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Liceo Scientifico – Alla scoperta del rinascimento

Una mattinata alla scoperta del Rinascimento italiano e milanese. Questa l’esperienza vissuta dai ragazzi di IVB del Liceo Scientifico presso la Pinacoteca di Brera e la Chiesa di Santa Maria presso San Satiro.

A Brera gli studenti hanno potuto ammirare le principali opere rinascimentali studiate quest’anno: Mantegna, Bellini, Piero della Francesca, Bramante, Raffaello. Mentre la visita a Santa Maria presso San Satiro ha permesso loro di scoprire quello milanese attraverso la visione del finto coro del Bramante e della sacrestia.

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Liceo Scientifico – Giornata Inizio Anno

“In ogni istante siamo liberi di decidere chi vogliamo essere, cosa vogliamo costruire, chi ci conviene seguire, per quale scopo impegnare le nostre energie, a chi desideriamo offrire la nostra amicizia… Vi auguro di iniziare quest’anno scolastico con questa consapevolezza e con quella baldanza che fa dire eccomi! subito dopo aver riconosciuto di esserci (Io sono). Siate presenti, fatevi presenti agli adulti che vi sono maestri, con le vostre domande, il vostro lavoro, le vostre scoperte”.

(Dalla lettera del Rettore ai ragazzi dei Licei per l’inizio dell’anno scolastico 2019/2020)

Mercoledì 2 ottobre il Liceo Scientifico ha vissuto la giornata di inizio anno, accogliendo in particolare i ragazzi delle classi prime nella Fondazione Grossman. In mattinata ragazzi e docenti hanno visitato la Sacra di San Michele nel torinese. Luogo tra i più caratteristici della cristianità medievale in Italia, con pitture e un’architettura gotica che sono parte del percorso storico e artistico del biennio. A seguire, una guida locale ha descritto la geomorfologia della valle, a completamento del percorso informativo iniziato a scuola circa la tematica della TAV.

Il preside Bergamaschi ha iniziato la giornata sottolineando come valga la pena impegnarsi nel lavoro didattico per diventare protagonisti consapevoli della realtà. È stato significativo cominciare tutti insieme, perché la conoscenza non può avvenire come fenomeno solitario ma solo dentro a una comunione e una compagnia di giovani ed educatori appassionati nella ricerca della verità. E allora è stato evidente che in una giornata di festa quale quella di oggi non ci sia frattura tra la proposta didattica e il gioco, perché la vita è una e noi vogliamo essere uniti davanti a tutto.

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Perché «Tav»? La ferrovia: mezzo di trasporto e simbolo.

Perché «Tav»? La ferrovia: mezzo di trasporto e simbolo. Questo il tema dell’incontro del professor Roberto Zucchetti dell’Università Bocconi, esperto di valutazione delle infrastrutture di trasporto, con gli studenti dei licei.

La lezione è stata esemplificativa di un metodo di indagine delle problematiche scottanti e dibattute, in cui la forte componente simbolica può obnubilare i necessari passi di una conoscenza del fenomeno che voglia essere scientifica e improntata alla ragionevolezza.

Gli studenti sono stati, infatti, introdotti alle dimensioni storica, tecnologica, economica del problema, attraverso dati, immagini, filmati. La ricerca sulla Tav continuerà ora durante l’uscita didattica in Val di Susa e nel prosieguo delle lezioni.

Liceo Scientifico – La scoperta di Mantova e Ferrara

Due giorni alla scoperta di Mantova e Ferrara. Un percorso attraverso le peculiarità storiche, architettoniche, artistiche di due città che, a diverso titolo, si sono imposte nei secoli dell’Umanesimo e del Rinascimento. Due laboratori vivi e fecondi della vita, delle idee e dei progetti di mecenati, artisti, grandi famiglie che hanno lasciato significative impronte di bellezza e civiltà. Un viaggio necessario per conoscere e capire anche il nostro presente.

Con questo desiderio e scopo a i ragazzi di quarta Liceo Scientifico hanno visitato a Mantova Palazzo Ducale, che ha visto nascere e sviluppare il potere della famiglia Gonzaga, ed è uno dei più vasti palazzi di corte in Europa. Qui sono ospitati diversi tesori degli artisti del Rinascimento, come Tintoretto, Pisanello, Tiziano e Mantegna, che fu pittore di corte.

Mentre a Ferrara, città che per diversi secoli ha visto il dominio incontrastato degli Estensi, hanno proseguito l’itinerario alla scoperta di luoghi significativi tra presente e passato di una città che nell’immaginario di diversi autori classici italiani (basti pensare a Dante), ha rivestito un ruolo di primissimo piano. In particolare la visita al Palazzo degli Estensi ha permesso di toccare con mano la complessità e la ricchezza di un luogo dove si sono intrecciate animate passioni civili e politiche, umane debolezze e slanci coraggiosi di una delle famiglie più ricche e potenti d’Europa.

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Liceo Scientifico – Il DNA dal punto di vista fisico

I ragazzi della classe terza B del Liceo Scientifico hanno incontrato Giuliano Zanchetta che ha raccontato, a partire dalla sua attività di ricerca in ambito biofisico, alcune delle domande che un fisico si pone di fronte al DNA.

Come si è formato il DNA? Quali interazioni determinano la sua struttura e le sue funzioni? Che potenzialità offre il DNA alla scienza dei materiali? Giuliano Zanchetta, ricercatore in biofisica presso il Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell’Università degli Studi di Milano, attraverso tecniche ottiche, studia le interazioni tra macromolecole biologiche (acidi nucleici, proteine) e le proprietà delle strutture che risultano dal loro self-assembly. Inoltre, studia le proprietà meccaniche di materiali soffici e biomateriali, quali reti di fibre, idrogel di DNA e nanocellulosa.

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Liceo Scientifico – La doppia faccia della ricerca scientifica

La testimonianza di un uomo eccezionale che ha introdotto i ragazzi al metodo della ricerca scientifica e aggiornato sulle scoperte del suo gruppo di lavoro. Queste parole descrivono al meglio l’incontro, divenuto per noi tradizione decennale, tra gli studenti delle classi terze del Liceo Scientifico e il prof. Strippoli. Il professor, associato di Biologia applicata presso l’Università degli studi di Bologna, nel 2013 ha avviato, infatti, uno studio sulla sindrome di Down basato sull’integrazione di dati clinici, biochimici, genetici e bioinformatici, allo scopo di identificare nuove possibilità di cura per questa forma di trisomia.

Nel pomeriggio e durante il mattino seguente i ragazzi hanno svolto, presso la Fondazione “Golinelli”, un laboratorio di biologia molecolare riguardante la trasformazione batterica. Due giornate di lavoro per modificare geneticamente batteri di Escherichia Coli con Green Fluorecent Protein GFP, isolata dalla medusa tropicale Aequorea victoria, per verificare l’effettiva trasformazione quando esposte a radiazioni UV.

Un’esperienza a stretto contatto con ricerca scientifica e laboratori per verificare gli studi intrapresi.

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Liceo Scientifico – Dialogo tra l’Infinito di Leopardi e Schubert

Un percorso nella profondità della poetica dell’Infinito di Leopardi accompagnati dal poeta e scrittore Davide Rondoni. Il tutto in un affascinante dialogo tra il poeta di Recanati e la musica di Schubert, suo contemporaneo.

L’occasione, per le classi IV del Liceo Scientifico, di approfondire uno dei componimento più famosi di Leopardi e della poesia italiana attraverso lo sguardo di un poeta dei giorni nostri. Sviscerare il significato di ogni parola, affrontare il viaggio di Leopardi e partecipare del suo struggimento, di quel desiderio di infinito che è proprio di ogni uomo.

Nella sua conclusione Rondoni individua 2 elementi “che ci si porta a casa” dall’Infinito di Leopardi:

  • il valore del segno e quindi la decisività dell’attenzione a questo;
  • la scoperta che l’identità dell’uomo è nel rapporto con l’infinito.

In questo la musica di Schubert, realizzata dall’Accademia Ambrosiana, non è stata semplice “accompagnamento” ma racconto e descrizione della stessa esperienza con linguaggio diverso.

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Licei – William Congdon: sintesi dell’espressione

Gli studenti dell’ultimo anno del Liceo Classico e Scientifico si sono avvicinati all’opera di William Congdon dopo aver visto le celebri interviste di Red Ronnie a Congdon e avere riflettuto sul contesto storico-artistico del secondo dopoguerra in America. Lo spunto iniziale è scaturito da numerosissime e radicali provocazioni sorte in aula da quando nel programma di Storia dell’Arte ha cominciato a farsi strada l’arte non figurativa. Che relazione c’è fra espressione e tecnica? Perché un’assenza di forma veicola un contenuto? Perché l’arte informale dovrebbe essere più profonda dell’arte figurativa? L’arte stessa può essere un limite all’espressione di sé?  Se le opere di un autore sono così personali come possono essere condivisibili? 

Modalità di approfondimento

La modalità di approfondimento proposta ha coinciso con un’ora e mezza di osservazione di una quindicina di opere, appositamente selezionate all’interno della William Congdon Foundation di Buccinasco. Oltre al dialogo con Giorgio Gandolfi della Fondazione Congdon e la docente di Storia dell’Arte Antonia Chiesa su questioni ampie e specifiche di espressione artistica. La percezione visiva e tattile è stata pertanto sollecitata da evidenti aspetti di profondità della materia scabra, sperimentazione compositiva e tecnica, molteplicità dei punti di vista, vigore del gesto pittorico, sobrietà del concetto spaziale, sovrapposizione fra vista e memoria. Anche nel caso di chi ha infine dichiarato di non apprezzare la pittura di Congdon.

L’opera dell’artista esprime infatti in modo eloquente tutta la sua vicenda umana, avventurosa e affascinante, oscillando fra concettualizzazione astratta e appiglio realistico. Le città, il traffico, i lampioni, i crocefissi, i campi, i cieli, l’orizzonte, i fossi e la nebbia diventano domande provocatorie sull’essenza del reale: i solchi sulla terra nera sono ferite nella carne, una lama d’argento del fosso nel campo è un riflesso improvviso di luce, lo strapiombo di una roccia è il rovinare della materia in un baratro. La ricerca di Congdon spazia nella profondità della voragine, nel pieno della luce dell’orzo maturo, nella densità della nebbia, nella malinconia della terra arata.

“Quale opera hai preferito?”

È stata la domanda rivolta a ciascuno studente. Le risposte diverse hanno rivelato una rielaborazione personale approfondita dei contenuti proposti e un confronto sincero con la propria esperienza. «Preferivo i crocifissi del Duecento con la loro geometria severa, ma questo di Congdon mi provoca un’intensità sorprendente», «Devo confessarlo: ero scettica sull’arte ‘priva di forma’, ma l’opera che preferisco fra queste è senza dubbio quella quasi monocromatica, Orzo 4».

«Alla fine non ti ricordi esattamente lo specifico di un’opera», sostiene uno studente, «ma come ha reagito a uno stimolo esterno, e la provocazione dell’artista ti spinge a prendere una posizione personale paragonabile alla sua rispetto a quello che vedi e alle esperienze che fai». La sensibilità di un altro studente apre contemporaneamente il campo ad ulteriori, radicali approfondimenti: «può il dolore essere confinato in un’opera d’arte?»

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Liceo Classico e Scientifico – Sperimentare per conoscere

La creatività è inventare, sperimentare, crescere, rischiare, infrangere regole, fare errori e divertirsi. [Mary Lou Cook]

Con questo sguardo i ragazzi del terzo anno dei Licei hanno vissuto l’uscita didattica al Cusmibio. Laboratorio didattico dell’Università degli studi di Milano aperto alle classi del liceo che desiderano mettersi in gioco su esperimenti non banali. Questo luogo, infatti, è un vero e proprio laboratorio in cui i ragazzi si immedesimano nel ruolo di ricercatori, già a partire dall’obbligo di indossare il tipico camice bianco che, a detta loro, è l’elemento che più li ha aiutati.

Gli studenti hanno potuto lavorare sui microsatelliti, sequenze di DNA ripetute nel codice genetico che determinano le caratteristiche uniche di un individuo. Non una teoria astratta, come potrebbe apparire, ma elementi di grande utilità per la scientifica nel risolvere casi. Durante le indagini, infatti, è necessario confrontare le prove raccolte per trovare la corrispondenza. E questo il metodo!

Tutti i ragazzi hanno partecipato in prima persona, aiutati dal personale del laboratorio che si è dimostrato disponibile e coinvolgente, e si sono lasciati incuriosire e rapire dalle attività. L’occasione più opportuna per mettere in pratica tutte le conoscenze acquisite in classe sul tema del DNA.

Lo sperimentare è tutto: non un punto di controllo a fine di una teoria ma essa stessa parte integrante della ricerca.

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by Alternanza Scuola-Lavoro (Mina, Rusmini, Tettamanti)

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