Infanzia. Una giornata alla Cascina Murnee

Esplorare, toccare, annusare, ascoltare per imparare. Alla Cascina Murnee i bambini della Scuola dell’infanzia hanno vissuto un’esperienza di didattica intrecciata con la vita contadina e la bellezza della natura.

Accompagnati dalle maestre e dalle guide della cascina, i piccoli hanno incontrato mucche, capre, conigli e galline, imparando a prendersene cura e a rispettarne i ritmi. Tra sorrisi e stupore, hanno partecipato alla pigiatura dell’uva con i piedi e scoperto, grazie al torchio, come nasce il mosto.

La passeggiata finale tra le coltivazioni ha stimolato la curiosità e l’osservazione: forme, colori e profumi delle piante sono diventati strumenti di conoscenza e fonti di meraviglia.

Questa uscita è parte integrante del nostro progetto educativo: un percorso che mette al centro l’esperienza diretta, il contatto con la realtà e la gioia di imparare facendo. Perché ogni scoperta, vissuta insieme, diventa occasione di crescita.

 

Il teatro delle meraviglie – Esplorando il SÉ con Pinocchio

In aula magna, la maestra Alice ha dato vita ai personaggi del libro di Pinocchio con una drammatizzazione che ha acceso stupore e curiosità nei bambini, muovendoli al sorriso.

È iniziato così il nostro nuovo progetto: “Il teatro delle meraviglie – Esplorando il SÉ con Pinocchio”, un percorso pensato per e con le classi terze della scuola primaria, che accompagnerà i bambini per tutto l’anno scolastico.

Attraverso il linguaggio teatrale, i bambini saranno guidati in un viaggio alla scoperta di sé stessi, anima e corpo. Un cammino educativo che incrementando l’ascolto, il gioco, la relazione, favorisce la crescita personale — proprio come Pinocchio, che impara a diventare “un bambino vero”.

Un progetto di scoperta che attraverso l’arte desidera formare piccoli grandi protagonisti della propria storia.

Licei. Doppio Diploma: un traguardo internazionale per i nostri studenti

Venerdì 17 ottobre, a Milano, si è svolta la cerimonia di graduation del programma internazionale “Doppio Diploma”, che ha coinvolto studenti provenienti da Italia, Polonia, Francia e Germania. Anche Chiara, Riccardo, Edoardo, Daigoro e Chiara, alunni dei nostri Licei classico e scientifico, hanno festeggiato il completamento di un percorso triennale che li ha portati a conseguire il doppio diploma americano, in aggiunta alla maturità classica.

Attraverso sei corsi svolti interamente in lingua inglese — tra cui storia americana, letteratura inglese e americana — i nostri studenti hanno ottenuto un titolo di studio equivalente al diploma degli studenti statunitensi. Un risultato che testimonia la loro dedizione e la qualità della proposta educativa della Fondazione.

I Licei della Fondazione Grossman, attraverso il lavoro del Dipartimento Internazionale, guidato dal preside Lorenzo Bergamaschi, accompagnano gli studenti in un’esperienza formativa che apre le porte alle università di tutto il mondo, arricchendo il loro percorso umano e culturale.

Primaria. Una giornata al Museo di San Siro: lo sport come scuola di vita

Le classi quarte della Scuola primaria hanno vissuto una giornata speciale al Museo di San Siro, un luogo simbolo della storia del calcio italiano.

La visita non è stata solo un’occasione per conoscere da vicino le grandi squadre e i campioni del passato, ma soprattutto un momento educativo per riflettere sul significato profondo dello sport.

Attraverso il percorso museale e il confronto con gli insegnanti, i bambini hanno scoperto che nello sport non sono importanti solo competizione e risultato, ma anche rispetto, spirito di squadra, impegno e correttezza. Si è infatti parlato dell’importanza di collaborare, accettare le regole e vivere con equilibrio sia la vittoria che la sconfitta.

Durante la visita, i bambini hanno partecipato con entusiasmo e curiosità, dimostrando grande attenzione ai valori che ogni sportivo dovrebbe portare con sé, dentro e fuori dal campo. L’esperienza si è conclusa con un momento di dialogo sul comportamento corretto negli stadi e sul valore della buona educazione.

Esperienze come questa arricchiscono il percorso educativo dei nostri alunni, aiutandoli a crescere come persone responsabili e capaci di vivere relazioni positive.

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Primaria. Un classico… in una luce nuova!

Durante l’ora di lettura drammatizzata, i bambini della scuola primaria hanno vissuto un’esperienza teatrale coinvolgente grazie alla magia del teatro delle ombre.

Protagonista dell’attività è stata una originale edizione di Cappuccetto Rosso, pubblicata da Ippocampo Edizioni, che ha preso vita in modo sorprendente: con l’aiuto di una torcia e dell’aula completamente buia, le sagome dei personaggi si sono animate sul soffitto, trasformando la lettura in uno spettacolo di luci e ombre.

Il buio, spesso vissuto con timore, è diventato un prezioso alleato. I bambini hanno scoperto che anche ciò che non conosciamo può accendere la meraviglia e stimolare la creatività.

Questa attività ha unito ascolto, immaginazione e riflessione, offrendo ai piccoli lettori nuovi spunti per disegnare, raccontare e condividere le proprie idee.

Secondaria: accogliamo i primini e si parte… per alte vette!

Giovedì 2 ottobre, la Scuola secondaria di I grado ha inaugurato l’anno scolastico con una giornata speciale a San Tomaso di Valmadrera. Dopo una breve ma intensa camminata, gli studenti hanno raggiunto la cima, dove li attendeva la bellezza delle montagne: un paesaggio che rispecchia e suscita il desiderio di scoperta e di crescita proprio di ogni ragazzo.

Nessuno impara e cresce da solo: questo il cuore della proposta educativa che ha guidato l’intera giornata: i giochi organizzati per sezioni, affinché ciascuno potesse sentirsi unico, ma parte di una comunità più grande; la gita con i nuovi compagni di viaggio, amici e docenti,  pronti a sostenere e condividere ogni passo. Non sono mancati momenti di festa: canti davanti al Resegone e, per concludere, pane e Nutella per tutti.

Un modo semplice e gioioso per iniziare l’anno, felici e sazi… sotto ogni punto di vista.

 

 

Classico. Una giornata a Pavia tra cultura e incontro

Il Liceo classico della Fondazione Grossman ha inaugurato l’anno scolastico con un’uscita a Pavia, pensata per accogliere i nuovi studenti e vivere un’esperienza condivisa tra scoperta e relazione.

La mattinata ha visto le classi impegnate in visite guidate alla città medievale e agli Horti Borromaici, dove è stata allestita un’esposizione di arte contemporanea. Un’occasione per approfondire il patrimonio culturale locale e avvicinarsi alla figura di Sant’Agostino, protagonista del nostro percorso educativo di inizio anno.

Nel pomeriggio, le attività organizzate dai ragazzi del triennio hanno coinvolto tutti in giochi e momenti di incontro, creando un clima di partecipazione e accoglienza. I più giovani, appena arrivati al liceo, hanno potuto sentirsi parte di una comunità viva e attenta.

Questa esperienza ha mostrato come l’inizio dell’anno possa diventare un’opportunità per costruire legami, aprirsi alla bellezza e mettersi in cammino verso la conoscenza di sé. Come ci insegna Sant’Agostino:

“Cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi.”

Primaria. In cima agli alberi: le seconde al Parco Avventura

Giovedì 2 ottobre 2025, le classi seconde della Scuola primaria hanno vissuto una giornata speciale al Parco Avventura di Milano, pensata come gita di accoglienza per dare avvio al nuovo anno scolastico.

Come l’orsetto Scintilla, protagonista della storia di accoglienza, i bambini si sono arrampicati tra gli alberi, affrontando percorsi sospesi e superando le proprie paure. Proprio come Scintilla ha ricevuto la sua piuma magica, anche loro hanno scoperto di avere dentro di sé gli strumenti per affrontare le sfide.

Guidati dagli istruttori del parco e accompagnati dai maestri, hanno osservato da vicino la natura e vissuto momenti di aiuto reciproco: anche se ogni percorso è stato affrontato individualmente, nessuno era davvero solo. La forza del gruppo e il sostegno della classe hanno reso ogni passo più sicuro.

La gita ha segnato l’inizio del percorso di scienze “dall’albero al seme”, che accompagnerà i bambini alla scoperta del mondo naturale, partendo proprio dall’osservazione dell’albero.

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Un nuovo cammino ha inizio

Il primo giorno di scuola, come ogni inizio, ha in sé una promessa di bene. Nelle scuole della Fondazione Grossman, abbiamo scelto di iniziare insieme, con un momento dedicato a ogni livello scolastico, alla presenza del rettore Raffaela Paggi e di direttori e presidi di ciascun livello.

Un’occasione preziosa per accogliere gli studenti delle classi prime e le loro famiglie, per ritrovarsi, per guardarsi negli occhi e riconoscere che ogni percorso educativo è un cammino condiviso.

Nel suo intervento di saluto, il rettore ha invitato tutti – studenti, docenti, famiglie – ad avere il coraggio di desiderare il bene e di costruirlo, ricordando che questo è possibile solo insieme agli altri.

Per rendere concreto questo messaggio, è stata consegnata a ogni studente una cartolina con l’immagine della costruzione di una scuola in Burkina Faso, progettata dall’architetto Francis Kéré e realizzata grazie alla collaborazione di tutta la comunità locale in una sorta di architettura partecipata. Sul retro, una frase di Sant’Agostino:

“Sono tempi cattivi, tempi penosi!” si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi.

Buon inizio a tutti: ai bambini, ai ragazzi, alle famiglie e ai docenti. Che sia un anno ricco di conoscenza e di costruzione partecipata.

 

 

Collegio plenario. Lavoro, comunità e costruzione dell’opera

Il collegio plenario della Fondazione si è aperto con una frase tratta dal libro “L’io, il potere e le opere” di Luigi Giussani, citata dal rettore per introdurre il tema dell’anno “I tempi siamo noi“: «Questa è l’origine dell’opera: il tentativo di rispondere sistematicamente a un bisogno che urge la propria vita nell’ora, nella giornata […] Da soli nessun bisogno può essere affrontato con quella sistematicità che l’organicità della nostra vita esige».  Un tema che invita ad approfondire il cruciale rapporto tra il compito personale e la sua realizzazione all’interno della comunità, per la costruzione dell’opera educativa.

La prima parte della mattinata ha immerso i presenti nel testo teatrale “Il Tagliapietre” di Cormac McCarthy, grazie a una introduzione della professoressa Muzio e alla lettura drammatizzata dei passaggi più significativi del testo da parte di alcuni docenti. La riflessione ha preso avvio dalla frase di Ben, protagonista dell’opera: “So solo che vedo naufragi da tutte e parti e sono determinato a non naufragare” e si è incentrata sul lavoro inteso come vocazione e obbedienza alla natura della realtà, per perfezionare l’opera del Creatore. Il sogno del giorno del giudizio narrato dal protagonista, in cui spicca la domanda: “Dove sono gli altri?“, ha sottolineato che “non possiamo salvarci a meno di salvarci tutti“.

Questa consapevolezza ha trovato un’eco visiva nella cartolina realizzata per l’inizio anno dove troviamo l’immagine della scuola di Gando in Burkina Faso, un esempio eloquente di architettura partecipata spiegata dalla professoressa Chiesa, e la frase di Sant’Agostino, “Sono tempi cattivi, tempi penosi!” si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi“.

Nella seconda parte del collegio, la Fondazione ha avuto l’onore di ospitare Alberto Busnelli, ex direttore del personale in multinazionali e già fondatore e presidente del CDA della Fondazione Mandelli Rodari. Il suo intervento ha arricchito il dibattito su lavoro, società e benessere, mettendo in luce concetti fondamentali, quali:

  • La gratuità presentata come il segreto del lavoro, che nasce dalla gratitudine e si esprime in eccellenza,  cioè eccedenza della risposta rispetto al bisogno cui il lavoro fa fronte.
  • La fecondità che scaturisce dall’incontro tra lo scopo dell’organizzazione e il compito personale, che si caratterizza per essere una vocazione e non un semplice ruolo.
  • L’importanza delle soft skills (amicalità, capacità di imparare, coscienziosità…) per affrontare la crescente complessità e l’accelerazione del cambiamento imposto dai tempi, che vanno coltivate accanto alle competenze e alle conoscenze professionali.

L’incontro si è concluso con un accorato richiamo alla corresponsabilità di tutto il personale, didattico e amministrativo, nel perseguire l’unico scopo che anima la scuola: “l’educazione dei ragazzi a un modo aperto di usare la ragione, a un modo pienamente umano di essere liberi”.