieme alle insegnanti, e per aprirsi con fiducia alla nuova tappa del percorso scolastico: l’ingresso alla primaria.

Un tempo vissuto insieme

La festa ha preso avvio nel pomeriggio, alle ore 17.00, con un momento pensato solo per i bambini e le maestre: la visione di un film, accompagnata da pizza e popcorn. Un’occasione, vissuta nel quotidiano della scuola, per riconoscere il valore dei legami costruiti nel tempo e condividere un’esperienza significativa con le figure adulte che li hanno accompagnati.

Un segno anche per i genitori

Successivamente, nel cortile della scuola, sono stati accolti i genitori per partecipare a uno spettacolo realizzato dai remigini in lingua inglese ispirato a Pinocchio, racconto che ha accompagnato il lavoro educativo dell’ultimo anno. I bambini hanno reso visibile ciò che hanno appreso e vissuto nel cammino percorso.

Il saluto e l’augurio

In chiusura, ogni bambino ha ricevuto il diploma, il tocco (cappello simbolico di “promozione”) e uno zaino rosso personalizzato, pensato come segno per accompagnarli verso ciò che li attende.

Anche in questo momento si riflette l’impostazione educativa della scuola dell’infanzia: un’attenzione alla persona e all’esperienza, un rapporto vivo tra adulti e bambini, e un accompagnamento graduale che aiuta ciascuno a scoprire il senso di ciò che vive e ad aprirsi alla realtà con libertà e ragione.

Vai alla Gallery

Festa Licei. Guardare al futuro, a partire da testimoni credibili

Oltre 500 persone, una serata costruita da studenti e docenti, due testimoni d’eccezione e un’atmosfera capace di unire riflessione, festa e comunità.

La festa di fine anno dei Licei classico e scientifico è stata un’esperienza intensa e significativa, pensata per salutare le classi quinte, ringraziarle del cammino fatto insieme e celebrare la conclusione dell’anno scolastico con uno sguardo aperto sul futuro.

Un evento ideato e realizzato insieme

Progettata e organizzata a più mani, la serata è stata il frutto del lavoro congiunto di studenti e docenti: dalla scelta degli ospiti alla logistica, dai contenuti alla conduzione. Una collaborazione concreta che ha dato vita a un vero evento culturale ed educativo, espressione del protagonismo degli studenti e della forza della relazione educativa.

Testimoni che ispirano

La serata si è aperta alle 18.00 con un dialogo a più voci con due ospiti speciali:

  • Giacomo Gentile, operatore dell’Associazione Pro Terra Sancta, impegnata nelle zone oggi colpite dal conflitto in Medio Oriente
  • Fabio Mercorio, professore ordinario di AI e Data Science presso l’Università di Milano-Bicocca

Intervistati dai presentatori, hanno condiviso i motivi che li hanno portati a scegliere il proprio percorso professionale. Poi, con Mercorio si è approfondito il tema delle sfide etiche e culturali poste dall’intelligenza artificiale; con Gentile si è entrati nel cuore dell’attualità attraverso uno sguardo diretto sul Medio Oriente, dove Pro Terra Sancta opera ogni giorno in contesti complessi e feriti.
Un momento intenso, che ha saputo offrire orizzonti, domande e visioni sul mondo che attende i nostri ragazzi al termine della scuola.

Saluti, musica e partecipazione

Dopo il momento con gli ospiti, la serata è proseguita con il saluto alle classi quinte e la consegna dei regali. In questa occasione, alcuni studenti di quinta hanno dedicato ai compagni una canzone eseguita dal vivo, come gesto di augurio per il percorso che li attende.

Nel frattempo, si è svolto un aperitivo aperto a studenti, docenti e genitori, affiancato da giochi a offerta libera pensati per raccogliere fondi a favore di Pro Terra Sancta.

A chiudere la serata, la musica dal vivo: per l’occasione si è costituita una band formata da studenti dei licei, che si sono alternati sul palco. L’energia e la partecipazione hanno coinvolto anche docenti e genitori, in un clima di condivisione che ha accompagnato tutti fino alla conclusione dell’evento.

🎥 Guarda il video della serata e vai alla Gallery per rivivere i momenti principali

Infanzia. Pinocchio sul palco, un anno di scuola nel cuore

Nella nostra Scuola dell’infanzia le storie non si raccontano soltanto: si vivono. E così è stato anche quest’anno, con Pinocchio come filo conduttore di un cammino durato un anno, fatto di scoperta, emozioni, domande, gioco e crescita.

Sabato scorso, la festa di fine anno è stata il momento finale (e corale) di questo percorso. Sul palco, l’intera storia di Pinocchio è andata in scena, ma con una sorpresa speciale: ad interpretarla, a sorpresa dei bambini, alcuni genitori. In gran segreto, nelle settimane precedenti, si sono ritrovati per provare, creare scenografie, preparare costumi. Un gesto semplice e potente allo stesso tempo: condividere il progetto educativo diventandone parte attiva.

Gli spezzoni teatrali sono stati intervallati da canti in italiano e inglese, eseguiti da tutti i bambini. Musica e voce come linguaggi complementari del racconto, fino al gran finale: tutti insieme sul palco, a cantare e celebrare un anno vissuto intensamente.

Ma non è stata solo una festa. È stata la restituzione simbolica di un anno in cui Pinocchio non è stato solo un burattino: è stato una guida, un compagno di viaggio, uno specchio in cui i bambini hanno potuto riconoscersi. Attraverso la narrazione, la drammatizzazione, l’esperienza vissuta, ogni bambina e ogni bambino ha potuto esplorare emozioni, scelte, libertà, crescita.

Alla scuola dell’infanzia bilingue, crediamo nel potere delle storie per educare. Perché ogni racconto, se vissuto davvero, diventa spazio di dialogo, di espressione, di costruzione di sé. E quando a far parte di questo cammino ci sono anche le famiglie, il legame educativo si fa ancora più forte.